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26 Ott

CHE COSA VUOI ?

XXX domenica T.O. anno B – 2018

Che cosa vuoi? Bella domanda!

E’ forse una delle più importanti da porre e da ricevere. Non c’è imposizione, non c’è polemica, non c’è pretesa, ma solo l’opportunità di comprendere, di indagare nelle profondità della nostra vita. Domande simili, sono denominate domande aperte, perché lasciano spazio e tempo per una verifica, per un’analisi dei nostri desideri e dei frutti raccolti.

 

Non è mai facile la risposta a questa domanda, perché non puoi giustificarti con scuse; ti riporta al presente, a ritrovare il coraggio di ascoltarti, di riconoscere e scegliere quello che ti appartiene, e allo stesso ti responsabilizza perché ti proietta nella verità del tuo essere.

“E giunsero a Gerico. Mentre partiva da Gerico insieme ai suoi discepoli e a molta folla, il figlio di Timeo, Bartimeo, che era cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. Sentendo che era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Chiamarono il cieco, dicendogli: «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada (Mc 10,46-52).

Bartimeo, fa una scelta antica e sempre nuova. Sente parlare di Gesù e non lo equipara ad uno dei tanti che passa a cui chiedere l’elemosina. Gesù si lascia fermare e interpellare, perché un uomo ha scelto di chiedergli pietà. Non solo chiesta, ma gridata, nonostante “Molti lo rimproveravano perché tacesse, ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!»”. Bartimeo comprende quello che vuole da Gesù: da lui vuole essere salvato. Lo vuole solo Bartimeo in quell’istante, in quella strada, in quella economia, in quel disagio.

La risposta è sempre e solo la nostra; non si può delegare, rimandare, quando grida dentro di noi. “Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». Lui che era fermo a mendicare, fa fermare Colui che è in movimento. «Coraggio! Àlzati, ti chiama!». Egli, gettato via il suo mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. Il grande desiderio della vita, è proporti di ricominciare a credere, e per farlo serve coraggio. Serve tanto coraggio in un mondo che non ascolta e non si ferma ad ascoltarti. Serve quella fede profonda, irrazionale e decisa che slega da ogni sicurezza (il mantello) e ti fa balzare in piedi. Lui che muove, ti slega da ogni blocco e schiavitù per rimetterti in movimento.

In piedi le cose cambiano. Non c’è pietismo, o gerarchie, c’è solo la possibilità di accettare un cambiamento. Allora Gesù gli disse: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Meraviglioso infinito. Bartimeo non chiede denaro, compassione, o abiti nuovi. E il cieco gli rispose: «Rabbunì, che io veda di nuovo!». Bartimeo prima era seduto, ora deve mettersi a camminare; prima aveva una sua “professione” che, bene o male, gli dava da mangiare, ora deve inventarsi una vita completamente nuova; prima aveva un luogo dove abitare, viveva tra le persone conosciute e amiche, ora deve partire per un’avventura che si presenta impegnativa e rischiosa.

Incontrare Cristo è incontrare la vita, senza finzioni. Dobbiamo scegliere tra il vecchio mantello o la luce. E Gesù gli disse: «Va', la tua fede ti ha salvato». E subito vide di nuovo e lo seguiva lungo la strada”.

d. Andrea

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