5 ciottoli

Switch to desktop
28 Ott

XXXI^ domenica T.O. – anno B – 2021

Possiamo evitare le situazioni di tensione? Spetta a noi ogni giorno, accogliere o proporre occasioni di chiarimento per allontanare le frequenti questioni. La vita è complicata, inutile negarlo. E’ complicata prima di tutto nelle sue relazioni. La comunicazione di per sé sorge come strumento di condivisione e comunione, ma inevitabilmente è anche la causa di tante incomprensioni. La parola stessa ha bisogno di continue interpretazioni, ed è qui che nascono le questioni. La storia della salvezza è prima di tutto una storia che deve riordinare questioni di carattere, sociale, politico, religioso, morale e molto altro. Gesù stesso durante la sua vita pubblica ha affrontato con sapienza continue questioni con i detentori della legge giudaica che volevano coglierlo in fallo nella verità.

Mandarono da lui alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso. Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?». Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Questa immagine e l'iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio». E rimasero ammirati di lui” (Mc 12,13-17).

Gesù consegna l’atteggiamento corretto per affrontare le questioni: essere pacati e abili nel conoscere il pensiero di chi ci interroga. Evitare stati emotivi alterati. Pesare le parole per smascherare l’ipocrisia di chi dimentica l’economia della salvezza oltre a quella del mondo, ed invita ad una nuova riflessione.

Vennero da lui alcuni sadducei - i quali dicono che non c'è risurrezione - e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C'erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo ugualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l'hanno avuta in moglie». Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli” (Mc 12,18-25).

Nel capitolo dodici del suo vangelo, Marco ci consegna i momenti difficili di Gesù con le autorità. Era ormai da tre giorni nel tempio di Gerusalemme, prossimo alla Pasqua. Gesù voleva portare verità e salvezza a tutti coloro che erano intrappolati dalla legge. Un labirinto di questioni che mantenevano in schiavitù il popolo senza la visione della vita eterna. La schiavitù genera sempre malumore e inevitabili conflitti, perché gli spazi sono sempre più stretti. L’errore nelle questioni è non conoscere né le Scritture né la potenza di Dio.

Allora si avvicinò a lui uno degli scribi che li aveva uditi discutere e, visto come aveva ben risposto a loro, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. Il secondo è questo: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Non c'è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo” (Mc 12,28-34).

Gesù semplifica e riordina i 613 comandamenti della legge e li riduce a due. Siamo nel tempo della pandemia sanitaria e spirituale. Nel satanico sistema di controllo che sta generando sempre nuove questioni e tensioni, corriamo il rischio di dimenticare la sintesi di Gesù: l’amore al prossimo è l’amore rivolto a Dio. Gesù non fa mai confusione nelle questioni: il sabato è per l’uomo e non l’uomo per il sabato. E’ pericoloso se perdiamo di vista il fratello e i suoi bisogni.

Condivido con voi le parole di un papà che mi ha scritto in questi giorni. “Come passa veloce questo tempo. Osservo e attendo ogni giorno le proposte di chi ci governa. Ho spesso la sensazione che siano contro la vita e Dio stesso. Vedo sempre più un sistema di schiavitù. Parliamo di libertà, diritti e gemellaggi, ma in verità siamo controllati ovunque dal pensiero unico. Viene impedito ogni confronto e dialogo. Ci stiamo o ci stanno mettendo uno contro l’altro. Abbiamo tolto il sorriso ai bambini, la speranza agli adolescenti, il lavoro agli adulti. Se guardiamo solo al “nostro” non c’è futuro. Mi piace pensare che possiamo fare ancora del bene perché siamo supportati dal Divino, e la sua parola rallegra il cuore, da forza ed energia per andare avanti. Confido in te Signore”.

Il profeta Geremia annuncia: “Dirai a questo popolo: Così dice il Signore, Dio d'Israele: Ogni boccale va riempito di vino. Essi ti diranno: «Non lo sappiamo forse che ogni boccale va riempito di vino?». Tu allora risponderai loro: Così dice il Signore: Ecco, io renderò tutti ubriachi gli abitanti di questo paese, i re che siedono sul trono di Davide, i sacerdoti, i profeti e tutti gli abitanti di Gerusalemme. Poi li sfracellerò, gli uni contro gli altri, i padri e i figli insieme. Oracolo del Signore. Non avrò pietà né li risparmierò né per compassione mi tratterrò dal distruggerli»” (Ger 13,12-14).

Gesù donerà la sua vita qualche giorno dopo per chiarire la grande questione: amiamo Dio e la sua parola o la logica che il mondo ci consegna? Il potere si costruisce sulla paura e l’ingiustizia, l‘amore invece cerca e propone verità, mai violenta. Nelson Mandela un giorno in una intervista disse: “Nel mio paese prima ti mettono in carcere, poi ti eleggono presidente!”. Maria Ss.ma ci ricorda: “Chi prega non ha paura del futuro e delle questioni che incontra”.

d. Andrea

 

Altro in questa categoria: « IL SECCHIO PODIO »