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30 Gen

IV^ domenica T.O. – anno B – 2021

Reagire! Ci fa bene. E’ il segno visibile per esprimere un disappunto, per dare una risposta emotiva diversa da quella proposta. Una svolta. Reagire, rivela a volte le intenzioni più profonde, quelle tenute nascoste a lungo per comodità, pigrizia, paura. Una nascita. Reagire è il coraggio di scegliere, di cambiare, approfondire e andare oltre il creduto. Una consapevolezza.

La reazione più temuta è quella violenta che si contrappone a quella paziente e autorevole. Si può reagire con domande per denunciare un abuso, un’ingiustizia, un’intrusione. Si arriva allora a gridare quando ci si trova davanti alla verità. E’ in questa dinamica che si nascondono i demòni.

“Giunsero a Cafàrnao e subito Gesù, entrato di sabato nella sinagoga, insegnava. Ed erano stupiti del suo insegnamento: egli infatti insegnava loro come uno che ha autorità, e non come gli scribi. Ed ecco, nella loro sinagoga vi era un uomo posseduto da uno spirito impuro e cominciò a gridare, dicendo: «Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!». E Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!»” (Mc 1,21-27).

I demòni esistono. Trovano dimora nelle nostre anime. Gesù li incontra dentro una sinagoga, in quel luogo che custodiva la sacra parola. Il tempio, dove si proclama la salvezza, ma che manca di autorità, tanto che chi ascolta, non viene scosso o turbato, neppure istruito. E’ il rischio in ogni tempo, di custodire una ritualità che non salva, per difendere un semplice potere e i suoi privilegi, ma che tradisce il suo compito e la sua funzione: scacciare i demòni.

Tutte le religioni dell’antichità conoscevano la pratica dell’esorcismo per liberare l’uomo dagli spiriti immondi. Marco, nel vangelo lo definisce spirito impuro, perché apportatore di morte, cioè contrario alla logica dell’amore gratuito. Solo dopo la proclamazione della parola di Dio e della sua spiegazione fatta con autorità da Gesù stesso, viene portato allo scoperto il demònio e la sua reazione. Lo spirito impuro si trasforma in un noi: “Che vuoi da noi, Gesù Nazareno?”, perché tanti sono i vizi che possiamo accogliere.

Si aprono le ostilità, perché è giunto l’uomo forte: Gesù! Partono le domande: “Sei venuto a rovinarci?” che diventano denuncia e grida. Questo nostro mondo in rovina è guidato dai demòni che si oppongono in maniera risoluta a Cristo. E’ così evidente, che da tempo è in atto una dura lotta, tra il potere di satana che regna sul mondo, e Cristo che gli impone di tacere. La violenza diffusa del mondo è l’espressione visibile dello scontro, che vuole a sua volta far tacere i redenti, quei battezzati senza voce che si disperdono nel mondo come un virus mortale.

Dove giunge realmente Cristo, i finti equilibri che nulla rinnovano e che mai salvano, non possono continuare. La presenza di Cristo è inconciliabile con i demòni, con le forze del male. La situazione dell’uomo “indemoniato” rappresenta la condizione di chi non ha ancora incontrato Cristo, ripiegato sul proprio egoismo, le passioni del mondo, la ricerca di potere e denaro, amministrato non certo per il bene comune. Una religiosità vuota che non convince, perché manca di autorità.

Gesù parla con autorità, perché è verità: “Io so chi tu sei: il santo di Dio!”. Il santo è colui che è venuto a separare l’uomo dalle proposte occulte del mondo, che offrono comodità, per spogliare i cuori della pace e dell’eternità. I demòni provano ad alimentare la paura del futuro, offrendo come proposta ciò che poi diventa la nostra schiavitù.

Questa pandemia che ci blocca nella nostra economia, nella nostra libertà, ci sta rovinando l’illusione di poter fare senza Dio. I nostri figli raramente pregano, conoscono le scritture, ne cercano la verità, perché da tempo nelle nostre famiglie abbiamo allontanato Cristo, accusandolo di rovinarci nei nostri progetti.

“«Taci! Esci da lui!». E lo spirito impuro, straziandolo e gridando forte, uscì da lui”. Forse ne usciremo straziati da questo periodo. Le grida di dolore per le numerose vittime di questa pandemia, ci consegnano però l’occasione di non reagire in modo violento alla vita, ma un tempo per cui far tacere i demòni, tutte quelle voci che non riconoscono Cristo come l’unico redentore. Non sono le cose, non sono le persone e l’affetto per loro che si salverà, ma è Cristo che ristabilisce ordine dentro noi, nell’attesa di essere amato, liberati da ogni demonio.

Gesù ci apre le finestre in questo tempo, ci apre le porte delle nostre case, delle nostre chiese, dei nostri uffici, per aerare, per offrire un respiro nuovo e profondo nella nostra vita e nelle nostre reazioni. È venuto per sanificare tutti quei posti che da tempo abbiamo occupato senza autorità, senza amore, senza verità.

“Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Un insegnamento nuovo, dato con autorità. Comanda persino agli spiriti impuri e gli obbediscono!»”. Il timore non è più paura, ma il segno visibile della nostra conversione, della nostra reazione. Con Gesù accolto nella nostra vita, ci giunge un insegnamento nuovo, lontani da compromessi quotidiani con il potere, dall’ipocrisia, liberati da tutti gli attaccamenti umani che decretano la morte delle nostra anima.

La predicazione, le scelte, le reazioni che non scacciano i demòni, che lascia le cose come sono, che non cambia il mondo e l’uomo, non è parola di Gesù. Torniamo ad obbedire a lui. Saremo felici e salvi senza paura del futuro, senza ansia nel presente, senza nostalgia del passato.

d. Andrea

 

 

 

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