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MASTICARE

Pubblicato in Riflessioni

Corpus Domini – Anno A 2014

Per anni mi hanno parlato della masticazione e della dentatura. Per diventare odontotecnico dovevo conoscere la fisiologia e l’anatomia del corpo umano. Nelle lezioni scolastiche non ci siamo mai soffermati su cosa masticare, caso mai c’era più attenzione nel metodo e nella pratica della pulizia dentale. Oggi raccolgo questo percorso ma sono più orientato a curare l’alimentazione, cosa mangiare, dove e quando farlo.

I passi dell'errore

Sir 15,11: Non dire a causa del Signore mi sono ribellato perché ciò che Egli detesta (Lui) non fa. Non dire Lui mi ha sviato perché Egli non ha bisogno di un peccatore.

Quando si parla di peccato ed errore si  pensa subito ad azioni e comportamenti sbagliati, sconvenienti e nocivi. Nella mentalità umana il concetto di peccato viene tradotto per lo più con  fare qualcosa che non va bene. Per questo, quando si deve istruire,  educare  e correggere spesso ci si limita a vietare tutte quelle azioni ritenute scorrette e dannose per se e per gli altri. Ma per chi è confuso e in difficoltà, sapere che un certo comportamento è sbagliato, a volte non basta per riuscire a cambiarlo. Allora scatta il giudizio e la condanna, strumenti forti che puniscono, ma che non risolvono veramente il disagio. Forse c’è qualcosa che dobbiamo ancora capire. Questo versetto del Siracide ci spiega i passi del peccato, la struttura dell’errore, le sue caratteristiche. Ci dona una visione più precisa e sapiente di questa dimensione che non si limita  solo al comportamento e all’azione.

FORZA

Pubblicato in Riflessioni

Domenica di Pentecoste - Anno A - 2014

Quando l’uomo è forte?  Osservo e mi guardo attorno.

L’uomo allenato e atletico ha l’illusione di essere prestante a lungo. Addestrato alla competizione cerca di prevalere sull’avversario, fa sfoggio delle sue vittorie ricordando con piacere chi ha umiliato e sconfitto. Può essere una semplice gara, o un lotta tra governi, ma la forza di prevalere e di dominare è la stessa. Mostriamo muscoli o armi, per intimidire l’avversario, per ricordargli una possibile umiliazione e spiacevoli conseguenze.

VI domenica  T.O. anno A - 2014

Ho “soffiato” a lungo nella mia vita, o forse potrei dire “sbuffato”. L’ho imparato fin da piccolo quando arrabbiato e deluso non accettavo le reazioni e le risposte dei miei genitori. Era un soffio di ribellione, un soffio di presunzione, un soffio per accorciare i tempi, per realizzare i miei desideri e avvicinarmi alle mie richieste. Ho soffiato a lungo perché volevo tutto e subito, rivendicavo spazio e libertà.

IV^ domenica di Pasqua – anno A – 2014

Ho un amico che dorme in piedi. Quando è stanco qualsiasi posizione è buona per riposare. Ovviamente si cerca sempre una comodo letto quando si vuole dormire. C'é chi lo acquista morbido, chi lo trova rigido come una tavola, chi su un “castello”, chi si appoggia per terra.

Anticamente i pastori d’Israele radunavano il loro gregge dentro l’ovile; armati di un bastone vegliavano a turno durante la notte, ma in verità si stendevano per terra davanti l’ingresso del recinto, che non aveva porta, e diventavano loro stessi “la porta”. La loro presenza era sufficiente per impedire a ladri e briganti di rubare le pecore del gregge.

Testi di riferimento: Siracide 27,30;28,1-9;30,21-25

Sir 28,1: Chi si vendica presso il Signore troverà vendetta e (il Signore) terrà custoditi i suoi peccati. La vendetta nasce dalla decisione di infliggere una punizione per il torto subito, è la scelta di reagire  all’ingiustizia percepita ricompensando il colpevole come merita.  La nostra mente, di fronte al torto, è sempre tentata dalla reazione violenta, forte della convinzione che sia giusto, legittimo e perfino utile al bene, punire l’altro per quello che ha fatto. Il tipo di punizione e la modalità vengono decise quasi sempre arbitrariamente, in base alla quantità e al grado di rabbia che si prova per ciò che è accaduto.

2^ domenica di Pasqua – anno A – 2014

Cambiano le mode e i tempi ma per le grandi occasioni si indossa l’abito più bello, più elegante. Attraversiamo tutti l’età della ribellione, della pretesa di essere diversi esagerando nella stravaganza del vestire o nel bisogno opposto di indossare capi “firmati” per essere accettati credendo erroneamente di elevarci su altri. L’abito migliore, quello che viene indossato quando ci si reca in chiesa è detto, nella lingua popolare portoghese: “vestito per vedere Dio”. Questa espressione nasce dalla convinzione che, di domenica, la comunità in festa si raduna per “vedere il Signore”.

Palme e Pasqua 2014

E’ come un biglietto da visita. Con pochi passi e sguardi non c’è studente al mondo che non sappia valutare l’ingresso in classe di un insegnante, di chi è, di come insegnerà e del clima che si instaurerà durante le sue lezioni. Sono i nostri atteggiamenti più che le parole che rivelano agli altri chi siamo e come siamo. Le parole usate andranno solo a confermare l’idea già fatta inizialmente.

Sapienza 1,1

Amate la giustizia giudici della terra

Pensate del signore in bontà 

E in semplicità di cuore cercatelo

 

Il cammino della vita è fatto di innumerevoli sentieri. Ogni giorno troviamo incroci di fronte ai quali si sceglie che direzione prendere e da che parte andare, bivi che ci allontanano da un posto e ci avvicinano ad un altro.  Percorriamo vie larghe e trafficate che conducono a mete conosciute, o sentieri non tracciati dalla destinazione ignota. Deviazioni che ci portano a prendere strade non previste o viottoli sicuri che abbiamo sempre percorso.  L’uomo viaggia, nella terra e dentro se stesso, prende direzioni, individua mete, sceglie delle strade e ne scarta altre. Nessun viaggio è predefinito e ogni cambiamento di rotta è un cambio di destino. Il libro della Sapienza inizia con un passo che indica come viaggiare sulla terra e dentro al proprio cuore, su cosa basarsi quando si sceglie per orientare il cammino verso terre di luce e allontanarsi da luoghi di dolore e tenebra.