5 ciottoli

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XXIX domenica T.O. - 2015

Quanto è diffusa la “mentalità del mondo”, le sue abitudini, la sua prospettiva: dominare per essere serviti! Sembra una strada a senso unico che nasconde però un vicolo cieco. Serve tempo per riconoscere che questa strada non offre mai il pieno successo dei nostri desideri, perché la sete di gloria, di fama, di prestigio seduce e corrompe mente e cuore. Quando viene attivata la “mentalità del mondo”, ci manteniamo inevitabilmente separati l’uno dall’altro.

NOSTALGIA

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XXVII domenica T.O. - 2015

Quando sei giovane fai molte domande e avanzi richieste. Quando sei adulto devi dare risposte e offrire servizi. E’ evidente in questo tempo, la crisi e il fallimento di molte famiglie. Quanti coniugi incontro per pormi domande, che chiedono, con ragione, se valga la pena insistere nel tentativo di aggiustare un rapporto nato male e che si sta rivelando irrimediabilmente guasto. Non ci sia ama più, ci sono incompatibilità di carattere, ci si fa dispetti, si parla solo per offendere e anche i figli vengono coinvolti nel fallimento dei genitori. Quale senso ha continuare insieme? Può Dio esigere una convivenza che è un supplizio? Non è meglio che ognuno se ne vada per la propria strada e si ricostruisca una vita?

Testo di riferimento: Siracide 2,1-18

Questo brano del Siracide indica la via d’uscita all’uomo che sperimenta un periodo di fatica, mostra la via da prendere nei pensieri e negli atteggiamenti quando ci si trova ad affrontare momenti di difficoltà. Il brano parla della tentazione e della prova ma anche delle persecuzioni dei nemici, delle avversità impreviste, della malattia e della povertà. Sono situazioni che hanno cause e caratteristiche molto diverse tra loro, ma in tutte l’uomo sperimenta l’ostacolo.  Questi versetti offrono indicazioni per vivere e superare anche quei momenti faticosi che non desideriamo ma che nel cammino possiamo incontrare.

PATOLOGIA

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Domenica 6 settembre 2015

Quando ero ragazzino non capivo molte delle parole che ascoltavo, non ne conoscevo il significato e così non potevo accedere alla ricchezza dell’informazione ricevuta. Chiedere, indagare, consultare non era così facile e immediato. Nelle nostre case esisteva qualche buona enciclopedia, qualche dizionario, ma oggi è tutto più facile con la tecnologia di massa ormai diffusa. Sono aumentati gli strumenti, la possibilità di accedere a fonti e spiegazioni in tempi rapidi, ma quello che non è cambiato è la “patologia”!

XVII domenica T.O. - 2015

Chi lavora ha bisogno di prendersi un momento di riposo. Qualunque sia l’attività svolta, ha richiesto energia, e questa va recuperata per evitare eccessivo affaticamento, indebolimento e malattia. Così è stato anche per gli apostoli, inviati ad annunciare il Regno di Dio per offrire la possibilità ad ogni uomo di rinnovare ogni edificio in classe “A” (adulta), di rinnovare ogni percorso educativo, affettivo, lavorativo.

RIFIUTI

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XIV doemenica T.O. - 2015

Quanti colori, quanti bidoni. La nostra comunità vive un tempo di ordine con i suoi rifiuti. Anche la parrocchia sta attendendo i nuovi doni. Nel frattempo, si schiaccia bene ogni cosa per gestire al meglio ogni spazio, si impara un calendario e un ritmo, ma se metti in strada ancora i vecchi contenitori puoi ricevere un richiamo con targa rossa: “bidone non idoneo”. Nessuna raccolta!

DESUETO

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Domenica 14 giugno 2015

Quando non si è più abituati a qualcosa si può dire di essere “desueti”, è aggettivo usato per indicare un aspetto, una prassi, uno stile di vita ormai caduto in disuso. Ha come sinonimi: disabituato, disavvezzo, superato, sorpassato, obsoleto, antiquato ecc.

Oggi abbiamo l’impressione di assistere a un rapido declino dei valori, non solo dei valori cristiani. Vediamo l’uomo che tenta di liberarsi dell’idea di Dio, della sua presenza nella storia, colloca se stesso come punto di riferimento assoluto, come misura di ogni cosa, si costituisce a proprio piacere arbitro del bene e del male, assolutizza la realtà di questo mondo come unica e definitiva, e ritiene la fede un aspetto ormai “desueto” della vita. E’ questo il secolarismo, fenomeno che ha radici storiche remote, ma che ha toccato il suo apice in questo tempo. Come mai? Cosa è accaduto?

SCRIVERE

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Domenica 31 maggio 2015

Usiamo parole per comunicare, attraverso la voce e la scrittura. Usiamo parole per avvicinare due mondi, quello della “fonte emittente” che desidera far conoscere la sua esperienza, il suo pensiero, e quella del “ricevente” che tenta di accogliere e comprendere quanto ha appena ricevuto. Una dinamica sempre difficile, perché le parole sono codici, e come tutti i codici vanno capiti, decifrati, possono essere fraintesi e creare ancora più confusione fino a sfociare nel conflitto. La babele delle lingue non si sconfigge facilmente, la babele della mente e delle culture può durare a lungo se non incontra un traduttore, un mediatore, un aiuto che avvicini e permetta di superare ogni incomprensione.

ABBANDONO

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Domenica Ascensione 2015

Quante attese nella nostra vita. Quante sono pericolose o deluse? Una buona parte della nostra esistenza è guidata dal soddisfare le attese di chi ci è accanto. Per un bisogno di amore, di protezione, di riconoscimento, soddisfare le attese che molti pongono in noi, è prioritario. Tutto è compiuto per ridurre una paura nascosta “dentro”, per evitare una situazione insostenibile: l’abbandono. Toglie il fiato e il sonno pensarci senza qualcuno vicino con cui condividere il cammino. Credo che all’origine dell’aggressività ci sia quella che viene definita “sindrome dell’abbandono”, un nome che gli specialisti usano per raccontare le ferite e la fatica di chi si ritrova confuso nei suoi sogni e lontano dall’amore delle persone in cui ha posto la fiducia.