5 ciottoli

Switch to desktop

I^ AVVENTO  anno A – 2016

Ogni giorno ci inventiamo piccole strategie per affrontare le difficoltà che la vita non ci risparmia mai. Da ragazzino mia madre mi mandava dal medico condotto per “tenere il posto”. Era un’espressione usata, per permettere a lei di arrivare più tardi, sostituire il mio turno di visita e presentare al medico le necessità per tutta la famiglia. Arrivavo presto in ambulatorio, appena la sala veniva aperta, e aspettavo l’arrivo di mia madre con trepidazione. Mi portavo qualcosa da leggere, qualche volta scambiavo due parole se conoscevo qualcuno. Altre volte mi addormentavo, perché era primo pomeriggio, in piena digestione. L’attesa era sempre lunga, era motivo di nervosismo, mi sembrava di perdere tempo, di avere qualcosa di più importante da fare. Poi all’improvviso compariva la mamma … e io ero libero di andare a giocare. Era una strategia famiglia, per ottimizzare i tempi, gli impegni, e fare gioco di squadra per la salute e la salvezza della famiglia. A distanza di anni alcuni amici ne hanno fatto un lavoro, aspettano a pagamento al posto di altri, in banca, in posta…

CORAGGIO

Pubblicato in Riflessioni

XXXIII  domenica T.O. anno C - 2016

Quando si verificano sconvolgimenti politici, ci sono guerre, fame, pestilenze e la situazione di miseria diventa intollerabile, si diffondono facilmente dicerie sulla fine del mondo. E’ accaduto nei primi secoli della storia della chiesa e accade ancora oggi. Per dare credito alle loro farneticazioni, gli adepti delle sette fondamentaliste si rifanno ad alcuni testi biblici. Il più citato è questo: “Negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, imperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio” (2Tm 3,1-4).

XXXI domenica T.O. anno C - 2016

Quando il vangelo di Luca parla di “vedere”, vuole spesso allargare i nostri orizzonti, vuole portarci più in alto per osservare la realtà in una prospettiva più ampia. “E voltosi, il Signore guardò dentro Pietro, e si ricordò della parola del Signore” (Lc 22,61a). Il Signore cerca, ma mai in modo banale, cerca di vedere dentro, quell’attività tanto difficile per noi uomini. Infatti non è Pietro che si volge a Gesù, ma Gesù che si volge a Pietro. “Guardare dentro” in Luca è detto solo di Gesù. Il suo sguardo è penetrante, diverso da quello degli altri uomini, gli rivela attesa e amore compassionevole. Solo davanti a tale sguardo l’uomo diventa libero, può terminare ogni fuga e nascondimento. Pietro si trova nudo davanti a Dio, nella responsabilità di accettare o meno il suo amore gratuito e senza condizioni.

XXVII domenica T.O. anno C – 2016

“Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti, a te alzerò il grido: «Violenza!» e non salvi? Perché mi fai vedere l'iniquità e resti spettatore dell'oppressione? Ho davanti a me rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese” (Ab 1,2-3).

CATENE

Pubblicato in Riflessioni

XXV domenica T.O. anno C – 2016

Le catene sono sinonimo di schiavitù, di mancanza di libertà, di difficoltà nel movimento. Ma sono anche l’eredità fisica e spirituale che possiamo ricevere e tramandare per generazioni. La mia ipermetropia visiva, per esempio, è una catena del mio albero genealogico, così come la mia fede è il nuovo anello della testimonianza di chi mi ha educato cristianamente.

XIX domenica T.O. anno C – 2016

Non ha solo un valore estetico la cintura, ma avvicina i nostri indumenti al corpo e li sostiene. La cintura è anche l’immagine che il Signore usa per istruire il profeta Geremia e denunciare l’infedeltà del popolo a lui consacrato. “Il Signore mi disse così: «Va' a comprarti una cintura di lino e mettitela ai fianchi senza immergerla nell'acqua». Io comprai la cintura, secondo il comando del Signore, e me la misi ai fianchi” (Ger 13,1-2).Ci siamo dimenticati di questa intima unione che il nostro cuore aveva con il Signore. Ogni cosa ha in lui inizio, a lui apparteniamo e vicino ci desidera. Facili costumi e idolatria, ci hanno portato a svendere le nostre cinture, ad allentarle, per fare spazio al vuoto e all’infelicità. Abbiamo dimenticato e tradito i suoi comandi e la nostra cintura è caduta nell’acqua.

XVI domenica T.O. anno C - 2016

Nell’ora più calda del giorno l’attenzione di tutti è più bassa, le forze sono ridotte e in qualche modo siamo più vulnerabili. Cerchiamo tutti ristoro in forme diverse. Ma il caldo, l’assopimento, una certa spossatezza sono le condizioni ideali per ottenere risultati e visite insperate, per dare risposte nuove. “Poi il Signore apparve a lui (Abramo) alle Querce di Mamre, mentre egli sedeva all'ingresso della tenda nell'ora più calda del giorno. Egli alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: «Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo” (Gen 18,1-3). Le “Querce di Mamre” sono un luogo teologico oltre che geografico, collegato intimamente alla vita del nostro “Padre nella fede” Abramo e dei primi patriarchi. Il testo biblico alterna il plurale (“tre uomini”) con il singolare (“Mio Signore”). Tali alternanze enigmatiche creano un certo alone di mistero, che ha portato alcuni Padri orientali a vedere in esso un primo, lontano preannuncio del mistero della Trinità.

LEGGERE

Pubblicato in Riflessioni

Domenica 26 giugno 2016

E’ curioso osservare i giovani, ma anche gli adulti sempre più, leggere non libri ma messaggi, chat e posta dal loro telefono. Sono capaci di camminare senza alzare lo sguardo, concentrati nella lettura per lunghi tratti senza cogliere tutto ciò che incontrano e attraversano. Ipnotizzati da queste notizie quotidiane, sono assorbiti nel raccogliere informazioni passeggere, come un buon passato di verdure che ben mescolato si riesce a farlo ingoiare anche alle bocche più delicate. E’ innegabile: mangiare ci piace! Ci piace essere informati e questo cibo è offerto per le menti deboli, che sempre più atrofizza le relazioni vere e la vera sapienza.

Domenica 12 giugno 2016

Il comportamento di Davide verso Uria (suo fedele suddito) è una delle pagine più violente della Bibbia, perché in un colpo solo tutti i fondamenti della relazione sono sconvolti. Davide, accecato dalla passione per la moglie di Uria, non esita a far uccidere il suo rivale. La violenza e il possesso sono forze che distruggono tutte le relazioni, fanno dimenticare valori, amore promesso e fedeltà. Nonostante la profonda amicizia tra i due, il re Davide compie un’ingiustizia che però non resta impunita di fronte a Dio. Natan, profeta di corte denuncia e smaschera l’abuso del re, quasi a ricordare che niente funziona come dovrebbe andare.