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09 Nov

XXXII^ domenica T.O. anno A - 2017

Più della ricchezza, della bellezza e della forza, gli israeliti – come tutti i popoli dell’antichità – stimavano la “sapienza”. Apprezzavano chi scrutava i segreti della natura, chi componeva proverbi, chi rifletteva sulla vita e sulla morte, sulla gioia e sul dolore. Quando la Bibbia parla di “sapienza” si riferisce però, soprattutto all’arte di orientare bene la propria vita. Saggio è colui che, riflettendo sulla propria esperienza, sugli avvenimenti della storia, trae insegnamenti utili per sé e per gli altri, sa distinguere ciò che è bene e ciò che è male, riesce a controllare i propri istinti e passioni, agisce in modo leale, e non confonde sapienza con furbizia.

Lasciamoci istruire, se le nostre anime, se le nostre menti, sono pronte: “Amate la giustizia, voi giudici della terra, pensate al Signore con bontà d'animo e cercatelo con cuore semplice. Egli infatti si fa trovare da quelli che non lo mettono alla prova, e si manifesta a quelli che non diffidano di lui. I ragionamenti distorti separano da Dio; ma la potenza, messa alla prova, spiazza gli stolti” (Sap 1,1-3). Il compito dell’uomo non è di farsi giustizia o di ergersi a giudizio di sé e dei suoi simili. L’obiettivo è quello di ripristinare la volontà e la fedeltà al Signore.

"La sapienza non entra in un'anima che compie il male né abita in un corpo oppresso dal peccato. Il santo spirito, che ammaestra, fugge ogni inganno, si tiene lontano dai discorsi insensati e viene scacciato al sopraggiungere dell'ingiustizia” (Sap 1,4-6). Una mente slegata dal Santo Spirito, non promuove la vita, né potrà mai istruire.

 

La sapienza nel mondo.

“La sapienza è uno spirito che ama l'uomo, e tuttavia non lascia impunito il bestemmiatore per i suoi discorsi, perché Dio è testimone dei suoi sentimenti, conosce bene i suoi pensieri e ascolta ogni sua parola.

Lo spirito del Signore riempie la terra e, tenendo insieme ogni cosa, ne conosce la voce. Per questo non può nascondersi chi pronuncia cose ingiuste, né lo risparmierà la giustizia vendicatrice.

Si indagherà infatti sui propositi dell'empio, il suono delle sue parole giungerà fino al Signore a condanna delle sue iniquità, perché un orecchio geloso ascolta ogni cosa, perfino il sussurro delle mormorazioni non gli resta segreto. Guardatevi dunque da inutili mormorazioni, preservate la lingua dalla maldicenza, perché neppure una parola segreta sarà senza effetto; una bocca menzognera uccide l'anima” (Sap 1,6-11). Forte l’uomo che domina la sua bocca!

 

La sapienza si lascia trovare.

“La sapienza è splendida e non sfiorisce, facilmente si lascia vedere da coloro che la amano e si lascia trovare da quelli che la cercano. Nel farsi conoscere previene coloro che la desiderano. Chi si alza di buon mattino per cercarla non si affaticherà, la troverà seduta alla sua porta. Riflettere su di lei, infatti, è intelligenza perfetta, chi veglia a causa sua sarà presto senza affanni; poiché lei stessa va in cerca di quelli che sono degni di lei, appare loro benevola per le strade e in ogni progetto va loro incontro. Suo principio più autentico è il desiderio di istruzione, l'anelito per l'istruzione è amore, l'amore per lei è osservanza delle sue leggi, il rispetto delle leggi è garanzia di incorruttibilità e l'incorruttibilità rende vicini a Dio. Dunque il desiderio della sapienza innalza al regno. Se dunque, dominatori di popoli, vi compiacete di troni e di scettri, onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre” (Sap 6,12-21).

d. Andrea

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