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Riflessioni

XXVI domenica T.O. anno C

Quale economia troviamo nella Sacra Scrittura? Quali sono le sue strategie di marketing? Su chi e che cosa investire per ottenere un buon guadagno?

Vi fu un tempo in cui Dio sembrava alleato dei ricchi: il benessere, la fortuna, l’abbondanza dei beni erano considerati segni della Sua benedizione. La prima volta che nella bibbia compare la parola “argento/denaro” è riferita ad Abramo. Egli era molto ricco di bestiame argento e oro. Così sarà per Isacco benedetto nei suoi raccolti, Giacobbe benedetto nel suo bestiame. La povertà era considerata un disonore, segno di pigrizia, di ozio e sregolatezza.
Con i profeti avviene un capovolgimento di prospettiva e si comincia a capire che i beni accumulati possono essere anche frutto di lavoro poco onesto, di violazioni dei diritti dei più deboli.

Tu sei pazzo sei vuoi scegliere diversamente da come ti hanno insegnato o addestrato. Tu sei pazzo a lavorare gratuitamente, quando tutto si basa sul guadagno e su un tuo personale tornaconto. Tu sei pazzo quando annunci di credere, mentre tutti dubitano e vivono nel sospetto. Tu sei pazzo quando decidi di rimanere sobrio e sveglio, mentre gli altri uomini sono inebriati e ipnotizzati dalla paura, da quello che potrebbe accadere. Tu sei pazzo quando scegli di fare fatica, quando tutto ti è servito in modo facile e comodo. Tu sei pazzo a fidarti ancora, quando ripetutamente sei stato ingannato e tradito. Tu sei pazzo a riconciliarti con chi ti ha colpito, ferito e umiliato, invece di cercare vendetta o coltivare rancore.

AL CENTRO

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XII domenica T.O. anno C

L’idea di “libertà” possiamo associarla al desiderio di spazio, all’assenza di recinzioni e di vincoli, alla piena espressione di movimento e comunicazione, al viaggiare, all’incontrare e conoscere, a trasgressioni, all’assenza di limiti e di orari, alla denuncia di ingiustizia sociale, ecc.
 Ma il concetto di libertà spesso è come un bel panino avvelenato al suo interno, e attratti dall’apparenza dimentichiamo o trascuriamo il suo contenuto; così, facilmente intossicati rimaniamo schiavi degli effetti di questo veleno. Il veleno si presenta come desiderio di “fare quello che vuoi”, quando e come vuoi, ti convince di raggiungere velocemente ciò che cerchi, di ottenerlo a qualunque costo nel  modo in cui che hai immaginato, giustificando addirittura la violenza e l’inganno perché la tua decisione è unica e necessaria.

X domenica T.O. anno C

In un villaggio vicino a Nazareth muore il figlio unico di una donna che ha già perso il marito ed è rimasta sola, senza protezione e senza chi le sia di sostegno nella vecchiaia. Paradossalmente il paese si chiama Nain, che in ebraico significa “delizioso”. La dove tutto doveva indicare gioia e pienezza, la vita si tramuta in lamento e lutto, e le corse dei bambini e il movimento della vita vengono interrotti dal pianto e da una processione funebre. In queste poche righe si racconta i sogni di molti uomini, i loro desideri, i loro progetti, e l’incontro con il limite, la fragilità umana, l’interruzione improvvisa e inaspettata della vita stessa.

Santissima Trinità 2013

Quando sentiamo questa parola la mente scivola facilmente su un documento, la nostra carta di identità che ci permette di essere riconosciuti in modo autentificato con i dati in essa contenuti. Ma come cristiani servono altre informazioni da inserire? Qual è la nostra carta d’identità di credenti? Potrebbe essere l’amore al prossimo, ma sono in molti a fare del bene anche di altre religioni. Non è la preghiera, anche ebrei e mussulmani per esempio pregano, e non è neppure la fede in Dio perché non basta credere ma è importante sapere in quale Dio si crede.