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25 Giu

XIII^ domenica T.O. anno A – 2020

Molti siti nella rete, permettono di immaginare il proprio acquisto ancora prima di essere realizzato. Partendo da una base proposta come modello è possibile modificarla, aggiungendo dettagli e accessori – con prezzo maggiorato – per soddisfare più esigenze e adattarle all’acquirente. Il configurare si trasforma in divertimento, sogno e desiderio.

Cosa propone il Signore per configurare la nostra anima? Quale modello di partenza? Quali accessori? Quale prezzo siamo disposti ad offrire?

“Che diremo dunque? Rimaniamo nel peccato perché abbondi la grazia? È assurdo! Noi, che già siamo morti al peccato, come potremo ancora vivere in esso? O non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova” (Rm 6,1-4).

Che uomini ha incontrato Gesù? I più colti e preparati si sono rivelati con una configurazione rigida, incapaci di accogliere i nuovi accessori della storia e della vita. Hanno rifiutato la nuova Via della Verità e della Giustizia che si opponeva alle seduzioni di satana e alla sua sete di potere. I peccatori e i lontano invece si sono lasciati affascinare da Gesù, dai suoi orizzonti di grazia e misericordia, dalla gratuità del suo amore; hanno configurato la loro anima completamente a Lui.

Oggi vedo nazioni lontane dalla salvezza ricevuta. Si preferisce rimanere nel peccato! E’ la grazia che va invocata e accolta nella nostra vita per configurare i nostri sogni con una vita piena, offerta alle anime che vogliono rivestirsi di gioia.

Vedo una chiesa inconsapevole e superficiale dei suoi tradimenti. Sembriamo ingrati al Signore, mercenari del mondo, incapaci di configurare il vestito più bello per la nostra anima, per uniformarci senza sogni e speranze al modello base, all’uomo violento, assetato di vizi, di parole vuote e vane promesse. Continuiamo ad offendere Dio con azioni non rette convinti che i peccati personali e comuni siano avvallati dal consenso comune. Stiamo accogliendo accessori spirituali proposti e insegnati come “fraternità o modernità” e non come apertura all’idolatra e all’apostasia. Molte anime si sono svendute sottocosto, deportate nel regno della schiavitù e del male.

È urgente configurare la nostra mente e il nostro cuore al Signore. Siamo stati battezzati in Cristo, strappati dall’idolatria della materia per lasciare un segno, un fermento tra i sepolcri di ogni giorno. Per configurare il nuovo è necessario rinunciare al vecchio. Non si può applicare e installare tutto contemporaneamente. La vita nuova passa nell’amare il Signore prima di ogni cosa. E’ un gusto nuovo per le cose del cielo, per le cose eterne, per un cuore umile, puro e santo. Non solo uno sforzo da compiere, ma una scelta – Gesù configura – affidata al costruttore – Dio – che opera in noi per abbandono fiducioso – Spirito Santo.

“Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione. Lo sappiamo: l'uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è liberato dal peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù” (Rm 6,5-11).

Il cristiano maturo non si accontenta di un’ibrida confusione di accessori. Non si adatta all’idolatrie del momento, per seguire mode mortali. Il Regno del Redentore non è una parata esterna, è vita che parte dall’interno. In altre parole, il volto del mondo e del tempo che ci viene consegnato si configura a Dio solo con il fermento di una vita interiore, fatta di virtù custodite e coltivate come tesoro prezioso. Solo allora nasceranno nuovi scuole, nuovi libri, nuove politiche, una nuova Chiesa che si configurerà al Cristo risorto e vivente. Vivere per Dio, configurati da Lui.

“Il peccato dunque non regni più nel vostro corpo mortale, così da sottomettervi ai suoi desideri. Non offrite al peccato le vostre membra come strumenti di ingiustizia, ma offrite voi stessi a Dio come viventi, ritornati dai morti, e le vostre membra a Dio come strumenti di giustizia. Il peccato infatti non dominerà su di voi, perché non siete sotto la Legge, ma sotto la grazia” (Rm 6,12-14).

La nostra vita è spesso sedotta e stordita dai bisogni primari. Dimentichiamo facilmente di elevare lo sguardo al cielo per diventare strumenti di giustizia. Gesù ci ha strappato dal peccato, dai pensieri egoistici, dalla morte, a caro prezzo. Con la Sua Grazia ci configura in anticipo a ciò che per fede ci è stato promesso: la vita eterna. La nostra anima è ricca di accessori che vanno provati e collocati nel tempo della preghiera.

Siamo pronti all’acquisto e a pagare un prezzo maggiorato per mantenerli?

d. Andrea

 

 

 

 

 

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