5 ciottoli

Switch to desktop
04 Set

XXIII^  domenica T.O. anno A – 2020

C’è chi suggerisce di andare ad abitare a 600 m. di altitudine per i cambiamenti climatici; chi di costruire un rifugio, un pozzo e di fare scorte alimentari per 3 mesi; che la pandemia di covid 19 è un avvertimento per i cuori e le ossa inaridite, per la nostra conversione; che siamo invasi da ogni forma di idolatria e al degrado morale, dove non scandalizza più nulla e ogni abominio verso la vita è considerato legale o normale; che la Chiesa è allo sfacelo e i suoi ministri dei noncuranti, che ci aspetta una grande tribolazione e tre giorni di buio,… Di fatto non mancano gli spunti per fare profezie in questo periodo. Ma ci sono ancora profeti per farle? Ci sono ancora anime pronte a riconoscere che molti degli eventi che tanto ci colpiscono sono la conseguenza dei nostri peccati?

Il profeta parla a nome di Dio e non a titolo personale, voce scomoda e veritiera, pronta a contraddire, smascherare ipocrisie, menzogne personali e pubbliche. La Bibbia ci racconta che Ezechiele fu profeta in Israele, poco prima della distruzione di Gerusalemme e della deportazione in Babilonia (587 a.C.). “Il Signore Mi disse: «Figlio dell'uomo, io ti mando ai figli d'Israele, a una razza di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri si sono sollevati contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito…, non avere paura delle loro parole. Essi saranno per te come cardi e spine e tra loro ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t'impressionino le loro facce: sono una genìa di ribelli. Ascoltino o no - dal momento che sono una genìa di ribelli -, tu riferirai loro le mie parole”(Ez 2,2-7). Ezechiele, sentinella per il popolo, istruito e preparato a confrontarsi con una dura realtà, chiama alla conversione con una profezia “confortante”. Così oggi il Signore nel tempo dell’indifferenza, ci chiama come cristiani a non lasciarci confondere, ma trasformare tutto in un avviso misericordioso per tornare insieme, figli e padri, al Signore per amarlo.

“Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell'uomo, parla ai figli del tuo popolo e di' loro: Se mando la spada (un nemico) contro un paese e il popolo di quel paese prende uno di loro e lo pone quale sentinella e questi, vedendo sopraggiungere la spada sul paese, suona il corno e dà l'allarme al popolo, se colui che sente chiaramente il suono del corno non ci bada e la spada giunge e lo sorprende, egli dovrà a se stesso la propria rovina. Aveva udito il suono del corno, ma non vi ha prestato attenzione: sarà responsabile della sua rovina; se vi avesse prestato attenzione, si sarebbe salvato. Se invece la sentinella vede giungere la spada e non suona il corno e il popolo non è avvertito e la spada giunge e porta via qualcuno, questi sarà portato via per la sua iniquità, ma della sua morte domanderò conto alla sentinella. O figlio dell'uomo, io ti ho posto come sentinella per la casa d'Israele. Quando sentirai dalla mia bocca una parola, tu dovrai avvertirli da parte mia. Se io dico al malvagio: «Malvagio, tu morirai», e tu non parli perché il malvagio desista dalla sua condotta, egli, il malvagio, morirà per la sua iniquità, ma della sua morte io domanderò conto a te. Ma se tu avverti il malvagio della sua condotta perché si converta ed egli non si converte dalla sua condotta, egli morirà per la sua iniquità, ma tu ti sarai salvato. (Ez 33,2-9)

Il profeta ricorda a chi lo ascolta che trascurare Dio e la sua volontà, sottovalutare il “suono del corno” che sveglia e scuote dal torpore spirituale, il suono che ricorda la verità, non è mai indolore e non resta senza conseguenze. Come cristiani siamo responsabili delle nostre scelte, della vigilanza della nostre anime, della correzione fraterna di chi incontriamo. Non basta solo rivendicare una buona condotta, ma siamo chiamati a correggere e avvisare chi pecca nell’ingiustizia. Dobbiamo liberarci  dalla schiavitù del grande amore: quello per se stessi !!!

 

“Tu, figlio dell'uomo, annuncia alla casa d'Israele: Voi dite: «I nostri delitti e i nostri peccati sono sopra di noi e in essi noi ci consumiamo! In che modo potremo vivere?». Di' loro: Com'è vero che io vivo - oracolo del Signore Dio -, io non godo della morte del malvagio, ma che il malvagio si converta dalla sua malvagità e viva. Convertitevi dalla vostra condotta perversa! Perché volete perire, o casa d'Israele?

 

Eppure, i figli del tuo popolo vanno dicendo: «Non è retta la via del Signore». È la loro via invece che non è retta! Se il giusto si allontana dalla giustizia e fa il male, per questo certo morirà. Se il malvagio si converte dalla sua malvagità e compie ciò che è retto e giusto, per questo vivrà. Voi andate dicendo: «Non è retta la via del Signore». Giudicherò ciascuno di voi secondo la sua condotta, o casa d'Israele» (Ez 33,10…19).

Profezia: oggi non è la fine del mondo, ma la fine di una generazione che ha trascurato in nome del benessere e dell’idolatria, l’amore per il Signore e per la sua volontà. Ripartiremo dopo tanto dolore, più consapevoli nella verità.

d. Andrea

 

 

 

 

Altro in questa categoria: « SAZIETA’ CERCATE »