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VII^ domenica T.O. anno A - 2017

L'invenzione è un'idea, un dispositivo o un prodotto che porta ad un progresso tecnologico alla società, tipicamente ad opera di un inventore; si intende anche una soluzione nuova e originale di un problema. Il termine invenzione deriva dal latino inventio che significa ritrovamento.

METAFORE

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V^ domenica T.O. anno A – 2017

La metafora evoca il senso di una cosa facendo riferimento a qualcosa d’altro, a cui è paragonabile sotto un qualche aspetto; è un artificio letterario per rendere più penetrante la percezione di una realtà e per svelarne la sua bellezza. “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null'altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli” (Mt 5,13-16).

PROCEDURA

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III^ DOMENICA T.O. anno A - 2017

Difficilmente possiamo sperare di raccogliere dei frutti, se prima non abbiamo piantato dei semi. Così allo stesso modo, non possiamo sperare di raccogliere comportamenti nuovi nella nostra vita se prima non abbiamo accolto e piantato nella nostra mente e nel nostro cuore, la procedura corretta per questo cambiamento. In modo ostinato, l’umanità utilizza le stesse scelte violente, le stesse risposte aggressive, nel tentativo di modificare e cambiare ciò che si ottiene solo con l’amore, la verità e la conversione del cuore.

NATALE  2016

Come un medico incontra i malati, così la luce incontra le tenebre. Malattia, morte, sofferenza possono togliere forze e fiducia anche in chi fa del suo lavoro una missione: portare guarigione e speranza. Così i conflitti, l’avarizia, la corruzione e la violenza possono spegnere anche il nostro cuore, portarlo a credere che tutto sia tenebre, rinunciando così ad impegnarsi ad essere “luce del mondo”.

BEATA TE

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II domenica di Avvento anno A – 2016

Quando ti presenti al mondo con qualcosa che in molti desiderano, è facile sentirsi dire: Beato te! Sia che si tratti di una bicicletta nuova, la possibilità di un tempo di vacanza, l’occasione di un cambiamento lavorativo e remunerativo, un nuovo vestito, una vincita o un’eredità  inaspettata, riconosciamo in questi esempi una forma di beatitudine, di felicità.

I^ AVVENTO  anno A – 2016

Ogni giorno ci inventiamo piccole strategie per affrontare le difficoltà che la vita non ci risparmia mai. Da ragazzino mia madre mi mandava dal medico condotto per “tenere il posto”. Era un’espressione usata, per permettere a lei di arrivare più tardi, sostituire il mio turno di visita e presentare al medico le necessità per tutta la famiglia. Arrivavo presto in ambulatorio, appena la sala veniva aperta, e aspettavo l’arrivo di mia madre con trepidazione. Mi portavo qualcosa da leggere, qualche volta scambiavo due parole se conoscevo qualcuno. Altre volte mi addormentavo, perché era primo pomeriggio, in piena digestione. L’attesa era sempre lunga, era motivo di nervosismo, mi sembrava di perdere tempo, di avere qualcosa di più importante da fare. Poi all’improvviso compariva la mamma … e io ero libero di andare a giocare. Era una strategia famiglia, per ottimizzare i tempi, gli impegni, e fare gioco di squadra per la salute e la salvezza della famiglia. A distanza di anni alcuni amici ne hanno fatto un lavoro, aspettano a pagamento al posto di altri, in banca, in posta…

CORAGGIO

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XXXIII  domenica T.O. anno C - 2016

Quando si verificano sconvolgimenti politici, ci sono guerre, fame, pestilenze e la situazione di miseria diventa intollerabile, si diffondono facilmente dicerie sulla fine del mondo. E’ accaduto nei primi secoli della storia della chiesa e accade ancora oggi. Per dare credito alle loro farneticazioni, gli adepti delle sette fondamentaliste si rifanno ad alcuni testi biblici. Il più citato è questo: “Negli ultimi tempi verranno momenti difficili. Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, senza amore, sleali, maldicenti, imperanti, intrattabili, nemici del bene, traditori, sfrontati, accecati dall’orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio” (2Tm 3,1-4).

XXXI domenica T.O. anno C - 2016

Quando il vangelo di Luca parla di “vedere”, vuole spesso allargare i nostri orizzonti, vuole portarci più in alto per osservare la realtà in una prospettiva più ampia. “E voltosi, il Signore guardò dentro Pietro, e si ricordò della parola del Signore” (Lc 22,61a). Il Signore cerca, ma mai in modo banale, cerca di vedere dentro, quell’attività tanto difficile per noi uomini. Infatti non è Pietro che si volge a Gesù, ma Gesù che si volge a Pietro. “Guardare dentro” in Luca è detto solo di Gesù. Il suo sguardo è penetrante, diverso da quello degli altri uomini, gli rivela attesa e amore compassionevole. Solo davanti a tale sguardo l’uomo diventa libero, può terminare ogni fuga e nascondimento. Pietro si trova nudo davanti a Dio, nella responsabilità di accettare o meno il suo amore gratuito e senza condizioni.

XXVII domenica T.O. anno C – 2016

“Fino a quando, Signore, implorerò aiuto e non ascolti, a te alzerò il grido: «Violenza!» e non salvi? Perché mi fai vedere l'iniquità e resti spettatore dell'oppressione? Ho davanti a me rapina e violenza e ci sono liti e si muovono contese” (Ab 1,2-3).