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06 Mag

PAUSA

 IV^ domenica Pasqua – anno C – 2022

 Da bambino uno dei giochi preferiti era rincorrersi. Spesso, quando le forze erano ormai al limite, uno del gruppo diceva: “Sbandiu!”, oppure: “Arimo!”, altri semplicemente: “Pausa!”. Si riprendeva fiato e distanza, e poi si ripartiva.

Da adulti la pausa è sempre gradita e ricercata: può essere dalla “pausa caffè”, per togliere il peso della corsa giornaliera, o tante altre forme. Spesso sento dire: “prendiamoci una pausa”, quando le relazioni affettive si fanno difficili o richiedono forse solo un po' di verità e di responsabilità.

 La pausa più attesa è il giorno del riposo. Il settimo giorno, la domenica per noi oggi. E’ la memoria della “Pausa del Signore e anche della sua Pasqua”. Dopo aver creato cielo e terra, noi uomini e donne, Dio ci ricorda che ogni opera è completa, quando si prevede anche un tempo per contemplare e ringraziare. Non è solo un momento per distrarsi o da riempire con altre attività: è ricordare l’Origine e la Salvezza compiuta!

 La pausa più difficile resta sempre la stessa: “stare con il Signore”. La rimandiamo sempre, perché l’Amore è esigente e la sua parola non accetta scuse, semplicemente attende due risposte: Si o No. “Quando già era l'alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No»” (Gv 21,4-5). E’ la nostra storia. Ritorniamo sui nostri passi, al buio, lontani dalla luce, con la rete vuota senza gioia, ma ad ogni alba, ad ogni pausa, quando stiamo con il Signore, ci viene consegnata una nuova fatica che attende un “” e si trova la gioia: “Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci” (Gv 21,6). Gli apostoli hanno preso fiato, ma hanno anche cambiato direzione. Hanno accolto il Risorto, e il discepolo che Gesù amava disse a Pietro: “E’ il Signore!”.

 La vera pausa contempla un “Sì” che accoglie anche il tempo della verifica, delle intenzioni. Gesù è risorto perché ha detto “Sì” al Padre, una scelta maturata e sofferta. L’annuncio di questa vittoria sulla morte è arrivato anche a noi, ma: “Poiché lo sposo tardava, si assopirono tutte e si addormentarono. A mezzanotte si alzò un grido: «Ecco lo sposo! Andategli incontro!». Allora tutte quelle vergini si destarono e prepararono le loro lampade. Le stolte dissero alle sagge: «Dateci un po' del vostro olio, perché le nostre lampade si spengono». Le sagge risposero: «No, perché non venga a mancare a noi e a voi; andate piuttosto dai venditori e compratevene»” (Mt 25, 5-9). La pausa, l’olio degli altri, non consegna riposo a noi! A ciascuno la sua.

 Forse per svegliarci o per fermarci, a volte serve uno scossone. Il libro dell’Apocalisse dice: “Io Giovanni, vidi: ecco, una moltitudine immensa, che nessuno poteva contare, di ogni nazione, tribù, popolo e lingua. Tutti stavano in piedi davanti al trono e davanti all'Agnello, avvolti in vesti candide, e tenevano rami di palma nelle loro mani. E gridavano a gran voce: «La salvezza appartiene al nostro Dio, seduto sul trono, e all'Agnello».

 Uno degli anziani disse: «Questi, che sono vestiti di bianco, chi sono e da dove vengono?». Gli risposi: «Sono quelli che vengono dalla grande tribolazione e che hanno lavato le loro vesti, rendendole candide nel sangue dell'Agnello. Per questo stanno davanti al trono di Dio e gli prestano servizio giorno e notte nel suo tempio; e Colui che siede sul trono stenderà la sua tenda sopra di loro. Non avranno più fame né avranno più sete, non li colpirà il sole né arsura alcuna, perché l'Agnello, che sta in mezzo al trono, sarà il loro pastore e li guiderà alle fonti delle acque della vita. E Dio asciugherà ogni lacrima dai loro occhi» (Ap 7,9-10;13-17). La vera “Pausa” ristora e disseta l’anima non solo il corpo, protegge dall’arsura, consegna cibo ma per la vita eterna, asciuga ogni lacrima per strappare il cuore e la mente dalla disperazione. La Pausa è l’Agnello che è anche Pastore, quello bello, quella bella.

 d. Andrea