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Riflessioni

MANDO VOI

Pubblicato in Riflessioni

Pentecoste – Anno A – 2020

Circola la notizia in questi giorni di un parroco nel bresciano sottoposto a TSO (trattamento sanitario obbligatorio, disposto per soggetti che presentano uno stato di alterazione considerati pericolosi per la propria incolumità e per quella degli altri). Un semplice sacerdote questo don Gianluca L. che ha una strana abitudine. Anzi tre. La prima è quella di pensare con la sua testa, la seconda è di dire ciò che pensa, la terza quella di pensare cose piuttosto diverse da quelle imposte dal pensiero dominante. E’stato prelevato dalla canonica dalle forze dell’ordine e ricoverato per accertamenti! Leggendo tra i suoi bollettini si intuisce il suo disagio: denuncia il carrozzone dei marpioni della massoneria nella politica nazionale e internazionale, le ingerenze nella chiesa e che i cattolici vanno bene finché fanno opere sociali e tamponano i buchi dello stato. Che sia vero?

VI^ domenica di Pasqua – Anno A 2020

“Divergenti”, è il titolo di un film (2014) che racconta di una società divisa in fazioni. E di fazioni da scegliere ce ne sono sempre, in ogni tempo e in ogni società. Gli Abneganti (conducono una vita semplice e altruista), i Pacifici (credono nella felicità e armonia per produrre cibi per la popolazione), i Candidi (perseguono onesta e verità nella gestione della giustizia), gli Eruditi (perseguono la logica e la conoscenza, sono insegnati, scienziati e dottori si dedicano alla ricerca e alla cultura), gli Intrepidi (con carattere coraggioso a difesa dei confini). A 16 anni gli abitanti della città vengono chiamati a scegliere liberamente la propria fazione, al di là del sangue di appartenenza, della famiglia, grazie ad un test attitudinale. Fatta le scelta questa è definitiva. Chi poi viene escluso dalla fazione scelta, perché considerato non idoneo, diventa automaticamente un “Escluso”, una classe di poveri emarginati. Il sistema di potere teme solo un tipo di persone che non aderiscono ad una vera e propria fazione, i Divergenti, considerati poco controllabili, non allineate. Sono loro che possono alterare gli equilibri e la consapevolezza degli altri, capaci di distinguere la realtà dal finto che ipnotizza e spersonalizza. Questo è sempre pericoloso, non solo nel film ma in ogni società e cultura, per chi vuole dominare sugli altri. Questi ultimi mesi ne sono una prova.

IV^ domenica di Pasqua, 3 maggio 2020

Esortare non significa imporre. L’amore non si impone, si propone attraverso una testimonianza concreta che convinca, chi ci incontra e ci ascolta, ad imitarci. Si esorta per stimolare ad un cambiamento, per educare alla consapevolezza di un modo diverso di pensare, di agire. Per evitare di contaminare la nostra vita, le nostre relazioni, per educare all’utilizzo delle risorse, si cercano nuovi protocolli e abitudini, per garantire il bene di tutto e tutti. E’ sufficiente?

II^ di Pasqua – anno A - 2020

Ci sono tanti motivi per abitare nella paura. Nessuno cerca il dolore, la sofferenza, la prova; nessuno vorrebbe alzarsi con l’incognita del domani, ma è inevitabile per ciascuno di noi, per motivi diversi, vivere questa esperienza. Forse non abbiamo un nemico visibile, una diagnosi grave certa, una prova immediata, ma tutti siamo chiamati ad attraversare questi giorni difficili. Qualcuno li chiama giorni nuovi, per molti sono un dramma, altri un’opportunità creativa, di certo limitano i nostri programmi, i nostri movimenti, minano le nostre sicurezze, sbilanciano i superbi.

III^ domenica di Quaresima – anno A – 2020

Quanti messaggi in questi giorni. Sempre aggiornati per capire quanto la libertà che credevamo di avere sarà condizionata da nuove disposizioni. Siamo sfiniti anche se invitati a stare in casa. Gesù pure è stanco e per una volta chiede aiuto: “Giunse così a una città della Samaria chiamata Sicar, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogiorno. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: «Dammi da bere!», tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva»” (Gv 4,5-10).