5 ciottoli

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DIFETTO

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IV domenica di quaresima 2014

Alcune cose riusciamo a vederle, altre ci sfuggono. Crescono con un ritmo incalzante le informazioni scientifiche che ci permettono di esaminare, controllare, quantificare tutto ciò che è materiale. Ci incuriosiscono, ci appassionano al punto da indurre alcuni al credere che sia vero ed esista solo ciò che può essere visto con gli occhi, constato con i sensi.

VATTENE

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II Domenica di Quaresima – Anno A – 2014

Vattene!”, lo dicono in molti dopo essere stati traditi. La ferita subita provoca un rifiuto, un desiderio di allontanamento dalla persona che ha causato un dolore insostenibile. E’ l’espressione usata per manifestare verbalmente che la soglia di sopportazione del cuore è superata e non si riesce ad offrire misericordia e amore.

Nasciamo tutti di Luce e nella Luce, ma poi, piano piano, smettiamo di ascoltare la Voce dello Spirito e nel nostro cuore prendono posto i giudizi e la paura.
"La Favola dei Buoni e dei Cattivi", ti riporterà ad abbracciare la luce che sei.

Da un’idea di: Alessandra Tadiotto ( Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. per info)

Disegni: Lorenza Troian

Montaggio video: Andrea Segato

 

Sapienza che orienta

Il labirinto sembra avere tante vie e tante direzioni, ma le sue strade non portano da nessuna parte se non al centro del labirinto stesso, in un vicolo cieco che imprigiona chi si trova al suo interno. La sua struttura è costruita in modo tale che risulti molto difficile per chi vi entra, trovare l’uscita. Il labirinto confonde perché la visione che fornisce è sempre limitata, parziale e ogni parete sembra uguale all’altra. Ti imprigiona anche se non ha sbarre, non ci sono punti di riferimento, l’orizzonte non si vede. Così ti inghiotte nei suoi cunicoli e domina il tuo cammino. Puoi passare tutto il tuo tempo lì dentro, passando sempre per le stesse vie senza riuscire mai ad arrivare in nessun posto. Non aiutano i soldi, il potere o le intelligenze umane a dirti dove sei e come uscire.

VI domenica T.O. anno A

Ho sempre sentito dire fin da piccolo che demolire costa meno che ristrutturare. Sarà per una questione economica o per un  fattore culturale ma spesso la tentazione è quella di fare piazza pulita del vecchio. Possiamo demolire o ristrutturare edifici, ma anche le idee e le vite delle persone. Cosa ha fatto Gesù con l’umanità che ha incontrato? Ha ristrutturato o demolito con il suo messaggio, con il suo agire?

SEGNO

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Presentazione del Signore (2 febbraio 2014)

Vorremmo vederlo. Vorremmo vedere un segno qualche volta. Una risposta, una scelta, una conferma a tutte le promesse, a tutte le parole annunciate e ascoltate. E’ così con gli uomini, ma soprattutto con Dio.

CHIAMA

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II^ domenica T.O. anno A - 2014

Cominciano da piccoli a darci un nome per chiamarci, per presentarci ad altri, per catturare la nostra attenzione ed istruirci.  Un nome che ci distingue, un nome che scandisce ritmi e tappe della vita. Un nome che diventa nel tempo motivo di ansia e tensione quando, inseriti nel mondo educativo e scolastico, è occasione di verifica e di giudizio. Un nome che diventa motivo di prestigio se esprime una carriera e un successo raggiunto. Un nome che è motivo di vergogna e di scandalo se manchiamo il bersaglio della vita. La vita ci chiama a dare risposte, a scegliere per manifestare direzione e desideri. Qualcuno chiama questo percorso progetto di vita, altri vocazione. Resta il fatto che la vita “chiama”, ci interpella, per affidarci gradualmente compiti e responsabilità. Chi rifiuta di rispondere, lentamente muore, lentamente perde il sapore della vita.

LUCE

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Natale 2013

Se vedi buio, manca luce. Se vedi un periodo nero, manca luce. Se non vedi bene e sfuocato, probabilmente c’è poca luce. Luce e tenebre si combattono, si contrappongono, da sempre rivendicano uno spazio, un territorio unico: l’anima dell’uomo.

8 Dicembre 2013

C’è un modo di presentare la figura di Maria che scoraggia invece di animare. E’ indicata come la donna assolutamente inimitabile, esentata dal peccato originale e dalle sue drammatiche conseguenze, e questo non per merito suo, ma per singolare privilegio divino, confermata in grazia, preservata dal commettere errori, benedetta in ogni sua opera. Ci chiediamo: noi cosa abbiamo in comune con Lei?