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Riflessioni

TUTTI  I  SANTI  - XXXI DOMENICA

MESSAGGIO

L’era digitale ha cambiato la nostra comunicazione. Ha concesso collegamenti tra le persone impensabili fino a pochi anni fa. Una comunicazione che sta cambiando la gestione delle relazioni, il nostro lavoro, le nostre scuole, i nostri viaggi, la nostra economia, ma che può diventare anche via di impoverimento quando si perde il coraggio di incontrare le persone, di rivelarsi e raccontarsi realmente. Peggio ancora questa via di comunicazione può diventare una “trappola” per i più sprovveduti, per coloro che confondono l’illusione (o virtuale) con la realtà. Di questa tecnologia i giovani ne sono ipnotizzati, gli anziani forse spaventati, legati ancora al “passaparola”. Io stesso ho impiegato del tempo per adattarmi ai nuovi sistemi di comunicazione. L’analisi potrebbe continuare e potremmo fare molte critiche su questi cambiamenti, di fatto è uno spazio nuovo che ha bisogno di direzione, di conversione. Condivido con voi un messaggio che è arrivato sul mio smartphone (o cellulare).

RELAZIONI

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XXIX domenica T.O. - anno A - 2014

L’uomo non vive da solo, è parte di una società civile e cresce quando riesce a stabilire relazioni di collaborazione con gli altri. Dal bisogno di organizzare la convivenza deriva la necessità di determinare diritti e doveri, di darsi istituzioni, di fissare modi e forme per contribuire al bene comune. Belle parole! In verità tutti sappiamo quanto complicate e fragili siano le nostre relazioni, perché ognuno di noi si pone obiettivi diversi, modi diversi per raggiungerli; c’è chi pretende favori, chi vuole tutto e subito rifiutando un  percorso graduale di maturità, chi rivendica privilegi e diritti, chi vede in ogni uomo un rivale e le tensioni sorgono inevitabili.

XXVII domenica T.O. - anno A - 2014

Nell’era della scienza e della tecnica parlare di angeli potrebbe sembrare anacronistico. Problemi sociali e politici richiedono interventi e risposte concrete e non risorse astratte!

XXV domenica T.O. - anno A - 2014

Quando qualcuno mi chiede: “che ora è”, per uno che non porta l’orologio, è sempre un motivo per un sorriso o per qualche strana smorfia. Mi hanno regalato un orologio per il giorno della mia cresima, ma ricordo che dopo aver fatto qualche tentativo per indossarlo e non deludere il mio padrino, ho preso la decisione di regalarlo a mio fratello. Nonostante questo, mi accorgo che sono puntuale e a volte anche troppo in anticipo, non mi piace aspettare né fare aspettare.

RITROVARE

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XXIII domenica T.O. - anno A - 2014

In modo subdolo, quasi impercettibile, come l’insinuarsi di un serpente fra le fessure di una roccia, si fa strada anche fra i cristiani la mentalità di questo mondo che valuta le persone in base al successo che ottengono, alle doti che hanno, alla ricchezza che accumulano. I geni, gli atleti, le personalità eminenti, chiunque dimostra di possedere attitudini particolari è ricercato e ammirato; i deboli, i poveri, gli incapaci, i portatori di handicap appaiono a molti una zavorra, un bagaglio ingombrante, un errore di produzione quasi da scartare.