5 ciottoli

Switch to desktop
Stampa questa pagina
28 Nov

COME MAI?

Cristo Re - XXXIV^  domenica T.O. anno C – 2019

“Davvero vani per natura tutti gli uomini che vivevano nell'ignoranza di Dio, e dai beni visibili non furono capaci di riconoscere colui che è, né, esaminandone le opere, riconobbero l'artefice. Ma o il fuoco o il vento o l'aria veloce, la volta stellata o l'acqua impetuosa o le luci del cielo essi considerarono come dèi, reggitori del mondo. Se, affascinati dalla loro bellezza, li hanno presi per dèi, pensino quanto è superiore il loro sovrano, perché li ha creati colui che è principio e autore della bellezza. Se sono colpiti da stupore per la loro potenza ed energia, pensino da ciò quanto è più potente colui che li ha formati. Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si contempla il loro autore. Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero, perché essi facilmente s'ingannano cercando Dio e volendolo trovare. Vivendo in mezzo alle sue opere, ricercano con cura e si lasciano prendere dall'apparenza perché le cose viste sono belle. Neppure costoro però sono scusabili, perché, se sono riusciti a conoscere tanto da poter esplorare il mondo, come mai non ne hanno trovato più facilmente il sovrano?” (Sap 13,1-9).

Come mai? … continuo a non trovare risposte davanti alla cecità dell’uomo. Leggiamo dal libro della Sapienza, la difficoltà degli uomini che non riescono per analogia a riconoscere le cose del cielo. Dalla bellezza della creazione dovremmo risalire al creatore, “il sovrano”, così lo chiama l’autore. I sovrani sembrano qualcosa del passato, uomini che con la forza dominano, si fanno temere, abitano nei palazzi, possiedono molti beni, sono serviti, e molto altro.

Cerchiamo sempre un leader, una guida, uno che indichi la strada, a cui affidare l’ansia delle scelte, il peso della libertà. Ma nell’inconscio collettivo questi sovrani, devono essere pronti a umiliare il nemico, forti, potenti, con capacità sopra la norma, che rispondano colpo su colpo a chi commette ingiustizia o denuncia la loro arroganza.

Il popolo ebraico e i suoi capi, hanno eletto Davide come successore del re Saul, perché capace di grandi imprese, di allargare i confini e dominare sui popoli confinanti. Splendore e prestigio alla sua reggia. Hanno poi atteso il Messia promesso nelle scritture, della stirpe di Davide, hanno pregato per la sua venuta, ma non lo hanno riconosciuto in Gesù Cristo. Come mai?

“Il popolo stava a vedere; i capi invece lo deridevano dicendo: «Ha salvato altri! Salvi se stesso, se è lui il Cristo di Dio, l'eletto». Anche i soldati lo deridevano, gli si accostavano per porgergli dell'aceto e dicevano: «Se tu sei il re dei Giudei, salva te stesso». Sopra di lui c'era anche una scritta: «Costui è il re dei Giudei». Uno dei malfattori appesi alla croce lo insultava: «Non sei tu il Cristo? Salva te stesso e noi!». L'altro invece lo rimproverava dicendo: «Non hai alcun timore di Dio, tu che sei condannato alla stessa pena? Noi, giustamente, perché riceviamo quello che abbiamo meritato per le nostre azioni; egli invece non ha fatto nulla di male». E disse: «Gesù, ricòrdati di me quando entrerai nel tuo regno». Gli rispose: «In verità io ti dico: oggi con me sarai nel paradiso»” (Lc 23,35-43).

Come mai i capi istruiti dalle scritture non hanno illuminato la cecità del popolo che attendeva la salvezza? Come mai il popolo resta spesso solo a guardare e non sa trovare il coraggio di una scelta? Come mai si trova sempre un esercito pronto ad obbedire per usare la violenza verso coloro che in verità vogliono solo giustizia e verità? Come mai ci sono uomini che non riconoscono i propri errori e muoiono disprezzando la misericordia e il bene offerto? Come mai Cristo non è sceso dalla croce per stupire e mostrare la sua forza? Signore, abbi pietà di noi che vogliamo un Re diverso da come ti sei proposto. Ricordati di noi, oggi.

d. Andrea