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SCADENZE

Pubblicato in Riflessioni

XXXII^ domenica T.O. anno B – 2018

Sono una morsa per le nostre menti, l’ansia del fine mese: le scadenze! Associamo tendenzialmente questa parola, alle scadenze fiscali a breve e a lungo termine, con conseguenze evidenti per umore e salute, se ci troviamo insolventi ai nostri obblighi.

Le scadenze sono anche un avviso per tutelare un consumatore nell’acquisto dei prodotti. Ne va della salute del nostro corpo, in fin dei conti. Quindi sembra una buona prassi, garantire qualità e durata del prodotto che vogliamo assumere.

XXX domenica T.O. anno B – 2018

Che cosa vuoi? Bella domanda!

E’ forse una delle più importanti da porre e da ricevere. Non c’è imposizione, non c’è polemica, non c’è pretesa, ma solo l’opportunità di comprendere, di indagare nelle profondità della nostra vita. Domande simili, sono denominate domande aperte, perché lasciano spazio e tempo per una verifica, per un’analisi dei nostri desideri e dei frutti raccolti.

XXX domenica T.O. anno B – 2018

Che cosa vuoi? Bella domanda!

E’ forse una delle più importanti da porre e da ricevere. Non c’è imposizione, non c’è polemica, non c’è pretesa, ma solo l’opportunità di comprendere, di indagare nelle profondità della nostra vita. Domande simili, sono denominate domande aperte, perché lasciano spazio e tempo per una verifica, per un’analisi dei nostri desideri e dei frutti raccolti.

XXVIII° domenica T.O. anno B – 2018

“Uomo dalle orecchie d’asino”, veniva considerato dai saggi dell’antichità, “pazzo” è stato definito da Gesù chi fa dell’accumulo dei beni lo scopo della propria esistenza (Cf. Lc 12.10).

Famosa è la richiesta del re Mida (nella mitologia antica), che senza riflettere e guidato dalla sua proverbiale stoltezza, chiese che ogni cosa da lui toccata si mutasse in oro e così avvenne, ma da quel momento non fu più in grado né di mangiare né di bere.

ESCLUSIVA

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XXVI domenica T.O. anno B – 2018

Non è sempre facile distinguere gli amici dai nemici, a volte ci si inganna: la persona più fidata, quella scelta come confidente, un giorno può tradire, mentre quella che tenevamo sotto controllo, perché la giudicavamo pericolosa, alla fine può rivelarsi la compagna più ideale. In questa dinamica ci siamo anche noi, possiamo trasformarci da confidenti a maldicenti in poco tempo, senza accorgercene.

XXIV domenica T.O. – anno B – 2018

UNO: “Rinnega te stesso”. Il Vangelo non piace perché è radicale e si oppone alla mentalità dominante del mondo. Rinnega te stesso vuol dire: smetti di pensare a te stesso! E’ il capovolgimento della logica egoistica. L’uomo ha radicata nel profondo del proprio cuore la tendenza a “pensare a se stesso”, a porsi al centro degli interessi, a cercare in tutto ciò che fa il proprio vantaggio e a disinteressarsi degli altri. Colui che sceglie di seguire Cristo è chiamato, anzitutto, a rifiutare questo ripiegamento egoista, a rinunciare a fare scelte in vista del proprio tornaconto.

CERTEZZE

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XVIII domenica del T.O. – anno B – 2018

Il paradosso della vita è una certezza: tutti dobbiamo morire! Il sogno dell’uomo è, da sempre, avere la vita, la vita immortale. Sconsolato, anche il salmista concludeva: “Per quanto si paghi il riscatto di una vita, non potrà mai bastare per vivere senza fine, e non vedere la tomba” (Sal 49,9-10). “Pur essendo breve come un soffio, questa vita è sacra e intangibile” (Sal 144,4).

XV^ domenica T.O. anno B – 2018

E’ più facile restare nascosti, non esporsi, non esprimere la propria risposta, nella speranza di non trovare ostacoli e detrattori. Ma a quale prezzo? E’ impossibile non schierarsi se devi custodire una consegna, un compito. Non c’è verità e libertà, se non impari a schierarti pro o contro ogni cosa che la vita ti propone. Nel nostro cammino cristiano, non esiste una zona franca, neutra.

IL NOME

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Natività di San Giovanni Battista – XII^ domenica  - anno B - 2018

Dare il nome alle cose può essere sinonimo di verità. E’ il coraggio di riordinare la nostra vita, di varcare la soglia dell’umiltà. Dare il nome alle azioni della nostra vita, offre l’opportunità di verificare i frutti raccolti, e le emozioni che le hanno guidate.

Dare il nome alle cose, è denunciare ogni forma di ingiustizia, prendendo come riferimento valori antichi che tutelano la vita e il bene di ogni uomo.