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25 Set

GUADAGNARE

XXVI domenica T.O. anno C

Quale economia troviamo nella Sacra Scrittura? Quali sono le sue strategie di marketing? Su chi e che cosa investire per ottenere un buon guadagno?

Vi fu un tempo in cui Dio sembrava alleato dei ricchi: il benessere, la fortuna, l’abbondanza dei beni erano considerati segni della Sua benedizione. La prima volta che nella bibbia compare la parola “argento/denaro” è riferita ad Abramo. Egli era molto ricco di bestiame argento e oro. Così sarà per Isacco benedetto nei suoi raccolti, Giacobbe benedetto nel suo bestiame. La povertà era considerata un disonore, segno di pigrizia, di ozio e sregolatezza.
Con i profeti avviene un capovolgimento di prospettiva e si comincia a capire che i beni accumulati possono essere anche frutto di lavoro poco onesto, di violazioni dei diritti dei più deboli.

Gesù arriverà a dire che l’avidità, l’attaccamento ai beni di questo mondo, diventa il grande ostacolo per entrare nel Regno di Dio.
L’inganno della ricchezza soffoca il seme della “parola di Dio”, impedisce l’incremento del nostro guadagno davanti al Signore. Non c’è modo di scuotere l’economia stagnante di un cuore accecato e chiuso nell’idolatria del denaro. Quest’uomo farà l’esperienza della solitudine di una ricchezza che lo lascerà misero. Il guadagno fine a se stesso conquista progressivamente tutto il cuore dell’uomo e non lascia più alcuno spazio per Dio e per il prossimo.
I Vangeli ci descrivono le strategie di una economia mortale ma all’apparenza accattivante. La sete di denaro e di guadagno sorgono per soddisfare e garantire prima di tutto i bisogni primari: mangiare bere, dormire, riposare, procreare. Li potremmo chiamare “pane”, un pane che richiede tempo e fatica, pazienza e impegno. Ma per questo pane l’uomo può diventare ladro!
Se non sei così abile e scaltro nell’uso di bilance false (ricorda il profeta Amos – 750 a.C.) o di “bilanci falsi” potremmo dire oggi, puoi perseguire la strada del potere, contraffare il tuo impegno politico per il bene comune per nascondere e mimetizzare i tuoi personali interessi. Per questo tipo di guadagno l’uomo può diventare omicida, come mandante o esecutore.
Ma il maggior guadagno l’uomo lo trova nel suo rapporto con l’oro, per lui e con lui tutto è possibile, tutto si realizza, tutto si compie. Nel gestire l’oro, l’uomo ricco perde il suo unico tesoro, perché diventa idolatra. Trova tutto ma perde il Tutto, perde l’amore per Dio e i suoi simili, gli unici che possono accoglierlo nelle dimore eterne, ricorda il Vangelo. Tra chi ripone il cuore in Dio e chi diventa idolatra c’è un abisso che li separa.
Riesco lentamente a comprendere le preghiere dei Santi che ci ricordano che l’unico sforzo della vita è “guadagnare anime a Cristo”, di strapparle da questo inganno che luccica ma non porta luce nel cuore, negli occhi, in famiglia e nella nostra economia. Non rendiamo vano l’amore di Dio per noi rivelato nella parola di Gesù, colui che ci ha guadagnati “Tutti” spogliandosi di tutto. Compriamo da lui oro purificato con il fuoco del Suo amore (Ap 3,18).

Don Andrea

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