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18 Set

XXV^ domenica del T.O.  – Anno A  2020

A sei mesi dell’inizio del “lockdown”, sono ripartite le scuole in presenza! Dopo le misure di contenimento restrittive all’inizio della pandemia di Covid19, siamo riusciti ad avviare il nostro percorso scolastico. Ma chi ci ha istruito in questi mesi? Quale opportunità di crescita ci ha consegnato questo periodo? Quale consapevolezza? Quali priorità?

Cerchiamo risposte alle tante domande della nostra mente. Cerchiamo un senso nell’ informazione soffocante che spinge quasi alla fobia o alla sola paura. In molti vorremo sapere quando tutto questo finirà? Purtroppo è solo nella prova che riceviamo la vera istruzione. La storia sembra consegnarci questo messaggio, sempre difficile da accogliere. Non è il cammino che è faticoso, ma la fatica che è il cammino. Cerchiamo altre vie più facili e seducenti, ma inevitabilmente sono proprio queste vie che attirano su di noi prove e possiamo anche dire, castighi!

“O voi tutti assetati, venite all'acqua, […]. Porgete l'orecchio e venite a me, ascoltate e vivrete. Io stabilirò per voi un'alleanza eterna, i favori assicurati a Davide. Ecco, l'ho costituito testimone fra i popoli, principe e sovrano sulle nazioni. Ecco, tu chiamerai gente che non conoscevi; accorreranno a te nazioni che non ti conoscevano a causa del Signore, tuo Dio, del Santo d'Israele, che ti onora. Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona. Perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie. Oracolo del Signore. Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri” (Is 55,1-9).

Quando Isaia profetizza, il popolo di Israele è ormai in esilio da cinquant’anni. Lontani dalla loro terra hanno sofferto e pianto. I più vecchi hanno ancora impressa negli occhi l’immagine drammatica della città santa in fiamme, del sangue e della violenza degli invasori. Questo dramma si trasforma però in opportunità: “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino”. Il Signore è vicino annuncia Isaia, invocatelo in questo tempo perché si fa trovare da chi lo cerca. E’ diventato anche il nostro desiderio?

Come comunità cristiana stiamo lavorando per far ripartire “in sicurezza” l’esperienza e  il cammino dell’Iniziazione Cristiana. Siamo sempre più consapevoli che le anime di molti sono state deportate lontano dal Signore. Non è un’affermazione esagerata. Ormai da anni le nostre famiglie sono ammalate, dentro e fuori. Mancando il Signore, la sua parola, una relazione salda con Lui, siamo tutti come studenti che si illudono di crescere senza una buon insegnante, una buona guida. Possiamo consegnare diplomi e lauree a chi grida più forte, a persone non istruite, attendendo in breve tempo il pericolo di questa scelta. Possiamo amministrare sacramenti vuoti e inutili a coloro che cercano un gadget, mentre il loro cuore rimane lontano, immerso nella logica del mondo.

“L'empio abbandoni la sua via e l'uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona”. Come cercare qualcosa se quando lo si trova non lo sappiamo custodire. Non ha senso ritrovarci ad istruire figli e famiglie che non scelgono con coerenza di appartenere al Signore. Questa pandemia ci consegna un mondo malato, che ha oltrepassato ormai da molto tempo i confini posti dal Signore. Ci consegna una Chiesa malata di apostasia che non ha più contatto con il soprannaturale. Ci aspetta forse una nuova tribolazione “perché i miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie” ?

d. Andrea

 

 

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