5 ciottoli

Switch to desktop

INVITO

Pubblicato in Riflessioni

CORPUS DOMINI 2016

Possiamo ricevere comandi o inviti nella vita. I comandi hanno l’obiettivo di costringere in tempi brevi ad obbedire ad un ordine che diventa azione e compito. Il comando obbliga ad agire contro la propria volontà e libertà, ma da forma e direzione per permettere ordine e vita.

Pentecoste 2016

E’ facile ascoltando il mondo politico, sentire dichiarare la propria opposizione, la manifestazione di un disaccordo su una strategia o una scelta fatta da altri che hanno fondamenti ideologici diversi. E’ curioso, politicamente parlando, che il perdente sia sempre chiamato come colui che è all’opposizione. Anche Gesù si è opposto alla mentalità del mondo, alle sue politiche, alle sue gerarchie, alle sue priorità. E’ stato considerato un perdente, forse per questo era all’opposizione. Chi si oppone a volte vuole rivelare un’opportunità, il desiderio di verità, di istruire, migliorare e completare la visione della vita o la soluzione di un problema. Chi si oppone desidera anche denunciare irregolarità, smascherare la menzogna trasformata in verità. Chi si oppone vuole difendere la libertà e i valori acquisiti senza scendere a compromessi.

VI domenica di Pasqua 2016

Per crescere è necessario che qualcuno ci istruisca, ci aiuti a comprendere ciò che incontriamo, ci aiuti ad accogliere ciò che ignoriamo, a studiare ciò che non capiamo. Ogni insegnante si fa strumento e portavoce di molte informazioni già esistenti o ancora da svelare. Serve tempo e pazienza per imparare, ma ne serve molto di più per coinvolgere e tradurre in modo utile l’informazione acquisita. Come porsi di fronte ad una sempre più dilagante “ignoranza religiosa”? Servono nuovi insegnanti, nuovi insegnamenti o serve farsi istruire dal vero insegnante?

IV domenica di Pasqua 2016

A partire dal III secolo d.C. compare spesso nelle catacombe l’immagine di Cristo pastore con una pecora sulla spalla e attorniato dal gregge. E’ una scena che vuole raffigurare la fiducia e la serenità con cui il credente attraversa la valle oscura della morte, sorretto o guidato dal suo Signore.

Testo di riferimento: Siracide 11,12-28

Siracide 11,12: C’è chi è debole (pigro) e ha bisogno di soccorso (aiuto e forza), è ricco di povertà e l’occhio del Signore lo guarda in benevolenza, lo solleva dalla sua bassezza.

Pigro secondo il testo è chi fa fatica ad essere coinvolto nelle cose, chi è sordo e lento all’ascolto, svogliato, apatico. Pigro è chi non si attiva, non si preoccupa, non manifesta cura e interesse per qualcosa.

L’ORA

Pubblicato in Riflessioni

II domenica di Pasqua 2016

Quest’anno l’ora legale compie 100 anni, è iniziata infatti il 30 aprile 1916. L’Europa era nel pieno della Prima Guerra Mondiale e un risparmio di energia, significava molto per le economie di guerra.

LA VEGLIA

Pubblicato in Riflessioni

Domenica delle Palme 2016

La Vigilia Pasquale brilla ogni anno nella notte in cui Cristo ha vinto il peccato e la morte. E’ veglia come di chi fa la sentinella, non si addormenta, non prende sonno (cfr Sal 121,4), di chi resta sveglio perché attende che arrivi l’Adamo vittorioso! Il Risorto si fa presente ma non si possiede; è uno sposo da attendere fino a mezzanotte per corrergli incontro (cfr Mt 25,6). Il Risorto è la festa della Chiesa e la veglia è “sacrificio” del tempo, regalato ad un amato.

OCCASIONE

Pubblicato in Riflessioni

IV domenica di Quaresima 2016

Ci piace scherzare e ridere. Ma quando è vera gioia? Possiamo frequentare per molti anni  luoghi e persone che fanno dell’ironia e dell’ignoranza sarcastica, il loro cibo preferito. Tutto è masticato senza gusto, disprezzando antichi valori-sapori e primizie-verità di stagione, a scapito di seducenti emozioni tanto attraenti quanto mortali.

NEMICI

Pubblicato in Riflessioni

II domenica di Quaresima 2016

Qual è il motivo per cui dovremmo dire che qualcuno è nostro nemico? Come cristiani siamo chiamati solo alla comunione, alla solidarietà, alla pazienza, alla comprensione, alla misericordia? Potremmo professarci cristiani, ma vivere e pensare da pagani? Siamo chiamati all’amicizia con il mondo, con la sua mentalità, o siamo piuttosto stimolati in questo tempo a difendere valori irrinunciabili a costo di farci dei nemici?