5 ciottoli

Switch to desktop
24 Gen

RIFRAZIONE

III^ domenica T.O. anno A – 2020

E’ la famosa cannuccia che si piega quando viene immersa in un bicchiere d’acqua. In verità non accade, ma la nostra percezione visiva è ingannata dalla rifrazione.

La rifrazione è la deviazione subita da un'onda che ha luogo quando questa passa da un mezzo a un altro otticamente differenti nel quale la sua velocità di propagazione cambia. La rifrazione della luce è l'esempio più comunemente osservato.

La storia ci consegna una moltitudine di “devianze” sociali, culturali, politiche, scientifiche e religiose. “Vi esorto pertanto, fratelli, per il nome del Signore nostro Gesù Cristo, a essere tutti unanimi nel parlare, perché non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensiero e di sentire. Infatti a vostro riguardo, fratelli, mi è stato segnalato dai familiari di Cloe che tra voi vi sono discordie. Mi riferisco al fatto che ciascuno di voi dice: «Io sono di Paolo, «Io invece sono di Apollo, «Io invece di Cefa, «E io di Cristo. È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo? Ringrazio Dio di non avere battezzato nessuno di voi, eccetto Crispo e Gaio, perché nessuno possa dire che siete stati battezzati nel mio nome. Ho battezzato, è vero, anche la famiglia di Stefanàs, ma degli altri non so se io abbia battezzato qualcuno. Cristo infatti non mi ha mandato a battezzare, ma ad annunciare il Vangelo, non con sapienza di parola, perché non venga resa vana la croce di Cristo” (1Cor 1,10-17).

Quando Paolo scrive questa lettera si trova a Efeso, capitale politica e religiosa della provincia romana in Asia, il luogo d’incontro tra le culture di oriente e occidente. Resta deluso e amareggiato delle notizie ricevute dalla comunità da lui fondata a Corinto. A provocare discordie erano – allora come oggi – gli egoismi, il desiderio di dominare, di prevalere, di imporsi.

E’ così! Ogni uomo cerca attraverso processi immersivi (battesimo…) una via di salvezza, ed inevitabilmente si lega a qualcuno (Paolo, Apollo, Marco, Andrea...) ne prende le difese, pronto a schierarsi e a deviare dall’annuncio ricevuto, perché questo non si traduce in luce di comunione e gratitudine, ma in nuove divisioni (le discordie da cui siamo stati salvati!).

Il confine tra salvezza e fondamentalismo, tra sapienza e idolatria, tra imporsi e servire resta sempre sottile, spesso avvolto da molte tenebre. Ognuno di noi esalta il proprio “salvatore” che lo immerge, ma nelle distorsioni delle rifrazioni si arriva a rinnegare il vero salvatore: Cristo stesso. Continuiamo ad accusarci, a dividerci, rinunciando alla verità: “È forse diviso il Cristo? Paolo è stato forse crocifisso per voi? O siete stati battezzati nel nome di Paolo?”.

C’è una dittatura della libertà che è senza controllo. Ma questa non ha deviato in un colpo solo, ma in una lenta concezione umanistica per la quale l’uomo si considera padrone del mondo. E’ una guerra interiore più che esterna. In questo tempo di degrado morale, confondiamo la libertà con libertinaggio e ci sentiamo autorizzati a piegare tutto a nostro vantaggio, senza scrupoli e senza valutare le conseguenze.

Ma la libertà spogliata da ogni rifrazione (emersione) è figlia della verità che porta a fare il bene, a cercare il bello, a costruire rapporti pazienti di collaborazione. La libertà è una fiamma che illumina sempre e non un semplice slogan che si compra, si vende o si altera a seconda del mercato azionario.
E’ Cristo il liberatore, che immerge le nostre anime nel profondo dell’amore. Manteniamo il nostro sguardo rivolto a lui con umiltà per accogliere le differenze degli altri.

d. Andrea

 

Altro in questa categoria: « IMMERSIONE OLTRE »