5 ciottoli

Switch to desktop
23 Dic

LUCE E’ GIOIA

NATALE  2016

Come un medico incontra i malati, così la luce incontra le tenebre. Malattia, morte, sofferenza possono togliere forze e fiducia anche in chi fa del suo lavoro una missione: portare guarigione e speranza. Così i conflitti, l’avarizia, la corruzione e la violenza possono spegnere anche il nostro cuore, portarlo a credere che tutto sia tenebre, rinunciando così ad impegnarsi ad essere “luce del mondo”.

Il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce; su coloro che abitavano in terra tenebrosa una luce rifulse” (Is 9,1). Scrive così il profeta Isaia ad un popolo deportato, rassegnato alla schiavitù, che medita le tenebre frutto dell’infedeltà al Signore e alla sua parola. E’ vero, le tenebre ci sono ancora oggi per chi rifiuta di maturare una risposta fedele alla storia della Salvezza. Una storia che parte da lontano, che ereditiamo, che siamo chiamati non solo a conoscere ma a completare con un atto di fede e di umiltà al Creatore.

Hai moltiplicato la gioia,  hai aumentato la letizia. Gioiscono davanti a te come si gioisce quando si miete e come si esulta quando si divide la preda. Perché tu hai spezzato il giogo che l'opprimeva, la sbarra sulle sue spalle, e il bastone del suo aguzzino, come nel giorno di Madian” (Is9,2-3). Inizia la guarigione, una buona terapia per chi comprende che la fede è motivo di gioia.

Credere in un incontro, non in una ideologia. Credere nella scelta di Dio di intervenire nelle tenebre del mondo per rivelare con suo Figlio, Luce del mondo, quanto era ed è nascosto ai nostri cuori. La nascita di Jeshua (Gesù), spezza ogni catena, è motivo di esultanza, perché il Salvatore libera il nostro cuore da ogni peccato, da ogni colpa, per impedirci di mendicare amore altrove, di prostituirci al mondo e alle creature.

Perché ogni calzatura di soldato che marciava rimbombando e ogni mantello intriso di sangue saranno bruciati, dati in pasto al fuoco” (Is 9,4).

Il farmaco assunto contiene veleno, ma il medico e i pazienti sanno che nella giusta dose porta alla guarigione. Così l’umiltà dell’incarnazione di Dio, chiede di essere accolta. Da Maria e con Maria inizia la terapia per un’umanità malata e violenta, incapace di portare luce dove c’è solo tenebra. A Natale inizia una storia nuova, non con eserciti e proclami vuoti, ma con l’invito a credere che la pace è possibile anche contro ogni diagnosi contraria. E’ la pace di una famiglia, di una grotta, di pastori che si lasciano guidare e stupire ancora.

Perché un bambino è nato per noi, ci è stato dato un figlio. Sulle sue spalle è il potere e il suo nome sarà: Consigliere mirabile, Dio potente, Padre per sempre, Principe della pace. Grande sarà il suo potere e la pace non avrà fine sul trono di Davide e sul suo regno, che egli viene a consolidare e rafforzare con il diritto e la giustizia, ora e per sempre” ( Is 9,5-6).

Eccola la luce del Natale, eccola la vera terapia: riconoscere che Gesù è sì bambino, ma è Consigliere per  i cuori confusi e rassegnati; Dio potente che rivela il suo volto più delicato; Padre per sempre per ogni uomo ferito e abbandonato; Principe della pace che riporta armonia dopo tanta agonia.

A Natale è annunciata una storia di salvezza che si rende visibile per coloro che amano fare della propria vita un esempio di giustizia ora e per sempre. Sia così la tua nuova chiesa. Splendano di questa luce i nuovi pastori. Ogni famiglia, ogni figlio guarito torni a lodare il Signore.

La terapia offerta è ancora questa: Gesù. A ciascuno la scelta se accoglierla. Luce e tenebre ancora si combattono. Buon Natale, ovvero buona nascita alla Luce.

d. Andrea

Altro in questa categoria: « BEATA TE PROCEDURA »