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07 Feb

ALLONTANATI

V^ domenica T.O. anno C – 2019

Come leggi allontanati? L’accento cambia tutto! Allòntanati viene usato come un rifiuto, non siamo desiderati, una condanna che può separare due persone per sempre. Allontànati da me, si usa per esprimere una scelta umile, perché consapevoli dei propri peccati, ci si sente inadeguati nella relazione. E’ la storia della nostra vita, affascinante e faticosa, che mette a nudo le nostre fragilità. Cerchiamo consensi, compromessi e garanzie per superare la tristezza della solitudine, ma è inevitabile che alcune delle relazioni più importanti, possano concludersi con una separazione, quando prevale la delusione.

“Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». 4Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell'altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare. Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore» (Lc 5,4-8).

Amiamo stare vicino a chi ci piace, incontrarlo, ascoltarlo, condividere e progettare insieme esperienze significative. Ogni istante diventa prezioso, unico e irrepetibile. Procediamo insieme, anche nelle situazioni meno adatte, gettiamo le reti anche di giorno quando sappiamo che il pesce chissà dov’è nel profondo. Si può mettere l’accento sulla pesca miracolosa operata da Pietro e i suoi compagni. Ma il miracolo non sono i pesci! E’ la fiducia di Simone di riprovare. E’ la sua umiltà a riconoscersi peccatore, la sua fede nel riconoscere Gesù come Signore.

Davanti al prodigio, Pietro si sente inadeguato e vorrebbe prendere le distanze: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Simone ha paura del suo peccato, ma a Gesù il peccato non fa paura. Dallo sguardo e dalle parole di Gesù, Pietro capisce di essere amato così com’è. A Gesù non interessa il passato, ma quel che d’ora in poi potrà essere, perché non è stato allontanato dall’amore.

“Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d'ora in poi sarai pescatore di uomini». E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono” (Lc 5,9-11).

Gesù ha conquistato Pietro con il suo sguardo e una parola: “non temere”. Una fiducia reciproca inizia. Pietro sceglie di fidarsi della parola del maestro, rompe con il passato e la sua esperienza. Questa è la storia della salvezza, che si serve di uomini che si credevano inadeguati, allontanati, spesso inconsapevoli dell’amore di Dio e del compito che egli ci affida (Es. Mosè, Isaia, S. Paolo, S. Pietro ecc. ).

Gesù allontana il peccato ma non il peccatore, lo salva con la sua misericordia e fiducia. Credere è un taglio con il passato, per scegliere una nuova identità e accettare un nuova risposta. Inizia lo stupore, lo slancio verso la vita. Non ci serve più della vita e delle persone per soddisfare e raggiungere i piccoli egoismi quotidiani, ma si comincia a servire la vita, perché altri siano incontrati e pescati dall’abisso dell’abbandono e del peccato ... “E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono”.

d. Andrea

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