5 ciottoli

Switch to desktop
03 Ott

AVVERTIMENTO

XXVII^ domenica del T.O. – anno A – 2020

Con le migliori intenzioni, offriamo dei consigli a chi amiamo. Senza essere assillanti, nel rispetto della libertà che ci viene consegnata, ci spingiamo oltre i confini del semplice parlare, per avvisare chi cammina con noi del pericolo di certe scelte. E’ avvertire un pericolo prima che accada un evento irreparabile, prima di decisioni che possono ostacolare la vita e la salvezza personale e dell’altro. Così nella storia della salvezza, Dio lancia continui avvertimenti ai suoi figli. Lo ha fatto nel passato e continua a farlo oggi. Sarebbe ingrato continuare a restare sordi o insensibili a questi segni di amore, per non dire pericoloso! Qualcuno li può leggere come minacce, perché a volte, per lanciare un avvertimento si usano toni decisi, risoluti; comunque sia, nascondono sempre e solo un unico desiderio: la nostra felicità. Una verifica dei frutti prodotti.

“Voglio cantare per il mio diletto il mio cantico d'amore per la sua vigna. Il mio diletto possedeva una vigna sopra un fertile colle. Egli l'aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate;in mezzo vi aveva costruito una torre e scavato anche un tino. Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi. E ora, abitanti di Gerusalemme e uomini di Giuda, siate voi giudici fra me e la mia vigna. Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Perché, mentre attendevo che producesse uva, essa ha prodotto acini acerbi? Ora voglio farvi conoscere ciò che sto per fare alla mia vigna: toglierò la sua siepe e si trasformerà in pascolo; demolirò il suo muro di cinta e verrà calpestata. La renderò un deserto, non sarà potata né vangata e vi cresceranno rovi e pruni; alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia. Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d'Israele; gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita. Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi” (Is 5,1-7).

Ogni avvertimento rivela la gratuità dell’amore offerto:  “l'aveva dissodata e sgombrata dai sassi e vi aveva piantato viti pregiate; …” Come al tempo di Isaia, il Signore attende la nostra risposta: “Egli aspettò che producesse uva; essa produsse, invece, acini acerbi”! Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna che io non abbia fatto? Trascorriamo la nostra vita a predare la terra dei suoi beni, dimenticando che la vigna che ci viene consegnata ha bisogno di cure e attenzioni. “Egli si aspettava giustizia ed ecco spargimento di sangue, attendeva rettitudine ed ecco grida di oppressi”.

Dovremmo tornare a so-stare davanti al creato in questo tempo, per recuperare ritmi più naturali, scelte profetiche e coraggiose per tutelare l’eredità dei nostri figli. Dovremmo tornare a so-stare in famiglia spegnendo la tv mentre siamo a tavola, a scollegarci dai media quando incontriamo gli amici, per dialogare con loro, condividere, costruire nuove famiglie, nuove politiche. Quanta pace e quanti grappoli maturi per chi sceglie di so-stare per adorare in silenzio il Signore.

Siamo dentro un grande avvertimento: “Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. … Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: «Avranno rispetto per mio figlio!». Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: «Costui è l'erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!». Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo»” (Mt 21, 34-41).

Avvertimento: “Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti. Chi cadrà sopra questa pietra si sfracellerà; e colui sul quale essa cadrà, verrà stritolato” (Mt 21,43-44).

Se continuiamo a scartare Cristo dalla nostra vita che è la pietra d’angolo del nostro edificio spirituale, a rifiutare la parola del Padre che mette ordine nella nostra costruzione, e a non invocare l’azione dello Spirito Santo, forza di verità e giustizia, saremo privati e spogliati di molte cose. Amen. Amen.

d. Andrea

 

 

 

 

 

Altro in questa categoria: « CERCATE LECITO »