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29 Mag

Pentecoste – Anno A – 2020

Circola la notizia in questi giorni di un parroco nel bresciano sottoposto a TSO (trattamento sanitario obbligatorio, disposto per soggetti che presentano uno stato di alterazione considerati pericolosi per la propria incolumità e per quella degli altri). Un semplice sacerdote questo don Gianluca L. che ha una strana abitudine. Anzi tre. La prima è quella di pensare con la sua testa, la seconda è di dire ciò che pensa, la terza quella di pensare cose piuttosto diverse da quelle imposte dal pensiero dominante. E’stato prelevato dalla canonica dalle forze dell’ordine e ricoverato per accertamenti! Leggendo tra i suoi bollettini si intuisce il suo disagio: denuncia il carrozzone dei marpioni della massoneria nella politica nazionale e internazionale, le ingerenze nella chiesa e che i cattolici vanno bene finché fanno opere sociali e tamponano i buchi dello stato. Che sia vero?

“La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi». Detto questo, soffiò e disse loro: «Ricevete lo Spirito Santo. A coloro a cui perdonerete i peccati, saranno perdonati; a coloro a cui non perdonerete, non saranno perdonati» (Gv 20,19-23).

La tradizione cristiana ci dona a Pentecoste lo Spirito Santo. Sempre una nuova e continua effusione di grazia e di misericordia. Sono tre le persone in cui crediamo in un unico Dio, una relazione a fondamento del nostro credo. Il Padre che ci consegna per amore, l’unicità della persona che siamo, parte del tutto ma splendidamente diversi, oltre la paura della differenza. Il Figlio che ha detto sempre con verità il peccato e la superbia del “mondo” per mostrarci la direzione della nostra salvezza, quasi un cammino di ritorno nell’umiltà. Un “mondo” che l’ha arrestato per “accertamenti” per poi colpire con violenza mortale. Lo Spirito Santo che rinnova e libera e scuote la nostra vita da ogni tentativo di reclusione dal pensiero dominante, prontamente diffuso e confezionato in ogni tempo.

Sorgono delle domande: il Signore finge con i suoi dolori e con quelli del mondo? Le nostre porte sono ancora chiuse per paura di essere ricoverati per accertamenti? Abbiamo esperienza della gioia frutto dell’incontro con il Signore? La pace tanto cercata e donata dal risorto, deve essere barattata con facili consensi dei poteri mondani?

“Mando voi”. Non conosco questo don Gianluca. Ma le sue tre abitudini mi piacciono, le condivido, le sento autentiche, vere, utili, necessarie per essere credibili, incisivi, nel nostro agire, nel nostro credere cristiano.

“Mando voi” per liberare le anime con la misericordia del Padre, per riconsegnare dignità e speranza. Vi mando con la forza dello Spirito Santo che va accolto e custodito come tesoro prezioso, come forza per una risposta fedele e obbediente alla volontà del Padre e denunciare l’inganno di Satana. Perdonare, per non coltivare conflitti nel nostro cuore. Non è conveniente una scelta diversa e non corrisponde alla volontà del Padre nostro. “Mando voi”, perché nella Chiesa si possa anticipare quel regno che tanto desideriamo, regno di giustizia e di pace. Non facciamoci illusioni: aderire a Cristo è sempre stato rischioso. Amarlo poi è un’altra cosa. Testimoniare che e vivente è sempre causa di accertamenti ad opera delle autorità competenti. Ma con la gioia nel cuore possiamo sempre alzare lo sguardo al cielo e contemplare la gloria di Dio. Amen. Amen.

don Andrea

 

 

 

 

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