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03 Mar

COME GIOCHI IN QUARESIMA?

I^ domenica di Quaresima 2017

Dove si annida il male? Dovremmo pensare alla quaresima come a un gioco, a una caccia al tesoro, per trovare forze e risorse per scovare ciò che ci fa del male e sconfiggerlo. Il mistero del male, delle sue seduzioni, ci interpella tutti, giovani e adulti, credenti e non. La quaresima sembra una favola da proporre ogni anno ai cristiani, ma le favole non servono per ricordare ai bambini che esistono i draghi, i bambini lo sanno benissimo; le favole servono a insegnare ai bambini che i draghi possono essere sconfitti. Così in Quaresima gli uomini sanno benissimo che esiste il male, hanno tanti dei quei demoni dentro che non possono sbagliarsi su questo, ma la quaresima serve a ricordarci che quei demoni possono essere vinti!

Quaranta giorni, tempo simbolico che troviamo  nella Bibbia, per mettersi in gioco. Tempo di pentimento per alleggerirci di tutto ciò che ci ostacola nelle nostre relazioni. Il pentimento è un bisogno profondamente umano. Spalanca la porta ad una gioia profonda e vera. L’equivoco è pensare che si tratti di un’autopunizione, mentre biblicamente è il ritorno al Padre, è rivivere l’esperienza di essere amati da Lui. Pentirsi non provoca dolore. Il dolore nel cuore dell’uomo c’è già. E’ proprio il pentimento a metterlo in luce: l’afflizione più grande oggi e vivere come se non ci fosse un Padre. Non è solo un pentirsi dei propri peccati, di tante scelte fatte senza amore e verità, ma del “peccato”, al singolare, che è il rifiuto del Padre. Oggi c’è tanta paura di credere, di gioire della propria fede, di giocare gratuitamente senza secondi fini. Abbiamo acceso ogni strumento per connetterci con il mondo, farne parte, ma abbiamo spento il cuore per sconnetterci dal Signore, dalla Sua Parola. Da tempo nelle nostre case, nelle nostre famiglie ci siamo organizzati per far sparire Dio dalle nostre giornate, dai nostri ritmi, ridotto l’Eucarestia ad un estraneo. Non troveremo mai il tesoro in questo modo, mancherà gioia profonda e i draghi non saranno sconfitti!

Viviamo in un’epoca in cui tutto è diritto, anche quello di soddisfare i nostri capricci e di giustificare i nostri errori. E’ curioso che il diritto nato proprio per contenere l’egoismo dei singoli e difendere i più deboli oggi viene usato in senso contrario. Non demonizziamo le persone, ma cerchiamo in questo tempo di camminare con cuore umile, più obbediente, meno aggressivo.

Sempre attuale la pratica del digiuno per una buona caccia al tesoro e per affrontare una battaglia. Il digiuno è la pratica che mi insegna a dominare la mia natura, mi insegna che non sono un fascio di bisogni e che c’è qualcos’altro. Quello che conta è stare nello spirito del digiuno: sottomettere il corpo allo spirito. Stare con se stessi e allenarsi al distacco delle cose. Potremmo trovare il coraggio di “digiunare dai social network”, per aumentare il tempo di preghiera e di silenzio da tante chiacchiere inutili.

Proviamo ad allenarci in questo tempo di quaresima a “rinunciare”, per essere disposti a “dare”. Molti di noi falliscono nella loro vita spirituale perché si pongono obiettivi troppo alti. Il genitore non dà al figlio subito l’automobile, si comincia dal triciclo. E’ la “legge della gradualità” che ci impone di evitare il perfezionismo. Cristiano è ciò che assume l’imperfezione e la rende segno di Dio. E’ proprio attraverso le nostre ferite, i nostri difetti, le nostre fragilità, che si mostra l’onnipotenza divina. Colui che E’ potente, Onnipotente, si mostrerà sconfitto a Pasqua, si rivelerà impotente contro il “drago” che con la sua coda precipita nell’abisso la speranza delle anime. Ma sappiamo che la storia non finisce così! Troviamoci pronti dopo la quaresima a Risorgere, perché il drago viene ancora sconfitto da un cuore umile e obbediente. Gesù ha compiuto ogni gioco nella ricerca della volontà del Padre. Gesù e il tesoro di ogni gioco. Gesù vince il drago.

d. Andrea