5 ciottoli

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19 Giu

XII domenica T.O. anno C

L’idea di “libertà” possiamo associarla al desiderio di spazio, all’assenza di recinzioni e di vincoli, alla piena espressione di movimento e comunicazione, al viaggiare, all’incontrare e conoscere, a trasgressioni, all’assenza di limiti e di orari, alla denuncia di ingiustizia sociale, ecc.
 Ma il concetto di libertà spesso è come un bel panino avvelenato al suo interno, e attratti dall’apparenza dimentichiamo o trascuriamo il suo contenuto; così, facilmente intossicati rimaniamo schiavi degli effetti di questo veleno. Il veleno si presenta come desiderio di “fare quello che vuoi”, quando e come vuoi, ti convince di raggiungere velocemente ciò che cerchi, di ottenerlo a qualunque costo nel  modo in cui che hai immaginato, giustificando addirittura la violenza e l’inganno perché la tua decisione è unica e necessaria.

Ma accade che prima o poi la vita ti interroghi, ti chieda di analizzare il contenuto del tuo panino, che cosa ci sia dentro al centro del tuo masticare, del tuo pensare, del tuo agire. E così al centro dei Vangeli troviamo una domanda, all’apparenza semplice, che Gesù fa ai suoi amici e a ciascuno di noi: “chi sono io secondo la gente? Ma voi chi dite che io sia?” (Lc 9,18-19). Gesù ci chiede: chi ha imbottito il panino? Con che cosa lo hai imbottito? Che gusto ha dopo anni che mangi? Conosci i Miei gusti? Conosci i tuoi gusti o ti adegui a quelli di altri?
Durante un’animata discussione nel tempio, Gesù dichiara ai giudei: “Se il Figlio vi farà liberi, sarete liberi davvero”. E’ difficile far accettare questa affermazione a chi si ritiene già libero ed è convinto di non essere mai stato schiavo di nessuno, queste parole suonano come un’intollerabile provocazione. Reazione: “raccolsero pietre per scagliarle contro di lui; ma Gesù si nascose e usci dal tempio” (Gv 8,31-59). Ciò che sorprende è che gli oppositori di Gesù non erano i nemici ma coloro che avevano creduto in lui. E’ dunque possibile credere in Cristo e non capire e rifiutare la liberazione che egli offre!
E’ duro da ammettere ma possiamo imbottire la vita di presunzione, di aspettative, di idee falsate dalle nostre illusioni e dopo anni trovare al centro solo amaro e delusione. Gesù parte dal nostro amaro, dalla nostra ribellione, da questo sconforto sempre più diffuso e non nasconde che per liberarci sarà rifiutato, messo a morte per risorgere il terzo giorno. Non propone il gusto del trionfalismo o di una giustizia privata. Propone i gusti sani “fatti in casa”, con ingredienti genuini, che rispettano la terra e i tempi di maturazione. Non forza, non sfrutta, non strappa ma si prende cura di spalmare ogni cosa con la “passione” di colui che ama, che ama il suo lavoro, il suoi figli. E’ una libertà che al centro diventa obbedienza, è una libertà che non mescola e non confonde i gusti.
Propone in modo esigente di mettere al centro la sua Parola, il suo amore. Sta a noi accoglierla e sceglierla… ma come ha detto a Pietro, ripete a ciascuno di noi: capirai ciò che ti sto dicendo solo dopo la Pasqua… perché Lui al centro ha messo la volontà del Padre.

don Andrea