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24 Nov

 I^ domenica Avvento – anno C – 2021

Ci sono delle parole che non attirano quando le senti. “Sinodo” è una di queste a mio avviso. Sembra qualcosa che riporta a tempi e pratiche antiche, ormai inutili. In verità è la “risposta” da trovare insieme in questo tempo di trasformazione, che tutti stiamo vivendo. Un tempo di “ascolto vero”, che richiede di “fare verità” per coordinare insieme scelte future. Un germoglio dopo tempi di rottura e di aridità.

 Ogni anno l’anno liturgico si conclude con la solennità di Cristo Re dell’universo. Un punto di rottura con tutte le ideologie del mondo che continuano a confondere il servizio con il potere, e a utilizzare ogni forma di menzogna a scapito della verità, cioè di quel bene comune che solo Gesù ha promesso e realizzato.

Interrogato dal potere Gesù dichiarerà: “Allora Pilato gli disse: «Dunque tu sei re?». Rispose Gesù: «Tu lo dici che io sono re. Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per dare testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Gli dice Pilato: «Che cos'è la verità?»” (Gv 18,37-38).

Sinodo e ascolto sono legate dal desiderio di non presumere di avere la verità. Gesù non dice: “chi ha la verità”, ma: “chi è dalla verità”. Il germoglio non è dunque una dottrina che si possiede, ma l’atteggiamento che caratterizza la vita del credente che si pone in sintonia con l’amore creativo del Padre, e si traduce in opere che comunicano vita agli uomini. Non si ha la verità, ma si fa la verità. Chi ha la verità invece, in base ad una dottrina o al potere che pretende di imporre, tende a separarsi dagli altri e li può giudicare. E’ l’inizio di un punto di rottura che non costruisce nulla.

Ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d'Israele e alla casa di Giuda. In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. In quei giorni Giuda sarà salvato e Gerusalemme vivrà tranquilla, e sarà chiamata: Signore-nostra-giustizia” (Ger 33,14-16).

Il grande punto di rottura di questa generazione è di aver dichiarato Dio morto, la sua parola inutile, la sua proposta una follia. E’ nato così un germoglio, una nuova civiltà dedita unicamente a liberare il singolo affinché possa andare alla ricerca del piacere personale. Ma è un germoglio già secco perché non ha radici profonde e trascendenti. Solo emozioni senza fede, solo comunicazioni senza relazioni. Abbiamo lasciato morire non solo Dio nel nostro cuore, trascurando tutte quelle pratiche che ordinavano la vita attorno a scopi comunitari, ma stanno morendo anche le nostre anime nella profonda ingiustizia che ormai autorizza tutti a usare violenza e aggressività, per raggiungere vantaggi edonistici e obiettivi inutili.

Come cristiani vogliamo credere che “verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali io realizzerò le promesse di bene che ho fatto alla casa d'Israele e alla casa di Giuda. In quei giorni e in quel tempo farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra”.

Iniziamo l’avvento per evitare di sentirci dei semplici turisti su questa terra, ma piuttosto pellegrini in un importante viaggio da compiere fianco a fianco con altri fratelli, uomini che sanno accogliere e ascoltare. Con questo atteggiamento rimaniamo in vigile attesa dei segni e della presenza di Dio, della sua venuta salvifica.

Se ripenso alla mia vita, il vero germoglio è stato riaccogliere Gesù nel mio quotidiano, ascoltare ogni giorno la sua parola che fa la verità, perché è parola viva che orienta agli altri, oltre ogni divisione e delusione. La famiglia prima e la comunità cristiana poi, sono diventati il terreno dove continuare a seminare e istruire.

Oggi allora acquista significato la parola “sinodalità”, non solo per un camminare insieme, ma come valorizzazione nei processi decisionali, delle specifiche competenze e carismi di ciascuno. Gesù è quel germoglio giusto, che esercita il giudizio e la giustizia sulla terra. E’ lui il che rinnova ogni tempo in speranza.

d. Andrea

 

 

 

 

 

 

 

 

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