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18 Mar

LA VEGLIA

Domenica delle Palme 2016

La Vigilia Pasquale brilla ogni anno nella notte in cui Cristo ha vinto il peccato e la morte. E’ veglia come di chi fa la sentinella, non si addormenta, non prende sonno (cfr Sal 121,4), di chi resta sveglio perché attende che arrivi l’Adamo vittorioso! Il Risorto si fa presente ma non si possiede; è uno sposo da attendere fino a mezzanotte per corrergli incontro (cfr Mt 25,6). Il Risorto è la festa della Chiesa e la veglia è “sacrificio” del tempo, regalato ad un amato.

La celebrazione della Pasqua annuale crea una relazione profonda con i Sacramenti pasquali del Battesimo, della Cresima e dell’Eucaristia. Potremmo dire che non sono i sacramenti ad aver bisogno della Veglia, ma è la Veglia ad aver bisogno dei sacramenti! La necessità di celebrare questi sacramenti nella Veglia pasquale è stata, storicamente, la ragione della nascita delle parrocchie: il presbitero era mandato, perché il Vescovo, non potendo raggiungere tutti, chiedeva ai presbiteri di esercitare il ministero sacramentale della rinascita pasquale.

La Veglia pasquale nasce come radice dei sacramenti che sono il dono fatto da Cristo ad ogni uomo e donna, la partecipazione reale – seppur misterica – alla sua Pasqua. Potremmo dire – in negativo – che la Veglia pasquale ha però smarrito la sua identità più autentica, proprio quando li ha perduti. L’esilio dei sacramenti (Battesimo, Cresima e ammissione alla prima Comunione) dalla Veglia pasquale, ne ha causato la trasformazione, fino a renderla una sorta di “meditazione sulla Pasqua”, durante la quale i cristiani avrebbero fatto la scelta “adulta” di concedersi “un paio d’ore” di riflessione e ascolto della Parola di Dio… !

La Veglia pasquale non si può ridurre a un solenne ed elitario contesto di preghiera-riflessione sulla Pasqua; dobbiamo dire piuttosto che la Veglia è Pasqua!

Il tentativo di mantenere “separate” la Veglia pasquale dai sacramenti dell’Iniziazione cristiana è stata nei secoli, un’operazione alquanto stravagante che ha già comportato lo snaturamento dei sacramenti e la degradazione di essi a semplici occasioni di spiritualità, momenti di festa, di assemblee affettive e parentali a scapito dell’esperienza della Chiesa nella sua verità.

È necessario comprendere come la forza, la fecondità e la fruttuosità dei sacramenti dell’Iniziazione cristiana o si realizza nel loro radicarci nella Pasqua o svaniranno nel nulla. La Pasqua è in questa prospettiva – specie in tempo di inquinamento con la mentalità del mondo  – l’unica risorsa pastorale della Chiesa, perché se gli uomini e le donne del nostro tempo, se i giovani, gli adolescenti e i ragazzi guarderanno alla Chiesa e ai suoi sacramenti, questo sarà possibile solo se percepiranno che attraverso di lei, hanno accesso a Colui che, unico, può dar loro la Vita che non conosce tramonto.

La Veglia Pasquale non è un insieme di elementi rituali che per gradi, passano dalla benedizione del fuoco nuovo, verso una non meglio definita “esplosione” della Risurrezione, di tipo pseudo-scenografico. E’piuttosto un ripercorrere la storia della salvezza, perché la storia di ogni uomo trovi il significato profondo del suo amare, perché amato e salvato da ogni colpa, da ogni solitudine.

La Veglia pasquale è un parto dalla morte alla vita, dalle tenebre alla luce, dalla mente allo Spirito, dalla paura alla fede. Buona Veglia Pasquale.

d. Andrea