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Battesimo del Signore 2016

Le risposte sono importanti. Non sempre siamo consapevoli del loro valore. Spesso ci troviamo impreparati a darle, perché le domande sono incalzanti, esigenti, spiazzanti. Le risposte rivelano la nostra consapevolezza, la nostra direzione, la nostra maturità, le nostre urgenze e priorità.

Prima di iniziare la sua vita pubblica, Gesù afferma: “Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!” (Lc 12,50). Perché Gesù parla del battessimo in questi termini? Perché Gesù stesso ha scelto di farsi battezzare visto che lui è nato senza peccato? Perché ne parla in termini di angoscia? Che cosa compie il battesimo? Quante domande che cercano una risposta.

Da sempre gli uomini usano riti e simboli per veicolare dei messaggi, per esprimere dei contenuti, che orientano a qualcosa, a qualcuno, ma allo stesso tempo non sono il fine. Attraverso i riti, siamo accompagnati a comprendere dei significati, ad accogliere un cambiamento. Senza cambiamento, senza correzione, senza alternativa la vita è stretta, senza novità, senza creatività. senza speranza. Gesù riprende un rito esistente, il battesimo di conversione esercitato da Giovanni Battista al fiume Giordano, e lo riveste di nuovo significato. Ne fa il senso profondo della sua esistenza, a tal punto da sentire e rivelare la sua angoscia, se non raggiunto e scelto.

Il battesimo per Gesù è la grande risposta della vita. La domanda è posta dal Signore, che offre ai suoi figli l’adesione al Suo Amore. Due sono le risposte spirituali nella vita di ogni uomo. Gesù rivela la sua: è un SI, al progetto del Padre, al desiderio di compiere la volontà salvifica da offrire agli uomini Senza questo SI, Gesù avrebbe reso vana il sua vita, ecco perché ne parla in termini di angoscia. Per tutta la sua infanzia e nella sua vita nascosta a Nazareth, si prepara per dare questa risposta, sintesi di tutto il suo futuro ministero e del coraggio che richiederà l’adesione fedele a questa Parola.

In ebraico quando di parla di angoscia (“tsar”) si pensa a qualcosa di stretto, senza via d’uscita. Non che Gesù non fosse libero, ma conosce l’urgenza e l’importanza dell’adesione alla domanda del Padre di fare della sua vita un’offerta per strappare le nostre anime da Satana.

Ecco il nostro battesimo è la nostra risposta, il SI della nostra adesione a questo progetto salvifico del Signore. Un SI che va confermato e rinnovato ogni giorno perché tutto sia compiuto. Non è una risposta di comodo, di circostanza, da dare per tradizione. Se così fosse, saremmo troppo vulnerabili e le seduzioni del mondo, la concupiscenza del mondo, facilmente ci sposterebbe verso la vera angoscia, quando la nostra anima si allontana volutamente dalla Grazia di Dio. Il NO detto alla misericordia del Signore ci allontana da Lui, ci separa da noi, dai fratelli.

Cristo con il suo SI vuole estendere alla persona umana il suo essere divino. Un’adesione per immersione, profonda, da togliere il respiro, spegnere la mente dubbiosa e confusa, per riemergere con un unico respiro alla vita per dire: SI. Le altre parole, le altre risposte sono secondarie.

Sull’altare del mondo, sulla croce, con il suo battesimo, Cristo ha già espiato la nostra incorrispondenza al Suo Amore. Gesù liberamente si dona a noi, per liberarci da ogni angoscia, da ogni abisso di solitudine.“E’ Lui, è Dio che ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio Unigenito, perché chiunque crede in Lui abbia vita eterna”. (Gv 2,ss)
All’inizio di questo nuovo anno vogliamo dirti: “SI, Signore ti amiamo”.

d. Andrea

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