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CATENE

Pubblicato in Riflessioni

XXV domenica T.O. anno C – 2016

Le catene sono sinonimo di schiavitù, di mancanza di libertà, di difficoltà nel movimento. Ma sono anche l’eredità fisica e spirituale che possiamo ricevere e tramandare per generazioni. La mia ipermetropia visiva, per esempio, è una catena del mio albero genealogico, così come la mia fede è il nuovo anello della testimonianza di chi mi ha educato cristianamente.

XIX domenica T.O. anno C – 2016

Non ha solo un valore estetico la cintura, ma avvicina i nostri indumenti al corpo e li sostiene. La cintura è anche l’immagine che il Signore usa per istruire il profeta Geremia e denunciare l’infedeltà del popolo a lui consacrato. “Il Signore mi disse così: «Va' a comprarti una cintura di lino e mettitela ai fianchi senza immergerla nell'acqua». Io comprai la cintura, secondo il comando del Signore, e me la misi ai fianchi” (Ger 13,1-2).Ci siamo dimenticati di questa intima unione che il nostro cuore aveva con il Signore. Ogni cosa ha in lui inizio, a lui apparteniamo e vicino ci desidera. Facili costumi e idolatria, ci hanno portato a svendere le nostre cinture, ad allentarle, per fare spazio al vuoto e all’infelicità. Abbiamo dimenticato e tradito i suoi comandi e la nostra cintura è caduta nell’acqua.

XVI domenica T.O. anno C - 2016

Nell’ora più calda del giorno l’attenzione di tutti è più bassa, le forze sono ridotte e in qualche modo siamo più vulnerabili. Cerchiamo tutti ristoro in forme diverse. Ma il caldo, l’assopimento, una certa spossatezza sono le condizioni ideali per ottenere risultati e visite insperate, per dare risposte nuove. “Poi il Signore apparve a lui (Abramo) alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo” (Gen 18,1-3). Le “Querce di Mamre” sono un luogo teologico oltre che geografico, collegato intimamente alla vita del nostro “Padre nella fede” Abramo e dei primi patriarchi. Il testo biblico alterna il plurale (“tre uomini”) con il singolare (“Mio Signore”). Tali alternanze enigmatiche creano un certo alone di mistero, che ha portato alcuni Padri orientali a vedere in esso un primo, lontano preannuncio del mistero della Trinità.

LEGGERE

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Domenica 26 giugno 2016

E’ curioso osservare i giovani, ma anche gli adulti sempre più, leggere non libri ma messaggi, chat e posta dal loro telefono. Sono capaci di camminare senza alzare lo sguardo, concentrati nella lettura per lunghi tratti senza cogliere tutto ciò che incontrano e attraversano. Ipnotizzati da queste notizie quotidiane, sono assorbiti nel raccogliere informazioni passeggere, come un buon passato di verdure che ben mescolato si riesce a farlo ingoiare anche alle bocche più delicate. E’ innegabile: mangiare ci piace! Ci piace essere informati e questo cibo è offerto per le menti deboli, che sempre più atrofizza le relazioni vere e la vera sapienza.

Domenica 12 giugno 2016

Il comportamento di Davide verso Uria (suo fedele suddito) è una delle pagine più violente della Bibbia, perché in un colpo solo tutti i fondamenti della relazione sono sconvolti. Davide, accecato dalla passione per la moglie di Uria, non esita a far uccidere il suo rivale. La violenza e il possesso sono forze che distruggono tutte le relazioni, fanno dimenticare valori, amore promesso e fedeltà. Nonostante la profonda amicizia tra i due, il re Davide compie un’ingiustizia che però non resta impunita di fronte a Dio. Natan, profeta di corte denuncia e smaschera l’abuso del re, quasi a ricordare che niente funziona come dovrebbe andare.

INVITO

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CORPUS DOMINI 2016

Possiamo ricevere comandi o inviti nella vita. I comandi hanno l’obiettivo di costringere in tempi brevi ad obbedire ad un ordine che diventa azione e compito. Il comando obbliga ad agire contro la propria volontà e libertà, ma da forma e direzione per permettere ordine e vita.

Pentecoste 2016

E’ facile ascoltando il mondo politico, sentire dichiarare la propria opposizione, la manifestazione di un disaccordo su una strategia o una scelta fatta da altri che hanno fondamenti ideologici diversi. E’ curioso, politicamente parlando, che il perdente sia sempre chiamato come colui che è all’opposizione. Anche Gesù si è opposto alla mentalità del mondo, alle sue politiche, alle sue gerarchie, alle sue priorità. E’ stato considerato un perdente, forse per questo era all’opposizione. Chi si oppone a volte vuole rivelare un’opportunità, il desiderio di verità, di istruire, migliorare e completare la visione della vita o la soluzione di un problema. Chi si oppone desidera anche denunciare irregolarità, smascherare la menzogna trasformata in verità. Chi si oppone vuole difendere la libertà e i valori acquisiti senza scendere a compromessi.

VI domenica di Pasqua 2016

Per crescere è necessario che qualcuno ci istruisca, ci aiuti a comprendere ciò che incontriamo, ci aiuti ad accogliere ciò che ignoriamo, a studiare ciò che non capiamo. Ogni insegnante si fa strumento e portavoce di molte informazioni già esistenti o ancora da svelare. Serve tempo e pazienza per imparare, ma ne serve molto di più per coinvolgere e tradurre in modo utile l’informazione acquisita. Come porsi di fronte ad una sempre più dilagante “ignoranza religiosa”? Servono nuovi insegnanti, nuovi insegnamenti o serve farsi istruire dal vero insegnante?

IV domenica di Pasqua 2016

A partire dal III secolo d.C. compare spesso nelle catacombe l’immagine di Cristo pastore con una pecora sulla spalla e attorniato dal gregge. E’ una scena che vuole raffigurare la fiducia e la serenità con cui il credente attraversa la valle oscura della morte, sorretto o guidato dal suo Signore.