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10 Giu

STORIE NUOVE

Domenica 12 giugno 2016

Il comportamento di Davide verso Uria (suo fedele suddito) è una delle pagine più violente della Bibbia, perché in un colpo solo tutti i fondamenti della relazione sono sconvolti. Davide, accecato dalla passione per la moglie di Uria, non esita a far uccidere il suo rivale. La violenza e il possesso sono forze che distruggono tutte le relazioni, fanno dimenticare valori, amore promesso e fedeltà. Nonostante la profonda amicizia tra i due, il re Davide compie un’ingiustizia che però non resta impunita di fronte a Dio. Natan, profeta di corte denuncia e smaschera l’abuso del re, quasi a ricordare che niente funziona come dovrebbe andare.

Il Signore disse: «Io ti ho unto re d'Israele e ti ho liberato dalle mani di Saul, ti ho dato la casa del tuo padrone e ho messo nelle tue braccia le donne del tuo padrone, ti ho dato la casa d'Israele e di Giuda e, se questo fosse troppo poco, io vi aggiungerei anche altro. Perché dunque hai disprezzato la parola del Signore, facendo ciò che è male ai suoi occhi? Tu hai colpito di spada Uria l'Ittita, hai preso in moglie la moglie sua e lo hai ucciso con la spada degli Ammoniti. Ebbene, la spada non si allontanerà mai dalla tua casa, poiché tu mi hai disprezzato e hai preso in moglie la moglie di Uria l'Ittita» (2Sam 12,8-10). E’ la storia degli uomini che cercano e pretendono sempre di più. Storie di potere, di privilegi, di abusi, di violenza, di menzogne, di disprezzo, di morte accecante che non abbandona le nostre famiglie. In queste storie non c’è niente di nuovo.

Davide inizia però una storia nuova: riconosce il suo peccato! Nel riconoscere il suo peccato, Davide apre uno spiraglio a Dio, che ferma la sua mano e lo lascia vivere; Dio non vuole la morte del peccatore, ma che riconosca che senza di Lui non c’è un lieto fine in nessuna storia. Così per Gesù il peccato non è una macchia da lavare, o una piaga da nascondere, è la condizione di incapacità di corrispondere all’amore del Padre, è il debito di amore infinito, incolmabile che abbiamo nei confronti di Dio. Le colpe, le miserie, le debolezze non vanno nascoste, ma sono l’inizio di una nuova storia se chiediamo al Signore di perdonare i nostri debiti. Non gli chiediamo di  dimenticare gli errori che abbiamo commesso, di dare un colpo di spugna al passato, ma di colmare il debito di amore che abbiamo accumulato nei suoi confronti, gli domandiamo di insegnarci come corrispondere al suo amore.

La famiglia di Davide fu colpita da diverse sventure (tre dei suoi figli morirono in modo violento) ma non come punizione di Dio, ma piuttosto queste morti sono state provocate dall’incapacità educativa, dall’orgoglio, dallo spirito violento di Davide. Per fare un esempio dopo un’infedeltà coniugale è difficile ricostruire la pace e la serenità familiare, ristabilire l’unità e la fiducia fra marito e moglie, convincersi a non farsi dispetti a non rinfacciarsi continuamente l’errore commesso. La situazione pesante che può venirsi a creare, le depressioni o le tensioni sono le conseguenze del peccato, ma Dio non abbandona mai l’uomo che si fa umile, chiede e offre una storia nuova a partire dalla Sua parola, dalla Sua misericordia.

Forse come Davide dovremo fare i conti fino all’ultimo giorno con tradimenti, altre violenze e delusioni, ma dobbiamo trovare forza e speranza nella preghiera che Davide stesso scelse per cominciare con Dio una storia nuova, storia di conversione e di obbedienza ai comandi del Signore.

Questa umanità è accecata dalle passioni del mondo ed è orientata alla morte. Basterebbe tornare al Signore, tornare nei confessionali, tornare alla verità della sua parola per essere nuovamente istruiti e iniziare storie nuove.

d. Andrea

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