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04 Apr

DOVE SONO?

V^ domenica di Quaresima anno C – 2019

Dove mi colloco in questo tempo? Tra coloro che cercano la giustizia di Dio? O piuttosto sono tra le fila di chi proclama diritti, e grida libertà per godere dei piaceri della vita, alterando ogni etica e morale? Sembra il tempo del: “tutto è lecito”, ignorando in modo palese, l’esistenza di leggi ed equilibri che sono propri della vita e dell’esistenza stessa. Potremmo entrare nei temi caldi della politica dei questi giorni, della tanto discussa famiglia, dei figli, degli omosessuali, della pedofilia, ecc. In molti chiedono: “Tu che ne pensi? Dove ti collochi?”… Neppure il vangelo resta a guardare, e racconta delle tensioni inevitabili tra coloro che scelgono di appartenere al Signore, o chi fa della legge il suo signore.

“Gesù … si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e  gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?». Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. Allora Gesù si alzò e le disse: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». E Gesù disse: «Neanch'io ti condanno; va' e d'ora in poi non peccare più»” (Gv 8,1-11).

Una cosa è certa: prima di rispondere, prima di usare le parole è sempre opportuno pesarle, aspettando in silenzio tra la confusione di chi ti aggredisce con inganno. E’ saggio scriverle le parole, per terra se il caso lo permette, non per farle conoscere al mondo. Interrogare il Signore per difendere non solo la legge, ma anche la misericordia di chi ha ancora una fede imperfetta.

La grande confusione è in atto, perché l’uomo si crede punto di riferimento, ma nell’istante in cui accetta di essere parte di un progetto salvifico, puramente gratuito e inaspettato: “Tuttavia, poiché insistevano nell'interrogarlo, si alzò e disse loro”…, l’esperienza della salvezza è profonda e sconvolgente. L’adultera è prontamente condannata dalla legge, ma è difesa da Gesù. Potremmo pensare dalla risposta data a scribi e farisei: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei», che Gesù abbia ratificato il principio “tutti colpevoli, tutti innocenti”, ma non è così! Gesù non condanna, ma non giustifica. Senza aggredire, con toni miti, chiede in modo nuovo: «Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Donna dove sono quelli che pretendono giustizia dei peccati altrui, ma non sanno fare verità con se stessi? Dove sono i tuoi desideri di piacere che ti hanno sfigurata e desolato? Dove sono i tuoi sogni di luce e di fedeltà?

«Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?». Ed ella rispose: «Nessuno, Signore». Dovremmo abbassare i toni, non per nascondere i nostri peccati, ma per riconoscere che abbiamo tutti bisogno di essere salvati. Gesù viene per portare salvezza, ma non tutti lo riconoscono e lo scelgono come Salvatore. Lui annuncia misericordia, ma chiede la conversione. Guarda in profondità questa donna, intimamente senza nessuno attorno. Non ci porta nelle piazze o nei convegni per parlarci. Casomai, ci strappa da questi luoghi per insegnarci verità e umiltà, vie maestre per correggere la nostra vita. Questa donna ha l’opportunità di restare sola, ma non isolata. Rialzata e salvata nella dignità e nei desideri.

d. Andrea