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11 Lug

AFFIDABILITA’

XV^ domenica T.O. anno A – 2020

Quando ci si prepara per un acquisto il venditore cerca subito di tranquillizzarci: “Non si preoccupi il prodotto è affidabile. Estendiamo la garanzia a 4 anni!”. Quando mi si chiede se conosco una badante per seguire un anziano la domanda è sempre: “E’ una persona affidabile?”.

Che affidabilità offre la parola dell’uomo?

Non molta. Sconsolato e deluso l’autore del salmo ci ricorda: “E’ scomparsa la fedeltà tra gli uomini. Si dicono menzogne l’un l’altro, labbra bugiarde, parlano con cuore doppio” (Sal 12,1-2). Oggi la parola continua ad essere svalutata: non si crede alle promesse, ci si sente garantiti solo dai documenti scritti e firmati; fatti non parole ci sentiamo ripetere. Il cristiano che affidabilità può offrire? Neppure lui sembra esente dall’infedeltà e dal peccato.

E’ così anche con la parola di Dio?

Fin dall’origine nel libro della Genesi c’è un ritornello: “Dio disse … e così avvenne”. La sua parola non è come quella dell’uomo; è viva ed efficace, attua ciò che annuncia, non mente e non delude. Dov’è allora l’inganno, il punto debole del nostro comunicare?

“Mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli - dalla barca - parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un'altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c'era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un'altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un'altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti»” (Mt 13, 2b-9).

Immagino la scena di un profeta che parla su una delle nostre spiagge affollate. Uomini e donne poco predisposti a discorsi seri e profondi, visto il periodo e il clima. A mala pena disponibili per una buona storia, da raccontare bene per renderla curiosa. Il seminatore sembra sprecare incurante il seme, di non osservare se il terreno della semina è favorevole, strada, sassi, rovi o terreno buono. E’ il tentativo di Gesù di introdurre uno dei temi più difficili della vita, il grande enigma del male, del suo prosperare. Perché il regno di Dio trova così tante difficoltà nell’affermarsi? Come mai gli uomini pur nella disperazione e affanno non accolgono l’azione salvifica di Dio? E’ una generazione che lo rifiuta il suo seme.

Tutto si gioca sulla nostra capacità di ascoltare, di amare e accogliere il messaggio ricevuto. La nostra mente è sempre pronta a mormorare, raramente a rinnovarsi. E’ così! Non siamo cattivi, ma poco affidabili perché ascoltiamo male e con superficialità, travolti da tante emozioni e straripanti preoccupazioni.

L’ascolto vero rende tenero il nostro cuore, elastica la nostra mente. E’ un terreno spesso indurito dall’aridità del poco amore. Quando un’anima accoglie la parola di Dio porta sempre uno slancio di vita, un cambiamento: “Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero:«Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell'abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha” (Mt 13,10-12). L’affidabilità di una persona. delle sue parole, aumenta proporzionalmente nell’accogliere e conoscere i misteri di Dio, nel svuotarsi dalle parole vuote del mondo e dalle sue menzogne. Il rifiuto di Dio ti toglie sempre di più! Non dobbiamo arrabbiarci con il Signore se ci troviamo impoveriti, aridi e pieni di spine. Da tempo abbiamo chiuso il nostro orecchio e il nostro cuore, tutto si è indurito nel solito egocentrismo.

“Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l'accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno» (Mt 13,18-23).

Siamo inaffidabili quando non vogliamo comprendere la Parola di Dio, ma ci accontentiamo solo delle parole degli uomini. Siamo inaffidabili quando siamo incostanti nelle prove e veniamo meno nell’affrontare le inevitabili fatiche della vita. Siamo inaffidabili quando soffochiamo il nostro e altrui anelito di una vita interiore, sempre preoccupati solo delle cose materiali o dello sterile apparire.

Chi ha orecchi, ascolti: il terreno buono c’è in ogni uomo, è un terreno umile che accoglie con verità ogni goccia della Parola di Dio. Troveremo così frutti abbondanti, uomini affidabili nelle azioni e nelle parole, veri cristiani rinnovati e salvati dalla sua Grazia. Amen. Amen.

d. Andrea

 

 

 

 

 

 

 

 

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