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19 Feb

SAPIENZA CHE ORIENTA - Scheda 1

Sapienza che orienta

Il labirinto sembra avere tante vie e tante direzioni, ma le sue strade non portano da nessuna parte se non al centro del labirinto stesso, in un vicolo cieco che imprigiona chi si trova al suo interno. La sua struttura è costruita in modo tale che risulti molto difficile per chi vi entra, trovare l’uscita. Il labirinto confonde perché la visione che fornisce è sempre limitata, parziale e ogni parete sembra uguale all’altra. Ti imprigiona anche se non ha sbarre, non ci sono punti di riferimento, l’orizzonte non si vede. Così ti inghiotte nei suoi cunicoli e domina il tuo cammino. Puoi passare tutto il tuo tempo lì dentro, passando sempre per le stesse vie senza riuscire mai ad arrivare in nessun posto. Non aiutano i soldi, il potere o le intelligenze umane a dirti dove sei e come uscire.

I labirinti che imprigionano l’uomo non sono esteriori, le loro pareti si strutturano lentamente nell’interiorità  e sono fatte di pensieri che ingannano e di scelte che allontanano dalla gioia. Puoi costruirlo da solo con i tuoi pensieri e giudizi e trovarti chiuso al suo interno quasi senza rendertene conto, puoi entrarci per allontanare il mondo e non sentire più ferite e dolore. Oppure puoi ritrovarti  in labirinti che non hai costruito ma che hai accettato, percorrendo strade che non erano le tue.  Quando sei dentro al labirinto perdi il senso del cammino, tutto è confusione e incertezza. Le pareti ti dividono da te stesso, dalla creazione, dalle relazioni e dalla vita. Per quanto possa sembrare difficile però, il labirinto non è mai infinito e trovare l’uscita è sempre possibile.

La Sapienza orienta l’uomo, lo conduce fuori dall’inganno. Può farlo perché appartiene alla Luce e la Luce indica il cammino nelle tenebre, mostra la direzione nella confusione delle scelte e nei grovigli dei pensieri. La Sapienza non è un insieme di concetti e di parole, non vuol dire elaborare teorie o accumulare  nozioni fine a se stesse. E’ piuttosto la comprensione profonda e precisa della realtà. La Sapienza rivela com’è fatta una cosa, il suo funzionamento. L’artigiano è sapiente per quel che riguarda il legno,  conosce com’è fatto, sa quale usare per costruire una casa e quale prendere per fare un arco. La sua sapienza lo rende abile ed esperto nel suo lavoro e ciò che realizza funziona, dura nel tempo, porta benefici che migliorano la vita. Per la cultura ebraica non esiste sapienza scollegata dal fare. Il saggio sa compiere ogni lavoro, realizza ogni tipo di progetto e la sua vita è nell’abbondanza.

La sapienza dell’artigiano svela il funzionamento del legno, la Sapienza nella bibbia rivela il funzionamento dell’uomo: i suoi meccanismi interni, i processi dei pensieri, le conseguenze delle scelte. I testi presi dai libri del Siracide e della Sapienza possono essere paragonati ad un libretto di istruzioni sul funzionamento dell’interiorità umana.  Una bussola nel cammino che svela inganni e strade false, direziona la vita e conduce fuori dal labirinto, verso una vita felice, piena di abbondanza e di ogni bene.

 

Dentro al testo: Traduzioni e Curiosità

- Scheda 1 -

  • Nella lingua sumera la parola Sapienza è associata alla funzione dell’orecchio e viene tradotta con ascolto. Il sapiente in questo caso è colui che è di ampio ascolto.
  • Nel libro dei Re il Signore disse a Salomone: “chiedimi cosa vuoi che io ti conceda”.  Salomone non chiede la ricchezza, né il potere e nemmeno una lunga vita. Risponde dicendo: “dammi Signore un cuore che ascolta”. Questo desiderio è l’inizio della sua Sapienza.
  • Salomone è considerato il sovrano più saggio dell’Antico Testamento. Il Signore gli concede Sapienza e intelligenza molto grandi e un cuore ampio come la sabbia del mare. Con Salomone Israele vive un periodo di pace e prosperità mai conosciute fino a quel momento.  Da tutte le nazioni venivano per ascoltare la Saggezza che Dio aveva messo nel suo cuore e per visitare la magnificenza della sua corte. La Sapienza del Signore nell’Antico Testamento conduce sempre a una vita felice, in pace e in abbondanza di beni.

P. Bisatti - d. Andrea

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