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15 Mag

DIVERGENTI

VI^ domenica di Pasqua – Anno A 2020

“Divergenti”, è il titolo di un film (2014) che racconta di una società divisa in fazioni. E di fazioni da scegliere ce ne sono sempre, in ogni tempo e in ogni società. Gli Abneganti (conducono una vita semplice e altruista), i Pacifici (credono nella felicità e armonia per produrre cibi per la popolazione), i Candidi (perseguono onesta e verità nella gestione della giustizia), gli Eruditi (perseguono la logica e la conoscenza, sono insegnati, scienziati e dottori si dedicano alla ricerca e alla cultura), gli Intrepidi (con carattere coraggioso a difesa dei confini). A 16 anni gli abitanti della città vengono chiamati a scegliere liberamente la propria fazione, al di là del sangue di appartenenza, della famiglia, grazie ad un test attitudinale. Fatta le scelta questa è definitiva. Chi poi viene escluso dalla fazione scelta, perché considerato non idoneo, diventa automaticamente un “Escluso”, una classe di poveri emarginati. Il sistema di potere teme solo un tipo di persone che non aderiscono ad una vera e propria fazione, i Divergenti, considerati poco controllabili, non allineate. Sono loro che possono alterare gli equilibri e la consapevolezza degli altri, capaci di distinguere la realtà dal finto che ipnotizza e spersonalizza. Questo è sempre pericoloso, non solo nel film ma in ogni società e cultura, per chi vuole dominare sugli altri. Questi ultimi mesi ne sono una prova.

In questi giorni è uscito il libro “Benedetto XVI – Una Vita”. Non è solo un’autobiografia del papa, ma racconta anche della crisi della società contemporanea. Paragona il “matrimonio omosessuale, l’aborto, la creazione di essere umani” al potere spirituale dell’Anticristo. Non lo identifica con una persona specifica ma con un pensiero dominante. Nelle ultime domande poste al papa emerito si trova questa risposta: “Cento anni fa tutti avrebbero considerato assurdo parlare di un “matrimonio omosessuale” mentre oggi “si è scomunicati dalla società” se ci si oppone. Stessa cosa per “l’aborto e la creazione di esseri umani in laboratorio”. E ancora: “La società moderna è nel mezzo della formulazione di un credo anticristiano, e se uno si oppone, viene punito dalla società con la scomunica … La paura di questo potere spirituale dell’Anticristo è più che naturale, e ha bisogno dell’aiuto delle preghiere da parte di una’intera diocesi e della Chiesa universale per resistere”.

Oggi il pericolo di essere escluso è forte. Questa paura blocca ogni capacità percettiva e impedisce scelte liberanti. Ogni situazione di paura può essere usata per creare nuove fazioni, confusione in molte anime e imporre nuovi sistemi di controllo. Scrive ancora Ratzinger: “il vero pericolo oggi è nella dittatura mondiale di ideologie apparentemente umanistiche, contraddicendo le quali si resta esclusi dal consenso sociale di fondo. Si tratta della «ideologia relativista».

Oggi la chiesa sembra dimenticare ciò che le è stato consegnato e l’ha costituita: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno» (Mc 16,15-18).  Cosa ha accettato in questi tempi la chiesa di fronte ai veleni del mondo? Benedetto XVI aggiunge: “L’inganno religioso supremo è quello dell’Anticristo, uno pseudo-messianismo mediante il quale l’uomo si glorifica al posto di Dio e del suo Messia”. Sembra che dobbiamo consegnare la nostra vita a tutte le fazioni, tranne che a Dio. Fazioni che si mettono al posto di Dio per essere glorificate.

Gesù consegna la forza per essere “Divergenti”: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito (difensore) perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui» (Gv 14,15-21).

La realtà stimola le coscienze alla verità. La verità che cerca e vive nella grazia dell’amore. Amore che rende liberi e consapevoli della propria origine divina, della comunione eterna con colui che salva e guida la storia: “Io Sono il tuo Dio, non avrai altri dei al di fuori di me” (Es 20). Amore che vince la paura e genera alla fede. La fede in Dio ti rende un “escluso” mai solo, consapevole ricercatore di misericordia. Uomo felice e grato che vive in pienezza. Amen. Amen.

d. Andrea

 

 

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