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12 Nov

XXXIII^ domenica T.O. – anno B – 2021

Daniele deriva dal nome ebraicoדָּנִיֵּאל (Daniyyel) che, composto dalle radicidan ("giudice"), -i ("mio") ed El ("Dio"), può essere interpretato come “Dio è il mio giudice”. E’ il protagonista di un libro dell’A.T. che porta questo nome. Una storia inventata allo scopo di consegnare una lezione morale del genere apocalittico, cioè la rivelazione di come Dio vede e conduce la storia passata, presente e futura.

 Alla fine del II° secolo a.C. si diffuse in Israele un movimento culturale caratterizzato dall’interesse per la storia del mondo e dalla riflessione sul destino di tutti gli imperi. Coltivavano la convinzione che gli eventi non volgessero al meglio, ma al peggio. Da qui in ogni tempo ci sono quelli che annunciano l’arrivo della fine del mondo con disastri, terremoti, calamità. Altri invece rassicurano l’uomo narcotizzandolo in una vita senza timore né conversione.

In verità il libro di Daniele racconta una storia di persecuzione, dove il protagonista esorta i Giudei a rimanere saldi nella fede. Dio è fedele e non mancherà di salvare i suoi, perseveranti a rischio del martirio nel tempo dell’angoscia.

Ora, in quel tempo, sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Sarà un tempo di angoscia, come non c'era stata mai dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro. Molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre” (Dn 12,1-3).

Siamo alla fine dell’anno liturgico del ciclo B. La prossima domenica celebreremo la solennità di Cristo Re. L’ho sentito dire fin dall’infanzia che Dio raccoglie e guida la storia dell’umanità attraverso l’azione redentrice di Gesù. Ma crescendo, ho sempre visto il susseguirsi di poteri forti, a volte totalitari a guidare le politiche e l’economia del mondo. I continui scandali anche dentro la chiesa stessa, ci fanno pensare che queste infiltrazioni non siano mancate neppure in questi luoghi. Papa Francesco nel suo pontificato ha denunciato più volte questa patologia anticristiana.

Il libro di Daniele, non è solo un libro storico, ma una chiave di lettura per leggere il presente. “Sorgerà Michele” dice il testo, che significa: “chi è come Dio?”. La risposta è scontata: “Nessuno”. Nella fede dobbiamo credere che ciascuno di noi ha il compito di vigilare su se stesso e sul tempo che incontra, per riconoscere i vari ostacoli che rallentano la realizzazione del Regno.

Papa Benedetto XVI durante il suo pontificato parlava di “dittatura mondiale di ideologie apparentemente umanistiche”, una manifestazione “della forza spirituale dell’Anticristo”. E’ il desiderio di controllare governi, università, media e non solo, con l’intento di sorvegliare la nostra vita privata. Il vero potere non è nell’uso delle armi ma nell’informazione. In pratica non c’è più nessun posto dove nascondersi.

Mentre in passato - come narrato nel libro di Daniele – il totalitarismo aveva conquistato la società attraverso la paura e l’uso della violenza, oggi si riesce a condizionare le menti e le azioni, manipolando l’amore che nutriamo per il piacere e il timore nei confronti delle difficoltà. Privi di spiritualità e lontani dall’amore per Cristo nostro redentore, siamo già disarmati nel combattimento. Pronti a consegnare le nostre vite a chi ci promette soluzioni facili, senza impegno e responsabilità. Annulliamo la nostra identità per gustare effimere gioie, dimenticando il senso dell’eternità e della verità.

La maggior parte di noi occidentali non ha ancora avuto l’occasione di soffrire per fede come fecero i cristiani nei tempi più bui della nostra storia. Ma immagino come racconta il libro di Daniele che “molti di quelli che dormono nella regione della polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l'infamia eterna. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre”. Daniele – Dio è il mio giudicesalvaci.

d. Andrea

 

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