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Riflessioni

III^ domenica di Pasqua 2018

Ogni giorno si parla di sfide, di obbiettivi. Anche il Vangelo sfida il lettore, con l’obbiettivo, di non ridurre Gesù a un fantasma, a un mito, a un illusione. Non è sufficiente affermare: “il Signore è risorto”, se non si comprende cosa significhi per la nostra vita; pena la sconfitta.

PASQUA  2018 – Anno B

Dopo aver ricevuto i sacramenti dell’Iniziazione Cristiana, spesso il nostro cammino di fede, si interrompe. Lo è stato per me come per tanti miei coetanei. Tutto ciò che era associato al cristianesimo, alla vita parrocchiale, alla liturgia, mi sembrava inadeguato ai bisogni, alle urgenze della vita. Cosa accadrà oggi nella nostra comunità che vive in questa Pasqua la celebrazione dei sacramenti della Cresima e Prima Comunione con i ragazzi di 5^ elementare? Come mai così presto? Adesso li perderemo ancora prima? Almeno una volta erano agganciati fino alle medie ...

COSÌ

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V^ domenica di Quaresima – Anno B - 2018

Gli uomini si entusiasmano con facilità delle belle parole che vengono dette loro e, appena una tentazione o un sentimento disordinato li sconvolge, vanno all’eccesso opposto e giungono fino al delitto. E’ penoso constatare che molte anime cominciano la loro vita spirituale con entusiasmo e poi finiscono non solo per rilassarsi miseramente, ma per cadere addirittura nell’indifferenza e nella miscredenza. Si lamentano di non ricevere grazie, così cominciano a guardare le vie di Dio con uno spirito ipercritico e finiscono per sfiduciarsene completamente. Cosa dimentichiamo?

III^ domenica di Quaresima anno B - 2018

“Recitare” è uno strano verbo, che abbiamo inserito anche nel nostro linguaggio religioso. A volte si sente dire; “Recitiamo un Ave Maria o un Padre Nostro”, “Recitiamo il Vespro o il Rosario”. C’è il rischio di fare della nostra fede una recita?

I^ domenica di Quaresima – Anno B- 2018

Può capitare di perdersi. La cosa importante è saper ritornare sui propri passi: “«Or dunque - oracolo del Signore -, ritornate a me con tutto il cuore, con digiuni, con pianti e lamenti. Laceratevi il cuore e non le vesti, ritornate al Signore, vostro Dio, perché egli è misericordioso e pietoso, lento all'ira, di grande amore, pronto a ravvedersi riguardo al male». Chi sa che non cambi e si ravveda e lasci dietro a sé una benedizione?” (Gio 2,12-14). Perché questi atteggiamenti penitenziali? Perché negare l’evidenza che ci siamo persi?