5 ciottoli

Switch to desktop

SORTE

Pubblicato in Riflessioni

CORPUS DOMINI – ANNO B 202

 

Ogni istante si rischia il tutto per tutto. Non abbiamo il controllo di nulla, anche se certamente paura e prudenza, consapevolezza e percezione, possono aiutare nelle scelte e nel ridurre i rischi. Non passa giorno dove il mondo consegni informazioni sulla sorte di molte persone: incidenti mortali, malattie, violenze, guerre, licenziamenti, stragi, ecc.

Non sappiamo sempre il perché di certi eventi, e spesso ci troviamo disarmati e basiti di fronte a questi drammi. Sembra una roulette giornaliera dove qualcuno vince e qualcuno perde, a volte anche la vita. Che ci sia qualcuno che tira a sorte?

La sorte ci attira e qualcuno ne fa addirittura una dipendenza, un vizio, una mania, un cibo. Proprio per l’incertezza del futuro e per la fatica di accettare il presente, il mondo propone qualcosa su cui puntare, credere e investire speranza: il gioco! E’ il gioco che si trasforma in lotterie, schedine, gratta e vinci, concorsi a premi in denaro, le “ludopatie”, cioè quando il gioco ci rende anoressici o bulimici, consegnandoci uno stato di eccitazione desiderato, con tutte le disfunzioni e gli effetti collaterali della scelta, per alleviare l’angoscia interiore.

All’apparenza il gioco d’azzardo e la ricerca della buona sorte, sembra solo il desiderio di un po’ di fortuna a basso costo, ma nel tempo può creare dipendenza, impotenza, colpa, ansia, depressione, disturbi psicologici, lasciarci poveri e senza cibo.

Nel profondo dell’anima si nasconde il rifiuto di accogliere la fatica del cammino e la responsabilità che la vita ci consegna ogni girono. C’è il rifiuto o una grande inconsapevolezza di come cercare risposte di senso alle inevitabili angosce della vita e ai suoi digiuni. A livello spirituale, senza Dio e un cammino di fede tutto sembra legato al caso.

Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai capi dei sacerdoti per consegnare loro Gesù. Quelli, all'udirlo, si rallegrarono e promisero di dargli del denaro. Ed egli cercava come consegnarlo al momento opportuno” (Mc 14,10-11).

Questo tempo di isolamento sta poi ampliando il gioco in “rete” per la facilità di accesso; si compie e si sceglie la propria sorte lontano dagli sguardi giudicanti, chiusi nella solitudine della propria prospettiva. Restiamo adolescenti negli atteggiamenti e nelle soluzioni, nella ricerca di guadagni facili. Se poi si vince, la buona sorte sembra “baciarti”, un bacio che può chiederti di tradire l’anima, il prossimo e i beni eterni.

Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?». Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: «Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?». Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala, arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi». I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua” (Mc 14,12-16).

In quella stanza, Gesù ha compiuto il “gioco” della sua vita e quella nostra. Non ha fatto un azzardo ma una scelta precisa. Ha chiesto ai suoi amici di seguire un uomo con una brocca d’acqua, simbolo di un cambiamento profondo: il battesimo. Un sì che è un affidare la vita, non alla sorte ma, a Dio che ci ha scelto e che ci ama. Quelle brocca d’acqua ricorda l’amore di un incontro tra la Samaritana al pozzo e Gesù. Una donna che aveva gettato il suo cuore negli “slot” degli idoli del mondo, dei falsi amori, per mendicare affetto e ricchezze vane. Ora, prima dell’ultima cena, questa brocca è piena di salvezza e di verità ritrovata, e viene indicata per salvare.

Gesù sceglie la Pasqua come passaggio dalle dipendenze del mondo a quel memoriale che sta consegnando - Corpus Domini - per coloro che crederanno in Lui. Una cena che cambia la storia e che strappa ogni uomo dalla paura di fallire, dalla sorte, per consegnarci un percorso di fede, di amore vero contro la solitudine e la fame.

E, mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio»” (Mc 14,22-25).

Gesù supera la sua angoscia con un gesto di comunione. Ci libera dall’isolamento, dai suoi inganni e dalle sue dipendenze. Gesù ha a cuore la sorte e la vita di ogni uomo. La sofferenza e la prova viene affrontata con un sapersi donare, per rinnovare l’alleanza con il Padre.

Gesù esce sconfitto dal mondo, ma vincitore in cielo, povero ma ricco di anime che ancora oggi lo scelgono come tesoro prezioso per curare ogni sofferenza e realizzare in pienezza i desideri più profondi. Nella gratitudine si affida al Padre e a lui tutto affida.

Per amore si può rischiare il tutto per tutto. Non c’è il caso ma un progetto di redenzione, che lontano dalla fede, dalla preghiera, dall’eucarestia, difficilmente si può scorgere e accogliere.

d. Andrea

 

AVVOCATO

Pubblicato in Riflessioni

PENTECOSTE – Anno B – 2021

“Mi sono rivolto al mio avvocato”. “Mi è stato consigliato di affidarmi ad un avvocato”. “Mi è arrivata la lettera dell’avvocato”. “Secondo l’avvocato si può procedere …”. Potremo continuare con molte altre affermazioni simili. Personalmente non ne ho mai avuto bisogno, per ora! Ho amici e validi collaboratori che esercitano la professione di avvocato, li ascolto sempre volentieri nella complessità delle loro casistiche nel tentativo di amministrare la giustizia.

DIVERSI

Pubblicato in Riflessioni

VI^ di Pasqua – anno B – 2021

Guardi fuori, e se ci sono le condizioni per il viaggio, parti. Guardi dentro, e se hai forti motivazioni accompagnate da buone indicazioni, spesso arrivi. Non sempre dove pensavi!

IV^ domenica di Pasqua – anno B – 2021

Ho paura di morire! E’ un’affermazione che può diventare un dramma se non trova un valido sostegno. L’esperienza della morte ci viene raccontata tutti i giorni; entra nelle nostre case, nelle nostre vite, ma potrebbe trovarci impreparati nell’elaborarla, con il rischio di derive e traumi pericolosi a livello emotivo, psichico, con serie conseguenze sulla salute fisica e spirituale.

RITROVA

Pubblicato in Riflessioni

II^ domenica di Pasqua – anno B – 2021

La casa perfetta non esiste! Potremmo dirlo anche per un luogo di vacanze, per un lavoro, per una famiglia, per un rapporto affettivo. Sembra sempre che manchi qualcosa. Ogni esperienza, ogni ambiente, ogni relazione, rivela lentamente i suoi limiti. Quando poi parliamo di chiesa, tutto può precipitare ancora più velocemente. Ogni comunità cristiana nasconde nell’immaginario collettivo, nel suo dinamismo educativo e di fede, un continuo fermento di inquietudine, che può degenerare in sterile mormorazione e sfiducia, oppure nell’impegno di ritrovare e custodire un’armonia nascosta nel cuore. Tutti vorremo solo correggere e modificare qualcosa o qualcuno, ma con fatica comprendiamo che qualcosa è stato perso, e bisogna impegnarci per ritrovarlo insieme, in un dialogo paziente, con tanta misericordia reciproca.

Domenica delle Palme_Anno B – 2021

“L’ho ordinato ieri sera ed è arrivato questa mattina. Incredibile! L’acquisto in rete di un libro consegnato poche ore dopo, ormai decreta la morte di un “tempo”, di alcune modalità di fare economia”. Sono le parole scambiate con un amico, che possono introdurci nella settimana Santa.

IV^  Quaresima – anno B – 2021

“In quei giorni (IV° sec. a.C.) tutti i capi di Giuda, i sacerdoti e il popolo moltiplicarono le loro infedeltà, imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempio, che il Signore si era consacrato a Gerusalemme. Il Signore, Dio dei loro padri, mandò premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirli, perché aveva compassione del suo popolo e della sua dimora. Ma essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che l'ira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza più rimedio” (2 Cr 36,14-16).

CI MANCA

Pubblicato in Riflessioni

II^ domenica di Quaresima - anno B  - 2021

“C’è un solo modo di vedere le cose finché qualcuno non ci mostra come guardare con altri occhi”, disse un giorno Picasso. Non mi sono mai accontentato di quello che mi hanno insegnato. Mi è sempre piaciuto andare oltre. Non è stato un atteggiamento di sfida, di polemica, ma piuttosto la ricerca di un senso più profondo di ciò che mi era stato consegnato.

VI^ domenica T.O. – anno B – 2021

Il paradosso di questo tempo di fragilità, è la forzata lontananza da chi è più debole. Il Covid-19 ci ha resi quasi degli appestati. Dichiarati impuri, siamo diventati pericolosi per gli altri e per chi ci vive accanto. Portatori innocenti di malattia e di morte, per le persone già più deboli. Siamo stati isolati e segregati, nel miglior dei casi nelle stanze delle nostre case, o nei reparti  ospedalieri, in quella camera interiore che ci ha consegnato una delle esperienze più difficili della nostra vita: essere emarginato.