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29 Giu

XIII^ DOMENICA T.O. anno C – 2022

Pronti, Via!”. Che bella questa esclamazione. Quante volte l’abbiamo utilizzata nella nostra vita, quando si vuole segnalare una partenza. Spesso viene usata in ambiti sportivi all’inizio di una competizione, ma è idonea anche quando si vuole coordinare e condividere progetti da realizzare insieme.

 Il “Pronti”, raccoglie tutte le nostre energie, la nostra attenzione e lo slancio per attivare quelle risorse che non devono essere sprecate lungo la via. Un cammino e un impegno che orienta lo sforzo in un’unica direzione, sempre pronti a rivedere e correggere quanto compiuto, per non disperare nei momenti difficili, per guardare con fiducia le eventuali cadute o i fallimenti.

Il “Via”, ci ricorda l’istante, il momento, il giorno del cambiamento, quella gioia che nel tempo viene sempre amata ed elaborata da sempre nuovi significati; mai sazi dei risultati e mai troppo preoccupati degli obiettivi. Il “Via”, è il piacere di percorrere, raccontare, di gustare il cammino, gli incontri e le sorprese che la vita ci consegna.

Il “Pronti Via” è il coraggio di lasciare, di non voltarsi indietro, di spingersi avanti senza nostalgia del passato e paura del futuro. E’ credere di avere qualcuno vicino, è dare fiducia a chi si ama, è accogliere ciò che non si conosce per esplorare il nuovo e costruire speranza.

Fratelli: Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. […] Correvate così bene! Chi vi ha tagliato la strada, voi che non obbedite più alla verità? […] Voi infatti, fratelli, siete stati chiamati a libertà. Che questa libertà non divenga però un pretesto per la carne; mediante l'amore siate invece a servizio gli uni degli altri” (Gal 5,1.7.13).

Ogni inizio vero, ci risveglia quella libertà che ognuno di noi ha ricevuto in dono. S. Paolo nella lettera ai Galati afferma: “Cristo ci ha liberati per la libertà! State dunque saldi e non lasciatevi imporre di nuovo il giogo della schiavitù. Una catena invisibile che copre l’orizzonte con la paura di fallire. Una schiavitù che ci allontana dalla verità: non stiamo amando Dio, e rifiutiamo ogni fedeltà!

Pronti, Via!”.Correvate così bene! Chi vi ha tagliato la strada, voi che non obbedite più alla verità?”.Qualcuno però ci taglia la strada con il pretesto di giustificare vizi e compromessi, legami malati e possessivi che cercano vendetta e sfociano nella violenza. Qualcuno ci taglia la strada, ci sposta e ci urta. Iniziamo sempre guerre, personali e collettive, dimenticando che queste non portano mai lontano, non cambiano i cuori, non riconquistano antichi imperi, ma portano a sgretolare quel bene, quella pace e quella giustizia che deve solo agire per servire i fratelli.

Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, egli prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé. Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l'ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme. Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio” (Lc 9,51-56).

I giorni si compiono elevando in alto il nostro cuore, là dove si prende la decisione di non tradire il proprio compito, le motivazioni interiori e il modo con cui si vuole procedere. Non dobbiamo temere il rifiuto e l’incomprensione delle nostre decisioni. Non dobbiamo anteporre nulla alla chiamata di Dio che diventa sequela, cioè riposta. Con risolutezza e sguardo fiero, dobbiamo ripeterci ancora: “Pronti, Via!”.

Un cuore e una chiesa in cammino, tutto nell’amore, nella verità e con pazienza, affidando e affidandoci a colui che conosce Via, Verità e Vita.

d. Andrea

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