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12 Mag

Ascensione del Signore – anno B – 2018

Ogni scelta ha i suoi rischi. Ecco perché è stimolante e difficile scegliere. Abbiamo la capacità di osare, di superare certe difficoltà, anche se rischiose, perché crediamo e speriamo di farcela, a tal punto che qualcuno può definirci “esperti del rischio”.

Scalare una montagna, o raggiungere gli abissi, sottovalutando i rischi, può portare alla morte. Ogni giorno molti incidenti mortali, accadono perché si sottovalutano i rischi, e molti pensano di essere immuni da certi pericoli. Ecco emergere la realtà; ci scontriamo con un dato oggettivo: abbiamo dei limiti, e i rischi non sono del tutto prevedibili.

Anche credere, prima di tutto è un rischio. Sì, avere fede è rischioso. Solo rischiando la propria testimonianza si può scoprire che il Signore agisce con noi. Credere infatti non è una adesione formale ad una dottrina o ad una ideologia. Credere è essere inviati in ambienti in cui devi urtare contro una mentalità, e questo da sempre è rischioso.

“Alla fine apparve anche agli Undici, mentre erano a tavola, e li rimproverò per la loro incredulità e durezza di cuore, perché non avevano creduto a quelli che lo avevano visto risorto. E disse loro: «Andate in tutto il mondo e proclamate il Vangelo a ogni creatura. Chi crederà e sarà battezzato sarà salvato, ma chi non crederà sarà condannato. Questi saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno; imporranno le mani ai malati e questi guariranno»” (Mc 16,14-18).

Andate in tutto il mondo, pagano, apostata e perverso con la buona notizia del Vangelo, per restituire speranza a tutti gli uomini. Andate! … per battezzare; per invitare gli uomini a dare una nuova risposta alla vita; un sì che esprime la consapevolezza che il tralcio staccato dalla vite non porta frutto, secca e muore. Il battessimo è la prima risposta del credente, per esprimere l’adesione a Colui che perdona tutte le nostre scelte rischiose e mortali, compiute lontane dalla Verità. I rischi più grandi infatti, iniziano dalla menzogna personale e collettiva. Vogliamo superare con la superbia i nostri limiti, rifiutando di essere creature. Nessuno condannerà le nostre scelte libere, ma tutti siamo responsabili della nostra risposta. Il rischio più grande per il credente è l’apostasia, rinnegare la propria fede, il proprio credo, mimetizzandosi nel mondo, accogliendo la mentalità pagana che avvalla ogni scelta come espressione di libertà. E’ vero, siamo liberi, ma paradossalmente la libertà piena si esprime nella fedeltà alla Verità, che non appartiene all’uomo ma al Creatore, che conosce ogni rischio.

Andate! … Sarà rischioso: vi scontrerete con demòni, che esalteranno il vostro operato nascondendovi i rischi di ogni idolatria e ogni successo effimero.

Andate! … Parlerete lingue nuove, che sanno promuovere comunione nelle acque torbide dell’ira e della violenza, dove il peccato toglie trasparenza e visione. Siate fedeli alla “mia parola”  - dice il Signore - sarà il motivo della vostra condanna e la forza per salvare le anime a voi affidate.

Andate! … Incontrerete serpenti, li prenderete in mano, con la forza dell’umiltà - antidoto prezioso contro la corruzione dello spirito - vi daranno veleni da bere, ma la preghiera e la fedeltà alla Madre mia Maria Santissima, vi proteggerà, incolumi e santi nel tempo della perdizione. Sarete testimoni della salvezza imponendo le mani della “mia Grazia”, guarendo i cuori da ogni perversione e dipendenza.

E’ rischioso, ma si può fare.

d. Andrea

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