5 ciottoli

Switch to desktop
25 Lug

XVII domenica T.O. - anno A - 2014

“Tesoro” è l’epiteto più ricorrente sulla bocca degli innamorati. Sostituisce a lungo il nome della persona, diventa cioè il modo per richiamare o rivolgersi ad essa, quando il nostro cuore ama. Non si può vivere senza legare il cuore a un tesoro; neppure Dio può farne a meno, infatti dice il salmo: “si è scelto Israele” come tesoro (Sal 135,4). Questa terra, questo popolo che sembra non riconoscere la voce dell’Amante nonostante tanta cura e attenzione, è stata scelta.

Nella scelta del tesoro ci si può anche ingannare, perché è facile prendere abbagli, confidare in ciò che è inconsistente, inaffidabile. Gesù ci mette in guardia quando ci dice: “Non accumulatevi tesori sulla terra, dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano; accumulatevi invece tesori nel cielo, perché là dov’è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore” (Mt 6,19-21).

Era giovanissimo quando il re Davide, su suggerimento della moglie Betsabea, designò il figlio Salomone come suo successore. Si racconta che in sogno il Signore chiese a Salomone di esprimere un desiderio, perché gli sarebbe stato concesso. Egli giovane re inesperto era cosciente del pericolo della corruzione e della fatica nel governare. Chiese a Dio: “un cuore docile per rendere giustizia al suo popolo e per distinguere il bene dal male” (1 Re 3,9.13). Fu esaudito. Il tesoro dei saggi è dunque la Sapienza che vale più delle gemme e di ogni altra ricchezza. “Ti concedo – dice il Signore a Salomone – anche quanto non hai domandato, cioè ricchezze e gloria come nessun re ebbe mai”. Dalla Sapienza gli derivarono tutti gli altri beni: un palazzo splendido, abbondanza di cibi, alloggi, ministri operosi e qualificati, magnifiche divise e chi ascoltava Salomone rimaneva incantato perché la sue parole erano come perle preziose.

Gesù riprende questa immagine quando parlerà del Suo regno: “Il regno dei cieli e simile a un tesoro nascosto in un campo … è simile a un mercante che va in cerca di perle preziose, trovata una perla di grande valore, va vende tutti i suoi averi e la compra” (Mt 13,44-45). Parole uniche ma ancora molto incomprese. L’uomo è sempre attirato dai beni del mondo che all’apparenza sembrano sfamare la sua sete di ricchezza, dimenticando che nulla di ciò che accumuliamo porta gioia vera nel cuore.

Gesù propone un cambiamento radicale su cui puntare tutto, si propone Lui come tesoro, il Suo amore che ricolma di sapienza e pace il nostro cuore. Il tesoro di una Parola che ci è stata consegnata, che da senso al nostro agire.

S. Paolo aveva considerato per educazione ricevuta la Torah (pentateuco, i primi cinque libri della bibbia - che conteneva la Legge Sacra) il vero tesoro della vita, ma dopo aver conosciuto l’Amore di Cristo scriverà: “ho lasciato perdere tutto e tutto considero come spazzatura, al fine di guadagnare Cristo” (Fil 3,7-8).

Un amico mi diceva molti anni fa che il tesoro del futuro sarà “gestire la spazzatura”… profetico! Scartiamo tutto con facilità, da cose a persone, senza preoccuparci di come il nostro cuore e la nostra terra viene inquinata dalla spazzatura. Cosa accadrà quando l’umanità riconoscerà Cristo come il vero Tesoro? Avremmo più gioia e meno spazzatura. Negli ultimi, negli umili e nei deboli, nella discarica del mondo, il Signore lascia tracce della sua ricchezza.

d. Andrea

Altro in questa categoria: « IL GATTO A MARIA »