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14 Nov

XXXIII^ domenica T.O. – anno A – 2020

Non ho mai bevuto alcolici. Oggi assumo un po’ di vino quando celebro l’eucarestia. Mi concedo un brindisi quando sono in compagnia, niente di più. Ma senza volerlo o saperlo ogni giorno sono ubriaco! Lotto da anni per restare sobrio, per smettere di assumere informazioni inutili, incomplete, devianti e false che puntualmente ogni giorno il mondo propone.

E’ il pericolo di ogni tempo e di ogni cultura. Assumere senza sapere e verificare, grado e sorgente di verità contenuta nell’informazione diffusa, e di conseguenza alterare le nostre risposte.

“Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte. E quando la gente dirà: «C'è pace e sicurezza!», allora d'improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire. Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri” (1Ts 5,1-6).

Quando Paolo scrive ai Tessalonicesi prova a correggere un’idea scorretta che si era diffusa, che creava tensioni e inquietudini. Quando ci sarà la parusia? In altre parole: quando verrà il Signore? Ogni domanda cerca una risposta, una soluzione al problema. E’ come attendere un vaccino promesso in questo tempo di pandemia. Il primo che arriva con una risposta credibile conquista la mente di chi sta cercando. Se la voce si fa convinta, la storia insegna il sorgere di posizioni nette e contrastanti tra chi è a favore o meno, con il serio rischio di scismi, fazioni, regimi, ideologie contrapposte, ecc. Le tenebre possono imporsi come luce, dove regna la paura, il sospetto, la confusione, dove si è “ubriachi” o aggressivi, dove manca un rapporto di figliolanza con il Creatore che guida la storia e la nostra vita. Oggi attendiamo ancora il Signore? O siamo ubriachi di ogni filosofia e spiritualità che il mondo ci offre?

Paolo afferma: “Riguardo poi ai tempi e ai momenti, fratelli, non avete bisogno che ve ne scriva; infatti sapete bene che il giorno del Signore verrà come un ladro di notte”, cioè nessuno lo sa quando verrà, non fatevi ingannare dai continui allarmismi della fine del mondo!

A marzo ci eravamo illusi che sarebbe andato tutto bene nell’evoluzione di questa pandemia! Lo avevamo scritto a titoli grandi sulle nostre case. Oggi la realtà è diversa. Non vale la pena investigare quando verrà il Signore per il suo giudizio, o quando finirà questo tempo di paura, di contagi. “Quando la gente dirà: «C'è pace e sicurezza!», allora d'improvviso la rovina li colpirà, come le doglie una donna incinta; e non potranno sfuggire”. Parole dure, quanto mai attuali. Chi prometterà pace e sicurezza, non lo farà gratuitamente o per il bene dell’umanità. Come cristiani siamo chiamati oggi a non stare nelle tenebre.

Un po’ di ironia ci può aiutare e una vignetta illuminare: “Salve, Pizzeria “da Luigi”? Qui Papa Francesco. Vorrei una pizza extra-large senza acciughe. Uhm, risponde tra sé il pizzaiolo, così al Papa non piacciono le acciughe. Chiama la moglie al telefono: Sì tesoro, proprio il Papa ha chiamato e ho saputo questo: è allergico alle acciughe. La moglie giornalista, in un intervista afferma: il Papa ha detto a mio marito: “assolutamente no, sono anti-acciughe”, e al redattore confida: lo sapevate? Il Papa ha vietato le acciughe in Vaticano. Il giorno dopo esce in prima pagina: ULTIMISSIMA!! Per il Papa il pesce è impuro!! … e in TV nel notiziario della sera: Notizia scioccante! Dopo secoli di tradizione, il Papa ha dichiarato che mangiare pesce è peccato!”.

“Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, cosicché quel giorno possa sorprendervi come un ladro. Infatti siete tutti figli della luce e figli del giorno; noi non apparteniamo alla notte, né alle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri”.

In questi giorni ha fatto scalpore l’apertura della Chiesa alle unioni civili, mostrata in tutti i notiziari come una rivoluzione. Per molti è stata letta come un tradimento della dottrina della chiesa. Solo qualche giorno dopo, dalla sala stampa del Vaticano esce la smentita, che quanto affermato è stato frainteso e alterato durante un’intervista fatta con il Papa, ma ovviamente questo non è stato detto con la stessa enfasi da tutti i media. Potremmo parlare dell’istruzione e delle teorie gender, dell’economia spietata, del numero dei ricoveri negli ospedali, dei fondi europei per l’immigrazione e per i malati covid, della chiesa che raramente ha legami con il soprannaturale.

“Siete tutti figli della luce e figli del giorno”, dissetati dalla verità di Dio e dal suo amore che ci ha redenti in Cristo. Restare svegli e sobri, è una scelta impegnativa. In ogni epoca la fedeltà al Vangelo non è mai stata facile, la ricerca della verità è sempre stata perseguitata in tutti gli ambiti della vita. Siamo figli della luce, ricordiamolo! Uniamoci nella preghiera perché questo tempo si trasformi in una rinascita, senza finzioni e ipocrisie, consapevoli che agire nelle tenebre è sempre dannoso per sé e per gli altri. “Non dormiamo dunque come gli altri, ma vigiliamo e siamo sobri”. Amen.

d. Andrea

 

 

 

 

 

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