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13 Set

UNO, DUE, TRE …

XXIV domenica T.O. – anno B – 2018

UNO: “Rinnega te stesso”. Il Vangelo non piace perché è radicale e si oppone alla mentalità dominante del mondo. Rinnega te stesso vuol dire: smetti di pensare a te stesso! E’ il capovolgimento della logica egoistica. L’uomo ha radicata nel profondo del proprio cuore la tendenza a “pensare a se stesso”, a porsi al centro degli interessi, a cercare in tutto ciò che fa il proprio vantaggio e a disinteressarsi degli altri. Colui che sceglie di seguire Cristo è chiamato, anzitutto, a rifiutare questo ripiegamento egoista, a rinunciare a fare scelte in vista del proprio tornaconto.

Il discepolo che ha “smesso di pensare a se stesso”, non prende minimamente in considerazione le ricadute positive che possono avere sulla sua persona le buone azioni che compie. Non pensa neppure alla gloria che gli sarà riservata in paradiso. Ama gratuitamente, in pura perdita, come fa Dio.

DUE: “prendi la tua croce”. Questo secondo imperativo non si riferisce alla necessità di sopportare pazientemente le piccole o grandi tribolazioni della vita né, ancor meno, è un esaltazione del dolore come mezzo per piacere a Dio. Il cristiano non ricerca la sofferenza, ma l’amore.
La croce era il supplizio riservato agli schiavi, a coloro che non appartenevano a se stessi, ma a un altro. Abbracciarla significa fare la scelta di divenire servi degli altri, e Gesù lo è divenuto, come ci racconta nell’inno della Lettera ai filippesi: “Egli spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo; umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2,7-8).

In Gesù, Dio ha mostrato di non appartenere a se stesso, ma di essere schiavo dell’uomo. La croce è il segno dell’amore di Dio e del dono totale di sé. Portarla dietro a Gesù vuol dire unirsi a lui nel rendersi disponibili agli altri, fino al martirio.

TRE: “Seguimi”. Non significa prendimi come modello, ma condividi la mia scelta, fa tuo il mio progetto, gioca la tua vita per l’amore dell’uomo, insieme con me. Andrai incontro all’incomprensione e alla rinuncia, vedrai i tuoi sogni dissolversi e tutti i progetti umani rimessi in causa; ti sentirai morire, ma il tuo destino non sarà la rovina; non ti voglio condurre alla morte dice Gesù, ma alla vera vita; tuttavia per raggiungerla, è necessario che tu passi attraverso la morte …

“Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del Vangelo, la salverà. Infatti quale vantaggio c'è che un uomo guadagni il mondo intero e perda la propria vita? Che cosa potrebbe dare un uomo in cambio della propria vita?” (Mc 8, 34-37).

Da ragazzini giocavamo a UNO, DUE, TRE STELLA. Un movimento deciso, veloce, non dico competitivo, ma sereno, per arrivare a toccare il nostro desiderio: accendere la stella. Tre movimenti ancora validi per il nostro cuore, le nostre famiglie, la nostra Chiesa. In un tempo di grande ombre e scandali, servono ancora uomini pronti a giocare, a mettersi in gioco con il Signore, con la sua parola esigente, ma che salva. Tornerà la luce, nelle famiglie, nell’economia, nella politica, nella chiesa, quando smetteremo di cercare salvezza e gioia per altre strade.

d. Andrea

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