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Riflessioni

III domenica di Pasqua 2015

E’ sempre difficile parlare del nostro io “profondo”. Si affrontano volentieri molti argomenti con gli amici o con chi condivide con noi il cammino della vita. Ma raccontare ciò che accade “dentro”, richiede coraggio, maturità, forza, davanti ad inevitabili rischi di derisione od esclusione. Anche perché credere non è una cosa marginale. Credere vuol dire scegliere una direzione, accettare un  compito. La pasqua per il credente non  è solo un lieto messaggio di salvezza ma: “Così sta scritto: il Cristo patirà e risorgerà dai morti il terzo giorno, e nel suo nome saranno predicati a tutti i popoli la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni ” (Lc 24,46-48).

RICCHEZZA

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Pasqua 2015

Osservo, ascolto, incontro ogni giorno persone e le loro storie. Tutti cercano un bene, un amore, una soluzione, una guarigione, un senso. Incontro persone ricche che sono diventate povere. Non povere materialmente, ma nell’anima, nei valori, nel cuore, derubate di energia, di sogni e di motivazioni. Incontro persone povere diventate ricche. Persone che forse hanno poco, vivono di cose semplici, ma che sono ricche di umanità, di attenzioni, di disponibilità, di creatività, di fedeltà.

V domenica di Quaresima 2015 - anno B

Nel mio studio ho due foto a me care. Mi ricordano momenti preziosi del cammino della mia vita. La fatica di salite in montagna, la determinazione per la preparazione, il peso dello zaino, i colori intensi, lo spazio e il senso di libertà sperimentati. Erano percorsi studiati a casa a “tavolino”, osservati e cercati sulle mappe. Lente e accurate letture precedevano ogni movimento per evitare imprevisti, gestire tempi e ritmi del cammino. Ma arrivati sul posto è stata tutta un’altra cosa! E’ servita più energia del previsto. Il freddo, i disagi e qualche pensiero di sconforto, inducevano a rinunciare alla meta prefissata, ma tra compagni ci siamo sostenuti in queste esperienze.

III domenica di Quaresima 2015

Cosa chiediamo alla vita? Cosa cerchiamo in ogni cosa? Cosa predichiamo ogni giorno?

In questo tempo di grande litigiosità, di grande confusione, c’è un desiderio urgente di miracoli, di qualcosa di straordinario che sollevi le sorti dei popoli, della chiesa, della nostra vita. Drammi e conflitti quotidiani ci stordiscono e sempre più l’emergenza di chi è in difficoltà è visibile, ci circonda, ci bussa alla porta. Malattie del corpo e dell’anima chiedono una terapia forte e risolutiva. Siamo disarmati, abbandonati, oppure possiamo come cristiani ricordarci le risorse nascoste nella fede di chi ci ha preceduto?

QUARANTA

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I  domenica di Quaresima 2015

Quando troviamo dei numeri nella Bibbia dobbiamo essere cauti nell’interpretarne il significato perché, molte volte, hanno un valore simbolico. Così quando si accenna al numero quaranta o a un suo multiplo, si intende in genere un tempo simbolico che può essere lungo o breve. Per esempio è difficile credere che il profeta Elia abbia potuto camminare per quaranta giorni e quaranta notti fino al monte di Dio, l’Oreb, dopo aver mangiato una sola focaccia e aver bevuto un orcio d’acqua (1Re 19,6-8), che Mosè abbia passato quaranta giorni e quaranta notti sul Sinai, senza mangiare pane e senza bere acqua (Es 34,28) e che anche Gesù sia riuscito a fare altrettanto quando spinto dallo Spirito va nel deserto per essere tentato.