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25 Mar

RICONCILIARE

IV^ Quaresima – anno C – 2022

Prima di entrare in teologia, ho lavorato per alcuni anni come odontotecnico. Sul tavolo di lavoro, ricordo ancora oggi, c’erano tanti post-it con la scritta: “Urgente!”. Un promemoria continuo per non sprecare o perdere tempo. Un giorno, la segretaria che gestiva i lavori richiesti dai medici, scrisse qualcosa di nuovo, che graffiò il cervello, le abitudini e i ritmi: “IMMEDIATO!”. Non sorse solo un sorriso sul volto di tutti in laboratorio, ma si cominciò a capire che qualcosa era cambiato. Dovevamo interagire tra di noi in maniera diversa per la consegna.

 Fratelli, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. In nome di Cristo, dunque, siamo ambasciatori: per mezzo nostro è Dio stesso che esorta. Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio” (2Cor 5,17-21).

La vita è come un grande laboratorio, ogni giorno con le sue urgenze, le sue pene, ma anche con le sue opportunità creative per rinnovare e migliorare la nostra qualità di vita. Ogni cosa ha il suo posto nella nostra immaginazione, richiede il suo tempo e le opportune risorse per gestirle. Ma la complessità e il mistero di molti eventi, ci chiede di cambiare equilibri e abitudini. Un giorno quello che avevi trascurato e sottovalutato diventa non più urgente, ma “immediato”.

Gesù Cristo, è colui che cambia i piani e ritmi della storia, della nostra coscienza. Ci interroga nel profondo del nostro cuore per ricordarci quella “cosa”, non solo urgente ma immediata, per la nostra salvezza: “lasciatevi riconciliare con Dio”. Non è solo una buona confessione da rinnovare nel sacramento della Penitenza, quasi per un appagamento di una gioia umana, così finalmente “sono a posto” con Dio, ma soprattutto ritrovare e sperimentare la gioia Pasquale del risorto, per non farci dominare dal vuoto, dallo sconforto interiore.

Possiamo vivere a lungo inconsapevoli che il nostro malessere interiore è iniziato il giorno in cui ci siamo allontanati da Dio, ovvero ci siamo allontanati da noi stessi e di conseguenza dai fratelli e dal creato. Invecchiamo mormorando, separati e isolati. E’ questa la vittoria di satana che toglie la gioia dell’incontro, il piacere della diversità, la cura del bene comune. In altre parole il peccato ci porta lontani dalla pace e dalla felicità vera. Il peccato diventa inimicizia che porta i fratelli a uccidere, per dominare in modo violento, su tutto e tutti.

S. Paolo scrive alla comunità cristiana di Corinto che lo aveva scacciato e offeso. Non era stata una banale incomprensione, ma un chiaro rifiuto del suo messaggio. C’è solo una parola che riconcilia disse: “Gesù Cristo!”. Non volle proporre nuovi riti purificatori, oggi le chiamiamo “sanzioni”, ma la ferma consapevolezza per tutti i popoli e per ciascuno di noi, di leggere come “immediato” il bisogno di riconciliarci con Dio. E’ lui che gratuitamente ci accoglie anche se l’abbiamo rifiutato e allontanato. Se ostinati cerchiamo giustizia con la logica e gli strumenti del mondo, rischiamo di accogliere la morte e anticiparla per il mondo intero.

Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione”. Riconciliare le parti, riconciliare la diversità, riconciliare gli uomini è possibile, se guardando insieme a Cristo, riconosciamo di essere amati. Percepiamo il suo amore che nulla toglie e nulla fa mancare. Non è illusione, ma la scelta che posso fare oggi. Non è urgente, ma immediata!

d.Andrea

 

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