5 ciottoli

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XXVII domenica T.O. - anno A - 2014

Nell’era della scienza e della tecnica parlare di angeli potrebbe sembrare anacronistico. Problemi sociali e politici richiedono interventi e risposte concrete e non risorse astratte!

XXV domenica T.O. - anno A - 2014

Quando qualcuno mi chiede: “che ora è”, per uno che non porta l’orologio, è sempre un motivo per un sorriso o per qualche strana smorfia. Mi hanno regalato un orologio per il giorno della mia cresima, ma ricordo che dopo aver fatto qualche tentativo per indossarlo e non deludere il mio padrino, ho preso la decisione di regalarlo a mio fratello. Nonostante questo, mi accorgo che sono puntuale e a volte anche troppo in anticipo, non mi piace aspettare né fare aspettare.

Testo di riferimento Siracide 5,1-6,4

Sir 5,1 “Non confidare nelle tue ricchezze e non dire basto a me stesso”.

Il verbo greco che troviamo in questo versetto tradotto con confidare è “epecho” che vuol dire fissarsi, rimanere fermi, stare all’erta, concentrare l’attenzione su qualcosa. Il termine descrive la predisposizione ad attivarsi solo in vista di un determinato oggetto scelto, la volontà di restare fermi su di esso concentrando energie, desideri e sforzi per raggiungerlo, averlo e tenerlo. La leonessa quando caccia fissa ogni attenzione sulla preda, i suoi sensi sono all’erta e si attivano solo al suo rumore e al suo odore, nient’altro esiste e a nient’altro si dedica finché non la cattura. Epecho è simile a questo stato, vuol dire avere un unico focus e agire verso un unico obiettivo.

RITROVARE

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XXIII domenica T.O. - anno A - 2014

In modo subdolo, quasi impercettibile, come l’insinuarsi di un serpente fra le fessure di una roccia, si fa strada anche fra i cristiani la mentalità di questo mondo che valuta le persone in base al successo che ottengono, alle doti che hanno, alla ricchezza che accumulano. I geni, gli atleti, le personalità eminenti, chiunque dimostra di possedere attitudini particolari è ricercato e ammirato; i deboli, i poveri, gli incapaci, i portatori di handicap appaiono a molti una zavorra, un bagaglio ingombrante, un errore di produzione quasi da scartare.

A MARIA

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XX  domenica T.O. - anno A - 2014

A Maria il cuore di questa estate.

Maria è ricordata per l’ultima volta nel Nuovo Testamento all’inizio del libro degli Atti: in preghiera, circondata dagli apostoli e dalla prima comunità cristiana (At 1,14). Esce di scena nella storia della salvezza, silenziosa e discreta come vi era entrata, poi di lei non sappiamo più nulla. Non sappiamo dove abbia vissuto gli ultimi anni della sua vita e come abbia lasciato questa terra. I testi apocrifi ( esclusi dalla pubblica lettura liturgica in quanto ritenuti portatori di tradizioni misteriose o esoteriche, e quindi in contraddizione con l'ortodossia cristiana ) della sua probabile permanenza a Gerusalemme sul monte Sion, fino al giorno in cui una schiera di angeli venne a prendere la sua anima. Di fatto in questi testi sono contenuti solo dettagli romanzeschi, ma fin dal I° secolo la sua tomba, nei pressi della grotta del Getsmani è stata ininterrottamente venerata. Nel IV° secolo fu isolata dalle altre e racchiusa in una chiesa.

Testo di riferimento: Siracide 3, 17-24

“Figlio, in mansuetudine il lavoro tu realizza”. La parola che viene tradotta con lavoro è ergon, un temine greco che identifica ogni attività dell’uomo e non solo uno specifico mestiere. Ergon  comprende tutte le azioni che un uomo compie, le sue opere, quello che fa, progetta e realizza.

TESORO

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XVII domenica T.O. - anno A - 2014

“Tesoro” è l’epiteto più ricorrente sulla bocca degli innamorati. Sostituisce a lungo il nome della persona, diventa cioè il modo per richiamare o rivolgersi ad essa, quando il nostro cuore ama. Non si può vivere senza legare il cuore a un tesoro; neppure Dio può farne a meno, infatti dice il salmo: “si è scelto Israele” come tesoro (Sal 135,4). Questa terra, questo popolo che sembra non riconoscere la voce dell’Amante nonostante tanta cura e attenzione, è stata scelta.

Testo di riferimento Sapienza 6,12-21

Chi si alza al mattino per cercare la Sapienza non si affaticherà, la troverà seduta alle sue porte (Sap.6,14).

IL GATTO

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XIV domenica T.O. - anno A - 2014

Non ne ho mai avuto uno. Ma c’è una storia su un gatto che da molti anni mi accompagna. E’ il gatto del guru. E’ una storia che ho letto quando avevo diciotto anni e mi ha aiutato a capire perché non mi piaceva la religione,  non mi piaceva la proposta offerta per dare forma e ordine al mio spirito.