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Riflessioni

VERITA’

Pubblicato in Riflessioni

XXXIV^ domenica T.O. - Cristo Re dell’Universo

“Giuro di dire la verità, tutta la verità, nient’altro che la verità”. Quante volte le abbiamo sentite queste parole, e forse in qualche occasione anche pronunciate! Perchè questa necessità della verità, quando si vuole cercare e ottenere giustizia? Facciamo un passo indietro.

SCADENZE

Pubblicato in Riflessioni

XXXII^ domenica T.O. anno B – 2018

Sono una morsa per le nostre menti, l’ansia del fine mese: le scadenze! Associamo tendenzialmente questa parola, alle scadenze fiscali a breve e a lungo termine, con conseguenze evidenti per umore e salute, se ci troviamo insolventi ai nostri obblighi.

Le scadenze sono anche un avviso per tutelare un consumatore nell’acquisto dei prodotti. Ne va della salute del nostro corpo, in fin dei conti. Quindi sembra una buona prassi, garantire qualità e durata del prodotto che vogliamo assumere.

XXX domenica T.O. anno B – 2018

Che cosa vuoi? Bella domanda!

E’ forse una delle più importanti da porre e da ricevere. Non c’è imposizione, non c’è polemica, non c’è pretesa, ma solo l’opportunità di comprendere, di indagare nelle profondità della nostra vita. Domande simili, sono denominate domande aperte, perché lasciano spazio e tempo per una verifica, per un’analisi dei nostri desideri e dei frutti raccolti.

XXX domenica T.O. anno B – 2018

Che cosa vuoi? Bella domanda!

E’ forse una delle più importanti da porre e da ricevere. Non c’è imposizione, non c’è polemica, non c’è pretesa, ma solo l’opportunità di comprendere, di indagare nelle profondità della nostra vita. Domande simili, sono denominate domande aperte, perché lasciano spazio e tempo per una verifica, per un’analisi dei nostri desideri e dei frutti raccolti.

XXVIII° domenica T.O. anno B – 2018

“Uomo dalle orecchie d’asino”, veniva considerato dai saggi dell’antichità, “pazzo” è stato definito da Gesù chi fa dell’accumulo dei beni lo scopo della propria esistenza (Cf. Lc 12.10).

Famosa è la richiesta del re Mida (nella mitologia antica), che senza riflettere e guidato dalla sua proverbiale stoltezza, chiese che ogni cosa da lui toccata si mutasse in oro e così avvenne, ma da quel momento non fu più in grado né di mangiare né di bere.