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03 Mar

OCCASIONE

IV domenica di Quaresima 2016

Ci piace scherzare e ridere. Ma quando è vera gioia? Possiamo frequentare per molti anni  luoghi e persone che fanno dell’ironia e dell’ignoranza sarcastica, il loro cibo preferito. Tutto è masticato senza gusto, disprezzando antichi valori-sapori e primizie-verità di stagione, a scapito di seducenti emozioni tanto attraenti quanto mortali.

“Padre, dammi la parte di patrimonio che mi spetta». Ed egli divise tra loro le sue sostanze. Pochi giorni dopo, il figlio più giovane, raccolte tutte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò il suo patrimonio vivendo in modo dissoluto”(Lc 15,12-13). Il cibo preferito del mondo e ricercato come motivo di gioia, è la ribellione! La nostra vita può diventare una ribellione a tutto, a tutti, e in fondo al cuore a Dio. Un rivendicare un eredità, per vivere lontani dalle nostre origini, dalla nostra cultura, dal nostro credo, per raccogliere illusioni senza etica. Ci ribelliamo a Dio perché il suo conto sembra sempre salato, esigente, impegnativo. Divisi e feriti, ci allontaniamo senza sapore per gusti facili, rivendicando libertà che solo presso il Padre possiamo ritrovare.

“Fratelli, se uno è in Cristo, è una nuova creatura; le cose vecchie sono passate; ecco, ne sono nate di nuove. Tutto questo però viene da Dio, che ci ha riconciliati con sé mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. Era Dio infatti che riconciliava a sé il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione.

Vi supplichiamo in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. Colui che non aveva conosciuto peccato, Dio lo fece peccato in nostro favore, perché in lui noi potessimo diventare giustizia di Dio” (2Cor 5,17-21).

Oggi è in gioco la nostra identità di cristiani, delle nostre famiglie, della nostra storia. E’ in gioco il rifiuto totale della legge di Dio incisa nei nostri cuori. E’ in atto l’invidia del demonio che cerca astutamente di distruggere l’immagine di Dio, la nostra vera natura, la nostra vera essenza. Non è solo una lotta politica, non è solo votare o meno disegni di legge per rivendicare diritti che un tempo venivano chiamati abomini, peccati bisognosi di conversione. Si cerca di confondere, di schierare le anime deboli contro Dio, contro la sua parola, contro chiunque ricordi che lontani dalla misericordia del Signore e dalla sua legge, non c’è vera gioia, non c’è una creatura nuova.

Ecco l’occasione di celebrare il Giubileo della Misericordia. Il Papa ricorda che "ogni volta che un fedele vivrà" una delle opere di misericordia spirituale o corporale "in prima persona otterrà certamente l'indulgenza giubilare"… ritroverà la vera gioia.

Le opere di misericordia spirituale invitano a: Consigliare i dubbiosi, Insegnare agli ignoranti, Ammonire i peccatori, Consolare gli afflitti, Perdonare le offese, Sopportare pazientemente le persone moleste, Pregare Dio per i vivi e per i morti. Le opere di misericordia corporale suggeriscono di: Dar da mangiare agli affamati, Dar da bere agli assetati, Vestire gli ignudi, Alloggiare i pellegrini, Visitare gli infermi, Visitare i carcerati, Seppellire i morti.

Siamo creature nuove quando rientriamo in noi stessi e abbiamo “nostalgia di casa”. Un cammino di conversione, di scelte coraggiose per un rinnovamento di vita. La riconciliazione sacramentale ci fa sperimentare la gioia del perdono e ci aiuta a liberarci del peccato, dalla superbia, dalla ribellione a colui che ci vede da lontano e ci vuole buttare le braccia al collo per rivestirci con una nuova veste e fare festa con noi: “Si alzò e tornò da suo padre. Quando era ancora lontano, suo padre lo vide, ebbe compassione, gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò” (Lc15,201-21).

L’amarezza della colpa-ribellione, il desiderio di una vita nuova e la grandezza della misericordia del Signore, ci spingano in questo tempo a non sprecare l’occasione di una conversione vera e profonda del nostro cuore.

d. Andrea