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11 Gen

DUE MOVIMENTI

Battesimo del Signore 2019 – anno C

Ogni proposta cerca accoglienza e approvazione, bussa e aspetta. La porta è sempre chiusa, e non è facile aprirla per entrare nei cuori e nelle menti. Siamo così sospettosi e prudenti alle proposte di Dio, ma allo stesso tempo ingenui e sprovveduti ad accogliere qualsiasi novità che puzzi di spiritualità o di mondanità, senza vagliare fonti e origine.

“Poiché il popolo era in attesa e tutti, riguardo a Giovanni, si domandavano in cuor loro se non fosse lui il Cristo, Giovanni rispose a tutti dicendo: «Io vi battezzo con acqua; ma viene colui che è più forte di me, a cui non sono degno di slegare i lacci dei sandali. Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco” (Lc 3,15-16). Credere a qualcuno vuol dire aprire una porta, e giustamente prima di farlo, si attende di riconoscere chi pretende di entrare. E’ la domanda che il popolo fa a Giovanni Battista, è la domanda della storia.

Giovanni Battista già da tempo si trovava a Betbara, in Betania al fiume Giordano. Due sponde che Israele conosceva molto bene. Ricordavano un passaggio, una scelta, una storia durata più di quattro secoli, per aver chiuso la porta, il cuore e la mente al Signore. Logica conseguenza di questa chiusura, la morte e la schiavitù in terra straniera: l’Egitto. Ma grazie al Signore e alla sua misericordia, alcuni gli aprono il cuore, credono, escono dal loro orgoglio e si mettono in cammino. Passano il fiume Giordano in quel luogo per realizzare le promesse del Signore, che consegnava al popolo una terra con latte e miele e una nuova opportunità di salvezza.

Giovanni si trova lì per battezzare. La parola “battesimo” è un termine greco che significa “immersione”. Vi erano allora, delle immersioni proposte dai profeti per significare la purificazione e il cambiamento di vita, ed è ciò che il Battista proponeva al popolo che lo seguiva. Ma con Gesù il movimento cambia significato. Lui non aveva bisogno di essere battezzato perché non conosceva il peccato, ma compie un gesto profetico: compie i due movimenti della salvezza: l’immersione, che prefigura la sua morte, e l’emersione che annuncia la sua risurrezione.

“Ed ecco, mentre tutto il popolo veniva battezzato e Gesù, ricevuto anche lui il battesimo, stava in preghiera, il cielo si aprì e discese sopra di lui lo Spirito Santo in forma corporea, come una colomba, e venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento»” (Lc 3,21-22).

Al Giordano non si aprirono solo i cuori ma il cielo stesso. Si vide lo Spirito Santo in forma corporea, quello stesso soffio, che ci ricorda ogni istante il movimento della vita. Siamo cercatori di respiro, di speranza, nella sua duplice dinamica di inspirare ed espirare. Un respiro che diventa affannoso e pesante quando è privato di motivazione e di fede.

L’ultima fatica, l’ultimo ostacolo, è accogliere la voce. La voce del Signore, chiede un orecchio attento, sensibile, vivo, per non confonderla tra le voci che si propongono nella nostra vita. E’ Cristo che si immerge nella storia degli uomini, nel punto più profondo, per strapparci dalle nostre miserie, ed emergere stretti a lui perché amati.
Non ci trovi la vita sordi al Signore. Quanti falsi profeti gridano anche in questo tempo. Quante seduzioni e inganni si propongono con facili sconti, senza il profumo della redenzione ma solo con il piacere di nuove illusioni che non prevedono nessun impegno. I due movimenti che il Signore ci ha donato sono il segno della nostra libertà. A noi la scelta di aprire o chiudere.

d. Andrea

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