5 ciottoli

Switch to desktop
13 Mar

SE TU CONOSCESSI

III^ domenica di Quaresima – anno A – 2020

Quanti messaggi in questi giorni. Sempre aggiornati per capire quanto la libertà che credevamo di avere sarà condizionata da nuove disposizioni. Siamo sfiniti anche se invitati a stare in casa. Gesù pure è stanco e per una volta chiede aiuto: “Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva»” (Gv 4,5-10).

Ad Orvieto c’è il famoso pozzo di San Patrizio, costruito da Antonio Sangallo nel 1527 per volere di papa Clemente VII, reduce dal sacco di Roma e desideroso di tutelarsi in caso di assedio.

E’ un opera incredibile! Si scende lentamente fino al fondo e sempre continuando a camminare in avanti si risale. Credo che questa immagine ci aiuti a leggere questo tempo. Il Signore rinnova sempre invitandoci prima a cercare la profondità della nostra storia, delle nostre scelte, per poi risalire a vita nuova rivelandoci i doni a cui siamo destinati. “Se tu conoscessi il dono di Dio”.

Le norme igieniche di questo tempo sono preziose e importanti ma non aiutano a togliere l’angoscia e la paura del cammino. Gesù chiede da bere ad una donna, nell’ora meno opportuna. Una donna con cinque mariti, smarrita, che evitava i contatti (era mezzogiorno). Questa Italia ha cambiato le regole, ha sposato molte pratiche pagane, ha tradito la sua fedeltà al Signore. Abbiamo trascurato e rinnegato le Sue leggi, cambiato orari e valori pensando di gridare impuniti la nostra onnipotenza, esaltando diritti che una volta si chiamavano peccati.

Gesù ci chiede da “bere” per accompagnarci in fondo al nostro pozzo, per rivelarci la sua misericordia. Questa quaresima ci consegna un tempo di consapevolezza. Non parole, ma esperienza viva di conversione. In passato si vestivano di sacco e si coprivano di cenere. Oggi siamo persino inconsapevoli che abbiamo peccato davanti al Signore. La nostra economia ne resterà segnata, ma dobbiamo credere che la nostra fede verrà rinnovata. Ci è chiesto di ritrovare la relazione con Dio per risalire lo stesso pozzo con acqua di vita eterna. “I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva».

Questa donna, immagine di un popolo adultero e peccatore, accoglie la proposta di cambiamento di Gesù. “Viene l'ora - ed è questa - in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che siano quelli che lo adorano” (Gv 4,23).

Privati della celebrazione eucaristica, in questi giorni cerchiamo la grazia e il tempo di rinnovamento che ci viene offerto da Dio. Dalla frenesia e il rumore, allo stare alla Sua presenza adorante per fare verità silenziosa della nostra vita. Potrebbe essere solo un virus, ma anche un segno, un avvertimento. Quando leggiamo le piaghe dell’esodo ci possono sembrare solo storie lontane. Ma in un’ottica di fede, dobbiamo credere che il Signore ci voglia salvare e istruire. «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!»… Ci hanno consegnato un secchio alla nascita per andare al pozzo ma … “La donna intanto lasciò la sua anfora, andò in città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia lui il Cristo?». Uscirono dalla città e andavano da lui” (Gv 4,28-29).

d. Andrea