5 ciottoli

Switch to desktop
27 Ott

XXX^ domenica T.O. anno A – 2017

E’ il desiderio più profondo in ogni uomo: amare ed essere amati. Ma paradossalmente questo desiderio viene cercato, attraverso scelte e atteggiamenti opposti all’amore. Se per essere amati ci viene richiesto l’uso della violenza verso il prossimo, eccoci pronti a farlo. Se per essere amati dal gruppo, da un’ideologia di appartenenza, ci viene richieste di negare l’amore a Dio, eccoci pronti a obbedire! Siamo liberi di farlo e crederlo a tal punto, che questa società moderna istruisce, menti e cuori, annullando l’amore a Dio e l’amore al prossimo, pur di mendicare consensi. L’aggressività tra gli uomini è considerata via di pace e il culto agli idoli, spacciata come libertà, o come via per raggiungere la pienezza dell’amore. Il culto dell’io, della sensualità, del piacere personale è la nuova divinità, ciò che più amiamo per essere amati.

Come educare all’amore?

“Allora i farisei, avendo udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?». Gli rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: Amerai il tuo prossimo come te stesso. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti»” (Mt 22,34-40).

Potremmo pensare che solitudine, silenzio e ascesi siano necessari per creare un clima favorevole alla contemplazione, alla “vita interiore”, all’amore, all’incontro con Dio, ma divengono segni di patologie se allontanano dagli uomini, se portano al disinteresse per i fratelli. La contrapposizione fra l’amore per l’uomo e il culto a Dio è fondata su miti pagani, su leggi umane che pesano come un giogo insopportabile, ma non derivano dal vangelo. Satana maestro della divisione e del conflitto, ci seduce con ogni forma di illusione, per convincerci che il fratello e Dio non devono essere amati. Coltiviamo rancore e disobbedienza nel cuore, avvelenando così le falde più profonde del nostro vivere.

Che strano, spesso la storia ci racconta di uomini colti, preparati, istruiti (farisei) che non orientano alla verità, all’amore, ma mettono sempre alla prova la grande proposta, di vita, di Dio: “un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?»”. La risposta di Gesù riprende quanto già si trovava scritto nel deuteronomio: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente» (Dt 6,5), ma mette poi sulle stesso piano, il comando di amare l’uomo allo stesso modo: «Amerai il tuo prossimo come te stesso» (Lv). Una sintesi meravigliosa di tutta la legge e i profeti dirà, subito dopo. Una via di amore che allontana chiunque dalla confusione e dall’infelicità.

Ama l’uomo, Ama Dio! Chi ama l’uomo incontra Dio, incontra l’amore pieno e duraturo. Le due cose non possono essere separate e non sono mai in contrapposizione. Ogni promozione, ogni crescita dell’uomo realizza il progetto di Dio. Allo stesso tempo, disprezzare se stessi allontana dal prossimo e da Dio. Sentirsi amati è la svolta: “Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il fratello, è un mentitore. Chi infatti non ama il fratello che vede, non può amare Dio che non vede. Questo è il comandamento che abbiamo ricevuto da lui (Gesù Cristo): chi ama Dio, ami anche il suo fratello” (1Gv 4, 19-21).

d. Andrea

Altro in questa categoria: « BANCHETTO SAPIENZA »